31 marzo 2015

Il 31 marzo 1945 morì Anna Frank.

Annelies Marie "Anne" Frank, nome italianizzato in Anna Frank, (Francoforte sul Meno12 giugno 1929 – Bergen-Belsenmarzo 1945), è stata una ragazza e scrittrice ebrea tedesca, divenuta un simbolo della Shoah per il suo diario scritto nel periodo in cui lei e la sua famiglia si nascondevano dai nazisti e per la sua tragica morte nel campo di concentramento di Bergen-Belsen. Visse parte della sua vita ad Amsterdam nei Paesi Bassi, dove la famiglia si era rifugiata dopo l'ascesa al potere dei nazisti in Germania. Fu privata della cittadinanza tedesca nel 1935, divenendo così apolide e nel proprio diario scrisse che ormai si sentiva olandese e che dopo la guerra avrebbe voluto ottenere la cittadinanza dei Paesi Bassi, Paese nel quale era cresciuta.
“Prima o poi questa guerra finirà, e torneremo a essere uomini e non soltanto ebrei!”
Anne Frank, 11 aprile 1944.
http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Frank
http://angelogentilini.blogspot.it/2013/08/una-lacrima-per-anne-frank.html
Angelo Gentilini



30 marzo 2015

"Appello delle Sezioni Anpi Imola contro ogni forma di fascismo"

"Appello delle Sezioni ANPI del Circondario imolese contro ogni forma di manifestazione e apologia di fascismo"
Le  Sezioni ANPI del Circondario imolese sono fortemente impegnate, con un fecondo rapporto con le Amministrazioni comunali e gli Istituti scolastici dei vari livelli, a ricordare e festeggiare il 70° Anniversario della Resistenza e della Liberazione.
Gli obiettivi sono quelli di rinnovare e diffondere la consapevolezza che in quelle lotte drammatiche ed eroiche e nei loro protagonisti stanno le fondamenta democratiche (Repubblica e Costituzione) dell'Italia e che quei valori (libertà, democrazia, eguaglianza, dignità della persona, autonomia e sovranità, pace e convivenza, etica pubblica, ecc.) sono necessari anche oggi per consentire all'Italia di imboccare con forza un percorso di crescita socialmente ed ecologicamente avanzato. Evidenziano anche che la forza della Resistenza e della Liberazione e dell'Antifascismo nel nostro territorio (Imola medaglia d'oro al valore militare per attività partigiane) hanno rappresentato una condizione per lo sviluppo locale qualificato e avanzato. Le Sezioni ANPI del Circondario imolese fanno appello a ritrovarsi in modo gioioso ai tanti appuntamenti di ricordo e in particolare alle manifestazioni del 25 Aprile. Ma con fermezza ribadiscono la loro condanna nei confronti dei tentativi di revisionismo e di negazionismo della verità storica: il fascismo impose dittatura e violenza, la guerra e l'occupazione tedesca; la Resistenza e la Liberazione sconfissero la dittatura, cacciarono i tedeschi, affermarono la pace, la Repubblica e la Costituzione. Pertanto invitano i democratici e la popolazione, in particolare i giovani a respingere tentativi maldestri e strumentali, in qualsiasi forma si manifestino, di manipolazione della verità storica e a contrastare e isolare tentativi di risorgenza neofascista e neonazista.
Le Sezioni ANPI del Circondario imolese richiamano le Istituzioni, dai Comuni agli organi dello Stato centrale, a far rispettare la Costituzione, che afferma con la XII disposizione transitoria: “E' vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Evidenziano inoltre che la Legge Scelba del 1952, che traduce in norma vigente la disposizione costituzionale, prevede altri reati quali l'apologia di fascismo e divieto di manifestazioni fasciste. Chiedono con forza che, in osservanza di tali disposizioni Costituzionali e Legislative, non siano concesse autorizzazioni di occupazione di suolo pubblico e di manifestazione alle forze di tendenza neofascista e neonazista, anche a difesa della convivenza e dell'ordine democratico del territorio. Le Sezioni ANPI del Circondario imolese vigileranno affinché siano esercitati l’attenzione necessaria e il pieno rispetto del limpido e inequivocabile pronunciamento Costituzionale e invitano democratici e antifascisti a non prestarsi a provocazioni e scontri con neofascisti e neonazisti. Compete alle Istituzioni della nostra Repubblica, di ogni ordine e grado, prevenire e impedire la risorgenza e le manifestazioni fasciste.
Per le Sezioni ANPI del Circondario imolese, Bruno Solaroli (Presidente ANPI Imola)
Angelo Gentilini, da info stampa ANPI Imola.

