18 gennaio 2017

La retro marcia del Ministro sulle pensioni!!!

Una buona notizia. Alla fine il Ministro Poletti ha deciso di intervenire per evitare che i pensionati debbano restituire lo 0,1% della rivalutazione ricevuta nel 2015. Siamo soddisfatti, anche se non capiamo perché in questo paese si debba sempre alzare la voce per risolvere i problemi quando basterebbe un po' più di ascolto e di buon senso. Il Ministro ha detto che presenterà un emendamento al decreto Mille-proroghe per mettere fine alla questione. Siccome siamo sindacalisti seri aspettiamo di leggerlo e di vederlo approvato. Però possiamo dire che molto probabilmente siamo riusciti ad ottenere quello che volevamo. Vi terrò aggiornati. 
(Ivan Pedretti, Segretario Nazionale Spi Cgil)
Angelo Gentilini, da info Spi Cgil Nazionale.

La restituzione sulle pensioni si poteva evitare.

L'Inps ha comunicato che a partire dal mese di aprile recupererà in quattro rate le somme date in più ai pensionati italiani relative alla rivalutazione del 2015. In quell'anno infatti l'inflazione programmata con cui è stato calcolato l'adeguamento al costo della vita degli assegni è risultata essere maggiore dello 0,1% rispetto a quella reale. Lo scorso anno il governo ha congelato il recupero di tali somme evitando così che le pensioni perdessero di valore. Lo Spi-Cgil ha richiesto al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti di prorogare nuovamente questa misura senza però ricevere alcuna risposta. Ci troviamo quindi di fronte ad un "danno per milioni di pensionati - come ha dichiarato il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti - che si poteva evitare. Evidentemente è mancata la volontà politica, visto che avevamo chiesto al Ministro Poletti di intervenire e non lo ha fatto. Anche se stiamo parlando di piccole cifre - ha continuato Pedretti - i pensionati italiani si vedranno così diminuire la propria pensione, già penalizzata dall'inflazione zero che le priva di qualsiasi forma di rivalutazione. C'era lo spazio per trovare altre soluzioni ma non si è voluto ricercarle e questo non va bene. Congiuntamente Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil abbiamo chiesto un incontro al Ministro, anche e soprattutto per proseguire il confronto sulle pensioni."
Angelo Gentilini, da Spi Cgil Nazionale: www.spi.cgil.it /// www.facebook.com/ivan.pedretti 

17 gennaio 2017

Amianto...Silenzio non si deve sapere.

Presentazione del libro: “Silenzio, non si deve sapere”, morire per amianto in OGR, di Noella Bardolesi. Venerdì 20 gennaio 2017 ore 17, Spazio Graf Piazza Spadolini, 3 Q.re San Donato, Bologna.
L'autrice: “Nata a Lille, in Francia, il 30 settembre 1958, Noella Bardolesi vive ora a Bologna con suo figlio Sebastian di 18 anni. Molto attenta alle problematiche sulle condizioni di lavoro ha cominciato ad occuparsi del problema amianto dopo il decesso del marito Loriano, morto il 3 maggio 2009 di un mesotelioma contratto negli anni Settanta presso le Officine Grandi Riparazioni di Bologna. Questa sua testimonianza vissuta vuole essere un omaggio a tutte le vittime dell’amianto, ma anche uno strumento di conoscenza più approfondita delle conseguenze di chi “incontra” questo “amianto killer”. Il racconto di Noella è quello della sua esperienza diretta nell’assistere e accompagnare Loriano fino alla fine.” 
Altre info sull' amianto: afevaemiliaromagna.org 
"In Italia l’esposizione all’amianto continua a mietere ogni anno in media 1.200 morti per mesotelioma maligno e altrettanti per tumori correlati, e questo nonostante nel nostro paese l’utilizzo sia stato messo al bando ormai da 24 anni. Tuttora una vera e propria emergenza, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità dovuta a due fattori: da una parte, il lungo periodo di incubazione del tipo di tumore legato all’amianto, dai 20 a 40 anni, che fa ipotizzare agli studiosi un picco dei casi solo nel 2020..... leggi tutto: www.lifegate.it/persone/news/amianto-in-italia-2016 "
Angelo Gentilini, da info Cgil E.R. - Afeva E.R. - www.lifegate.it 

15 gennaio 2017

"Io in te cerco la vita", Anna Kuliscioff.