"Auguri ai 100 anni del Compagno Ingrao".

Pietro Ingrao (Lenola30 marzo 1915) è un politicogiornalista e partigiano italiano. Storico esponente dell'ala sinistra del Partito Comunista Italiano, fu direttore de l'Unità dal 1947 al 1957 e Presidente della Camera dei deputati dal 1976 al 1979.
"Abbastanza presto ho avuto la consapevolezza, e direi anche il bisogno, di una sinistra plurale, una curiosità verso altri filoni della sinistra. Insomma: molto orgoglio comunista, ma anche un assillo, sempre, di guardare al di là dei nostri paletti". (Pietro Ingrao)
Clicca per approfondire:http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Ingrao
Angelo Gentilini

27 marzo 2015

Le "INFO NEWS" della Cgil Imola.

HeraLa Cgil di Imola, la Fp-Cgil e la Filctem-Cgil, oltre a dichiarare la loro contrarietà alla privatizzazione, esprimono le loro preoccupazioni e si impegneranno sin d’ora a contrastare questa folle corsa verso la distruzione del sistema pubblico…....
la-privatizzazione-di-hera-e-unipoteca-sul-futuro...

ausl imolaCome Cgil di Imola ci batteremo per fare in modo che la nostra Ausl rimanga un patrimonio del territorio e per fare in modo che i disservizi esistenti vengano risolti, a partire dai tempi di attesa e dalle liste chiuse per le prenotazioni…...........
/lautonomia-dellausl-di-imola-va-difesa



Angelo Gentilini, da info Cgil Imola.


26 marzo 2015

Vincenzo Colla, Cgil Emilia Romagna, risponde al sindaco Manca.

“Ieri il Comune di Imola ha modificato il Patto di sindacato e lo statuto della multiutility Hera consentendo ai soci pubblici di passare dal 51% al 38% di proprietà pubblica della società di gestione.
Al sindaco di Imola, che è anche Presidente dell'Anci Emilia Romagna e Presidente del Comitato di sindacato Hera, che ha dichiarato non trattarsi di una privatizzazione, rispondo invece ribadendo che questa operazione apre le porte ad una privatizzazione vera e propria, che non garantisce il governo pubblico della multiutility.
Se non si tiene saldamente in capo ai comuni la funzione di garanzia per il territorio e per i cittadini, gli enti locali non potranno esercitare un forte ruolo di pianificazione e controllo dei servizi pubblici in forma associata, né definire una politica industriale dei servizi gestiti, per garantire la qualità dei servizi offerti ai cittadini così come la qualità del lavoro, la professionalità, la salute e sicurezza di tutti coloro che operano nella multiutility. Per noi resta inaccettabile questa decisione e ci attrezzeremo per dare risposte sul terreno sociale e dell'iniziativa sindacale; vi state preparando per portare avanti un progetto che farà perdere consenso al ruolo istituzionale. Noi siamo per rafforzare il radicamento territoriale e la tenuta pubblica che è una scelta politica strategica del controllo e della gestione del sistema fondamentale delle reti. E' una soluzione finanziaria miope, per fare cassa oggi ma che non guarda al futuro e alla necessità di fare investimenti strutturali, nel tempo, nell'essenziale servizio idrico e in quello capitale del ciclo dei rifiuti”.
Angelo Gentilini, da info stampa Cgil Emilia Romagna.

25 marzo 2015

"UNIONS" a Roma il 28 marzo 2015.

PER IL LAVORO
Rivendichiamo un piano straordinario d’investimenti pubblici e privati per nuove scelte di politica industriale nei settori strategici; incentivi per l’uso dei contratti di solidarietà nei settori in crisi e la ridistribuzione del lavoro attraverso la riduzione degli orari; un piano nazionale d’investimenti per la valorizzazione e la messa in sicurezza del territorio e dell’assetto idrogeologico.
PER I DIRITTI
Vogliamo riconquistare un nuovo Statuto dei lavoratori, comprensivo dell’articolo 18 per garantirlo a tutte le lavoratrici e i lavoratori. L’estensione della cassa integrazione a tutte e a tutti, la riduzione delle forme contrattuali avendo come base un vero contratto a tempo indeterminato, non quello del le tutele calanti del Jobs Act. Per il lavoro autonomo le stesse tutele del lavoro dipendente.
PER LA DEMOCRAZIA...PER LA GIUSTIZIA SOCIALE...PER IL REDDITO...
PER LA LEGALITÀ...PER L’EUROPA...
Angelo Gentilini, da www.cgilimola.it

24 marzo 2015

"Un sistema fiscale da cambiare".