Biografia - La figura e l’azione di Anna Kuliscioff è stata determinante per l’emancipazione e la rivendicazione dei diritti delle donne. Anna nacque in Crimea, nel 1855, da una ricca famiglia di commercianti ebrei. A 18 anni si trasferì in Svizzera, poi in Italia per gli studi universitari, si laureò in filosofia, medicina e ginecologia. Per tutta la vita ha lottato per la dignità, la libertà e i diritti delle donne e dei lavoratori/trici. La chiamavano “La dottora dei poveri”, “Zarina d'Italia”, “madrina del socialismo”, “deliziosa bionda che parlava come un uomo”, “pugno di ferro nel guanto di velluto”, o più semplicemente la “Signora Anna”. Dall' autunno del 1877 fu la compagna di Andrea Costa, da cui ad Imola l' 8 ottobre 1881 ebbe la figlia Andreina. Nel 1882 si incrinò il rapporto con Costa e ad inizio 1885 avvenne la separazione definitiva. Successivamente incontrò Filippo Turati con cui si instaurerà un rapporto di profondo e duraturo affetto. Anarchica, Medico, Rivoluzionaria, Socialista , era all’epoca una “donna avanti a tutte”, sostenuta dall’ideologia nichilista russa che teorizzava l’assoluta uguaglianza tra i sessi. Già nel 1890 affascinava e coinvolgeva con le Conferenze sul “Monopolio dell’uomo” e sosteneva che “Il voto è la difesa del lavoro e il lavoro non ha sesso”. Dal 1891 diresse la rivista del Socialismo Italiano “Critica Sociale” e ad inizio 900 elaborò la legge per la tutela del lavoro minorile e femminile, presentata in Parlamento dal Partito Socialista e approvata nel 1902, legge Carcano n° 242. Poi sostenne la nascita del Comitato Socialista per il suffragio femminile e nel 1912 fondò e diresse la rivista “La difesa delle lavoratrici”, nella redazione un'altra autorevole donna nata ad Imola, Argentina Altobelli. Anna veniva definita il miglior cervello politico del Socialismo Italiano, a cui tutti si chinavano, Mussolini compreso. Possedeva una visione politica internazionale sulle questioni delle classi, dei lavoratori e dell’emancipazione delle donne, superiore ad Andrea Costa e Filippo Turati. Gli ultimi anni della sua vita furono interiormente tormentati perché aveva percepito pienamente la portata del cambiamento, l’antisocialismo, il nazionalismo che portò al fascismo. Il 10 giugno 1924 venne assassinato Giacomo Matteotti, l'antifascista che Anna e Filippo consideravano come un figlio. Questo delitto aumentò le sue sofferenze e convinzioni, finché Anna morirà a Milano a dicembre del 1925, per un'improvvisa forma di peritonite tubercolare.
Biografia tratta dal mio blog del 7 marzo 2011: “Donne e diritto di voto, Anna Kuliscioff”. 