Nella giornata in cui si è svolta la Milano-Sanremo 2015 è stato portato alla pubblica attenzione la “dimenticanza fiscale” che il campione di ciclismo Vincenzo Nibali ha praticato con l’incompletezza dei redditi e compensi dichiarati  relativi al 2010/2011. La Guardia di Finanza ha rilevato che Nibali ha dimenticato di indicare un imponibile di 772 mila euro, pari ad un imposta evasa di 290 mila euro. A differenza di altri campioni dello sport, Nibali ha ammesso l’errore, ed essendo scattata la denuncia per evasione fiscale ha patteggiato la pena di 6 mesi con una multa di 45 mila euro. Inoltre il campione di ciclismo ha dichiarato: “ Ho chiuso questa storia più di un anno fa, mi stupisco che salti fuori adesso; se si sbaglia, giusto assumersi le responsabilità”. Secondo il mio modesto parere, apprezzo Nibali che ha ammesso la propria colpa, ma che , tra l’altro, gli ha permesso di patteggiare e di pagare solo 45 mila euro di multa invece del totale dell’imposta evasa (290 mila euro). Nel contempo questo caso evidenzia, sempre che ce ne fosse ancora bisogno di capirla, che il sistema fiscale italiano è da cambiare e da rivedere proprio nella parte delle sanzioni evitando speculativi e funzionali patteggiamenti, che si possono definire dei veri e propri condoni fiscali. Ognuno deve pagare in proporzione al proprio reddito, premi e compensi aggiuntivi compreso, invece ci troviamo con i poveri salariati e pensionati che pagano tutto fino all’ultimo centesimo con le trattenute fiscali fatte direttamente alla fonte, e in pratica è noto che coprono oltre l’80% del totale del gettito fiscale italiano, mentre campioni e non campioni, manager e non manager, hanno mille rivoli e scappatoie per evadere, eludere, trasferire capitali nei paradisi fiscali, ecc..ecc..ecc.
Angelo Gentilini

23 marzo 2015

Tre incontri per approfondire il Jobs Act.

La Fiom-Cgil di Imola organizza tre incontri sul Jobs Act per spiegare ai cittadini e ai lavoratori, non solo quelli che sta informando attraverso le assemblee nelle aziende, i contenuti di questa riforma che cancella completamente lo Statuto dei lavoratori, togliendo diritti e dignità.
  • Lunedì 23 marzo, ore 20.30, Sala Sassi via F.lli Cervi, Castel San Pietro
  • Martedì 24 marzo, ore 20.30, centro sociale Zolino, via Tinti 1, Imola
  • Giovedì 26 marzo, ore 17.30, centro sociale La Stalla, via Serraglio 20/b, Imola
Angelo Gentilini, da info Fiom Cgil Imola.

22 marzo 2015

I problemi e disagi della nuova Isee.