Lettere di una donna innamorata della libertà” 
Lugano, 23 ottobre 1880, Anna scrive ad Andrea Costa: “No, Andreino, tu non hai ragione né punto né poco, né di affligerti che mi son condotta indegno del nostro amore... Basta se io ti offendo di aver detto a Cafiero di venire a d'esserci andata allorquando non vi è nulla di offensivo per te, e se tu puoi ingiuriarmi quasi per ciò....Io alla fine vedo una cosa: agli uomini come sempre è permesso tutto, la donna deve essere la loro proprietà. La frase è vecchia banale, ma ha la sua ragion d'essere pur sempre e l'avrà chi sa per quanto tempo ancora.....”
- Napoli, 4 dicembre 1884, Anna scrive ad Andrea Costa: “Mio carissimo, la tua lettera buona e affettuosa m' ha fatto del bene, ma... c'è sempre quei ma e se maledetti, che inciampano e che avvelenano ogni gioia, ogni speranza... Tu cerchi in me il riposo, io in te la vita. Io sono per te poco donna, tu per me sei un'astrazione. Io non ho la maternità. Tu non mi dai l'umano del contatto fra i sessi diversi. Tu non vuoi o non puoi capire che l'abbandono e la pienezza non sono che la conseguenza d'una vita reciproca piena di comprensione dei pensieri, dei sentimenti, delle aspirazioni.....”
- Inizio 1897, appello di Anna alle donne italiane: “Fra pochi giorni una parte del popolo si recherà alle urne per l'elezione dei rappresentanti al Parlamento...Noi donne siamo totalmente escluse da questa gara...Lo Statuto del Regno parla di cittadini eguali davanti alla legge, che devono tutti godere eguali diritti civili e politici. E' evidente dunque che noi non siamo cittadine: siamo delle straniere nel nostro Paese: siamo la cosa degli altri, di alcuni altri, il loro strumento, ed è per loro benignità che possiamo vivere e respirare. Non è questa del resto, in Italia, la condizione delle sole donne. La maggior parte del proletariato anche maschile soffre lo stesso trattamento..... Reclamate: 1) le 8 ore di lavoro; 2) a lavoro eguale, eguale salario; 3) libertà della donna di disporre della propria mercede; 4) astensione dal lavoro industriale ed agricolo negli ultimi due mesi di gravidanza e nei due mesi successivi al puerperio. O compagne, o reiette, o dimenticate, o vittime eterne, levatevi! O schiave, siate cittadine! O femmine, sappiate esser donne!
- Milano, 26 gennaio 1899, Anna scrive a Filippo Turati (carcerato): “Desidero tanto vederti, caro mio Filippin, e non m'importerebbe di vederti anche una volta sola. Che cosa importa, che fosse solo una mezz'ora... Perciò, senza preavvisi, uno di questi giorni, piova, nevichi o tempesti, verrò ugualmente...”
-Milano, 10 dicembre 1906, Anna scrive a Filippo Turati: Vorrei averti vicino per buttarti le braccia al collo e baciarti lungamente, e farti sentire tutta la mia gratitudine per le ore deliziose, procuratemi dal tuo magnifico discorso...Caro mio tesoro, sei proprio bravo, osservando la vita reale, quando si ha ingegno, si arriva a sintesi sociali, intuiti quasi da artista, che colpiscono di più nella loro grandezza e semplicità...”
- Milano, 13 marzo 1910, Anna scrive a Filippo Turati: “Ti scrissi che sarei intervenuta nella discussione sul suffragio universale aspettandovi al varco intorno al voto alle donne... Ora sarebbe veramente stupefacente che un partito socialista faccia le vostre restrizioni. So benissimo che la Camera lascerà passare non poca acqua sotto i ponti, prima di concedere il voto alle donne ed agli analfabeti, ma appunto...non si capisce perché proprio i socialisti abbiano da escludere... l'entusiasmo femminile...”
-Milano, 12 giugno 1924, Anna scrive a Filippo Turati: “Dalle 11 di stamattina sono sotto l'incubo Matteotti... L'unico filo di speranza è ancora l'ipotesi che Matteotti, monello com'è, ci abbia fatto a tutti un tiro birbone di un grande spavento, e che oggi, visto che la notizia si diffuse a mezzo dei giornali, si faccia vivo e fresco come una rosa... Ad un semplice sequestro di persona non ci credo... il sequestro sarebbe che la soppressione della persona...”
-Milano, 27 giugno 1924, Anna scrive a Filippo Turati: “Mio carissimo, che giornata di emozioni, commozioni e di rinnovato strazio... Alle dieci, l'indimenticabile omaggio di popolo alla memoria del martire... Il pubblico approvava il brumista, e i manigoldi emisero il grido di “Viva Mussolini!”... Povero Matteotti! Se potesse vedere il miracolo ottenuto dal suo martirio!.....”
******************************************************************************************
Il link sito casa editrice: www.lormaeditore.it/libro/anna kuliscioff 
Angelo Gentilini, (Gli stralci delle lettere li ho trascritti dal libro "Io in te cerco la vita").