Sono ormai diverse settimane che Teorema Imola, il Centro di assistenza fiscale della Cgil, sta faticosamente provando a dare risposte alle decine di cittadini che cercano di predisporre il proprio Isee, l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, necessario a coloro che hanno dei redditi contenuti per poter accedere a prestazioni e servizi gratuiti o agevolati. Nonostante il notevole sforzo sia economico che organizzativo, si è venuta a creare una lunga lista di attesa a causa delle nuove procedure, in vigore dall' 1 gennaio, che hanno triplicato i tempi di compilazione. Con il vecchio Isee si prendeva appuntamento, preoccupandosi di avere i documenti necessari, e in quindici minuti si usciva dal Caaf con il modulo pronto da portare all'ente che lo aveva richiesto (Uffici scuola, Asp, Comuni, eccetera…). Ora invece il cittadino tramite il Caaf può indicare solo alcuni dei dati in suo possesso, dati spesso nuovi rispetto alla precedente Isee (tra cui ad esempio redditi esenti, i contributi ottenuti presentando la vecchia Isee, i trattamenti indennitari e assistenziali, gli assegni di mantenimento per i figli...), mentre le altre informazioni vengono inseriti DIRETTAMENTE dall'INPS e dall'Agenzia delle Entrate. Questo ha prodotto un appesantimento nei passaggi e nelle procedure che l'Inps deve svolgere, prolungando i tempi di attesa per ricevere le attestazioni Isee, che devono essere riconsegnate al cittadino, in un momento successivo. Ora poi, i cittadini che vedono indicati nella propria Isee redditi da loro NON DICHIARATI, faticano anche ad ottenere risposte dagli Enti che li hanno inseriti (INPS, Agenzia Entrate), unici soggetti che ne possono confermare la correttezza in quanto il Caaf non è in possesso di tali informazioni. “Il Governo ha complicato le procedure, seppur con l’obiettivo condivisibile di perseguire una maggiore equità nell’accesso dei servizi – sostengono Paolo Stefani, segretario generale della Cgil di Imola, e Simona Bartolucci, responsabile del Caaf Cgil Teorema Imola -, ma il risultato è che le persone devono tornare al Caaf mediamente tre volte e alla fine i più penalizzati sono le persone anziane e i nuclei familiari che invece su certi servizi fanno molto affidamento. Se non verranno presi provvedimenti molte persone non potranno più usufruire di molti servizi pubblici dei quali invece avrebbero diritto. Per questo la Cgil, che si sta adoperando per limitare il più possibile i disagi, chiede a tutti i soggetti coinvolti, in primis i Comuni e l’Asp, una proroga dei termini di presentazione dell'Isee in scadenza a breve termine. Ancora una volta le scelte del Governo si scaricano su altri, in questo caso sui Caaf che si trovano a non riuscire a far fronte alla mole di richieste da parte dei cittadini, i quali chiedono invece risposte immediate, come avveniva in passato, e non trovandole imputano proprio ai Caaf la responsabilità”.
Angelo Gentilini, da info Cgil Teorema Imola.


21 marzo 2015

Il punto del Segretario Cgil Imola.

Prima di tutto vorrei fare una premessa. La Cgil, in tutte le sue articolazioni, non ha nessuna intenzione di creare un partito, ma di continuare a fare politica (ovviamente di sindacato in senso generale) in quanto rappresenta milioni di persone, lavoratori, pensionati, precari e disoccupati, che l'hanno delegata. Il ruolo della rappresentanza generale che ci viene consegnato è, nei fatti, un ruolo politico che si esprime dentro e fuori dai posti di lavoro attraverso la partecipazione e la contrattazione. La Cgil non rinuncia a questo ruolo solo perché cerca di imporlo il governo di turno.
C'è un'ambiguità di fondo nel dibattito locale di questi giorni tra il Partito Democratico e la Fiom Cgil, che nasce dal fatto che questo governo ha azzerato il confronto con le organizzazioni sindacali (uno dei cardini della nostra democrazia), facendo finta di ignorare il peso della rappresentanza e sostenendo che per cambiare le cose è necessario rompere con alcune regole del passato e, guarda caso, come primo atto si rompono le regole che tutelano i più deboli. I decreti sul lavoro, l'attuazione del cosiddetto Jobs Act, ad oggi non cancellano nessuna forma di precariato, riducono gli ammortizzatori sociali consegnando ai lavoratori un futuro ancora più nero (come se non bastasse) ma, soprattutto, intervengono sullo Statuto dei Lavoratori per rendere possibili i licenziamenti anche di fronte a un atto illecito. Perché nel merito è di questo che si tratta. Gli “odiosi privilegi” di cui parla il segretario del Pd imolese non sono altro che norme di tutela del lavoratore quando dimostra di avere ragione sul suo datore di lavoro che vuole licenziarlo ingiustamente. Penso che sia legittimo che ciascuno faccia le proprie valutazioni politiche sui provvedimenti del Governo, anche se mi sfugge la necessità e l'urgenza dell'utilizzo del decreto legge per togliere i diritti, ma questo non può prescindere dalle valutazioni di merito che in questo caso servono per fare chiarezza. In questi anni di crisi, la Cgil e le sue categorie hanno dimostrato sul campo di stare al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, mettendoci tutti i giorni la faccia, con gli strumenti a disposizione, che da domani saranno di meno proprio a causa del Jobs Act, ma non sono mai venuti meno al loro ruolo di tutela e di rappresentanza....Continua a leggere la lettera di Paolo Stefani: www.leggilanotizia.it
Angelo Gentilini, da info stampa Cgil Imola.