14 gennaio 2017

"Libera il lavoro con due SI"

Con il pronunciamento della Corte Costituzionale, che ieri ha ammesso due quesiti abrogativi sui tre proposti, inizia la campagna referendaria della Cgil. E' una prima risposta ai tre milioni di firme raccolte nella primavera del 2016 che ha visto impegnata tutta l'Organizzazione in uno stretto rapporto con i cittadini e con le difficoltà quotidiane causate da un complessivo impoverimento e dalla mancanza di lavoro in un Paese che non cresce e penalizza principalmente i giovani. Riteniamo che sia necessario fissare la data dei referendum nel più breve tempo possibile per permettere ai cittadini di esprimersi sulla cancellazione dei voucher, che estesi a tutte le tipologie di lavoro sono diventati la nuova frontiera della schiavitù comprata a ore, e per sancire che ci deve essere una responsabilità in solido del committente nei confronti dei lavoratori dipendenti dell'azienda in appalto, che spesso pagano dei prezzi altissimi in termini economici e di diritti non riconosciuti. Inoltre la Cgil, con le firme raccolte, è in campo con una proposta di legge di iniziativa popolare, contenuta nella Carta dei Diritti Universali del Lavoro, per riscrivere le norme sul diritto del lavoro, compreso quello accessorio oggi riconosciuto con i voucher, e per restituire la dignità a coloro che per vivere devono lavorare, calpestata da norme liberiste che mettono al centro il mercato invece che la persona. Nella proposta che facciamo rientra a pieno titolo il quesito respinto dalla Corte sui licenziamenti illegittimi, tutelati dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori del 1970, che riteniamo debba continuare ad essere uno dei punti centrali della lotta sindacale della Cgil. Per questo motivo, quando saranno rese note le motivazioni della Corte, convinti di aver rispettato l’art.75 della Costituzione, valuteremo nei prossimi giorni tutte le possibilità per ristabilire i diritti, compreso il ricorso alla Corte europea sulla normativa sui licenziamenti. Su questi temi mercoledì 25 gennaio, ore 14.30, nel salone della Camera del Lavoro di Imola, in via Emilia 44, si terrà una assemblea delle delegate e dei delegati aperta alla cittadinanza che invitiamo fin da ora a partecipare. 
(Segreteria Cgil Imola, www.cgilimola.it ) 
Angelo Gentilini, da info Cgil Imola.

13 gennaio 2017

"AL GRANDE EZIO PASCUTTI"

Ezio Pascutti: un nome, una leggenda.
Immenso eroe d'un calcio d'altri tempi;
insieme ad Haller, Nielsen foste esempi
di classe sotto l'alta Garisenda.
Più non ci sei, e i nostri cuori riempi
di pianto e di tristezza. Ora ti renda
omaggio ogni campione in cielo; splenda
la tua figura sugli odierni scempi.
In quell'attacco, estroso e micidiale,
fosti per noi l'acuminato perno;
il difensore avverso stava male
solo al vederti in campo: un vero inferno!
Un'anima serena in alto sale,
sa che Bologna l'amerà in eterno.


E' morto il grandissimo Ezio Pascutti, uno dei più forti attaccanti che abbiano mai vestito i colori rossoblu del Bologna Football club. Mi sono permesso di omaggiarlo con un sonetto.
Claudio Capponi, il Poeta Operaio.
*******************************************************************************************
Biografia di Ezio Pascutti: wikipedia.org/wiki/Ezio_Pascutti 
Angelo Gentilini

12 gennaio 2017

Ponticelli di Imola, solidale con alunni terremotati.

Angelo Gentilini, dal Corriere Imola di mercoledi 11/01.

11 gennaio 2017

Il calendario delle nuove pensioni.

Pensioni: l’Ape vola se è sociale. Che cos’è l’Ape: È un’abbreviazione che sta per anticipo pensionistico. In pratica dà la possibilità a chi ha un’età di 63 anni di andare in pensione prima rispetto alle condizioni imposte con la legge Fornero. La norma è stata inserita nella legge di stabilità 2017. Inizialmente l’idea del governo era di prevedere una sola Ape, quella volontaria. Durante la trattativa con i sindacati si sono aggiunte altre due possibilità a costo zero per i lavoratori, anche se a determinate condizioni: l’Ape sociale e l’Ape aziendale. Approfondisci... www.libereta.it/pensioni-lape-vola-se-sociale 

Angelo Gentilini, da info www.libereta.it 

10 gennaio 2017

L' Amaro Partigiano degli operai licenziati.

Fosdinovo (MS) – Una fabbrica abbandonata, occupata e riaperta alla produzione. Un circolo Arci che gestisce un museo dedicato alla Resistenza sulle colline di Fosdinovo. Sono i due ”ingredienti” di un progetto di mercato alternativo per il lancio dell’Amaro Partigiano, che ha ottenuto anche la benedizione del partigiano e presidente Anpi Massa Carrara, Giorgio Mori. Lo riferisce oggi il Tirreno. L’Amaro Partigiano sarà realizzato rigorosamente con ingredienti lunigianesi, seguendo una ricetta messa a punto grazie alla consulenza di un antico laboratorio artigiano della zona. Ma verrà prodotto da Rimaflow, a Trezzano sul Naviglo, in una fabbrica oggi impegnata nella costruzione di una rete per un mercato equo, libero e solidale. I 330 lavoratori, dopo aver perso il lavoro perché l’azienda ha deciso di delocalizzare in Polonia l’attività per abbattere i costi, si sono rimboccati le maniche e hanno riavviato la produzione puntando sul mercato equo-solidale. L' idea dell' Amaro Partigiano è dell’Arci Archivi della Resistenza a Fosdinovo. I proventi delle vendite saranno destinati al suo Museo Audiovisivo e ai progetti ”sociali” di Rimaflow. Ma per produrre il liquore servono attrezzature e macchinari: da qui il lancio di un crowfunding che partirà a breve. Che gusto avrà l’Amaro Partigiano? “Il gusto – spiega Alessio Giannanti, di Archivi della Resistenza – è il risultato di un’accurata selezione di nove ingredienti ispirati alla vita nei boschi della Lunigiana durante la Resistenza”. Il ricavato dell’Amaro del Partigiano servirà infatti a sostenere il progetto della fabbrica recuperata, il festival “Fino al cuore della rivolta” e il Museo Audiovisivo della Resistenza. “Il nostro è un progetto condiviso e abbiamo bisogno del parere e della partecipazione di tutte e tutti voi sia per renderne possibile la sua realizzazione sia per migliorare il gusto dell’Amaro Partigiano. Per questo è già possibile assaggiare l’amaro nella sua versione beta e fornire le proprie impressioni e i propri consigli. È sufficiente una sottoscrizione di almeno 15 euro per partecipare alla realizzazione di questo progetto ed essere parte di una filiera comunitaria”, si legge sul sito www.amaropartigiano.it (sito in costruzione)

09 gennaio 2017

La nuova rivista LiberEtà.

Ecco la nuova LiberEtà: ti piace? compila il questionario! 

Come avevamo preannunciato nel numero scorso, il giornale da gennaio ha cambiato veste. Abbiamo cominciato dalla grafica ma vogliamo che il cambiamento non sia solo di forma ma anche di sostanza. Per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto: il nuovo giornale vogliamo farlo insieme a voi abbonati. Per questo abbiamo realizzato un questionario che vi chiediamo di compilare, per capire come voi volete LiberEtà, nei contenuti, nelle rubriche, nelle inchieste, per farlo diventare il giornale di tutti! 

Partecipa al questionario rispondendo alle domande qui sotto! 

Rinnoviamo insieme LiberEtà! Quale giudizio daresti alla nuova veste grafica di LiberEtà? www.libereta.it/nuova-libereta-ti-piace-compila-questionario.

Angelo Gentilini, da info www.libereta.it