20 marzo 2015

Presidente Inps "Tito Boeri" ha incontrato i sindacati pensionati.

Una delegazione delle Organizzazioni sindacali Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, guidata dai Segretari generali Carla Cantone, Gigi Bonfanti e Romano Bellissima, è stata ricevuta questa mattina dal neo-Presidente dell’Inps Tito Boeri.
E’ stata avviata così una nuova ed importante fase di dialogo e di confronto tra i sindacati dei pensionati e l’Ente previdenziale. A seguito dell’incontro Spi-Fnp-Uilp e l’Inps si sono impegnati a lavorare insieme nelle prossime settimane per aggiornare il protocollo di relazioni sindacali già esistente e ad affrontare tutte le questioni di competenza dell’Istituto che riguardano da vicino la vita dei pensionati italiani.
Angelo Gentilini, da info Spi Cgil.


19 marzo 2015

La Fiom Cgil di Imola risponde al segretario del PD.

Le parole del segretario imolese del PD imolese, Marco Raccagna, non ci sorprendono poiché confermano solamente ciò che la Fiom denuncia da tempo: le lavoratrici e i lavoratori, i giovani, i disoccupati, i pensionati non hanno più una rappresentanza in Parlamento! Non l’avevano prima con il Governo Berlusconi ed i così detti Governi tecnici e non ce l’hanno oggi con quello “amico” del PD.
Raccagna non entra nel merito delle misure concrete previste dal Jobs Act per chi lavora o il lavoro lo ha perso o lo troverà a breve, ma esprime solamente il proprio giudizio, largamente favorevole, a quei provvedimenti. Noi nel merito del Jobs Act ci entriamo e lo facciamo pubblicamente, nelle tre assemblee promosse dalla Fiom sul territorio di Imola e di Castel San Pietro, poiché la cancellazione nei fatti dello Statuto dei Lavoratori e di buona parte del Diritto del lavoro, definiti odiosi privilegi da Raccagna, la vogliamo spiegare e discutere con le persone e non a suon di articoli sui giornali. Tuttavia, se esistono valutazioni opposte in merito ai provvedimenti di Renzi e del conterraneo Poletti in materia di lavoro, è perchè evidentemente rappresentiamo interessi diversi.
Clicca sul link per leggere tutto: la-fiom-di-imola-risponde-al-pd- 
Angelo Gentilini, da info stampa Fiom Cgil imola

18 marzo 2015

"Pensioni, gli operai non possono lavorare in eterno!"

Sono un metalmeccanico della provincia di Vercelli e sto cercando di far conoscere la mia idea sulle pensioni e cercare di migliorarle. In questi anni di minaccia Fornero tanti lavoratori, io per primo, stanno perdendo la salute pensando a quanto dovranno ancora lavorare. Quello che voglio dire è che a noi non interessa tanto i soldi che si possono perdere per andare in pensione, ma gli anni che non vengono tolti. Sul fatto che se non si esce dal lavoro nessuno potrà mai entrare, penso che siamo tutti d' accordo e allora perché non si ritorna alla pensione ai 35, 38 o massimo 40 anni ma senza porre limiti di età? Io ho iniziato a 14 anni, la vita me la sono rovinata molto presto: perché devo rovinarmela anche dopo?
Libertà, vuol dire poter decidere sulla propria vita, non far decidere gli altri.
E' una questione di semplice buon senso, l'aiuto all'operaio deve essere la prima cosa a cui pensare, non preoccuparsi di non far pagare per tre anni ai padroni i contributi per assumere.
Se noi stiamo a casa in pensione prima ci saranno più posti di lavoro per tutti, e i giovani potranno versare i contributi come noi abbiamo fatto per le pensioni degli altri. Sarebbe il controllo sulle assunzioni: tot persone a casa, tot ne devono rientrare. Altro che fare sconti e aiutare gli industriali: aiutate gli operai, che stanno crepando sul lavoro. ( Fulvio Tasso, operaio)
www.fiom-cgil.it-lettera-pensioni-gli-operai-non-possono-lavorare-in-etern
Angelo Gentilini, da www.fiom-cgil.it

17 marzo 2015

"Giovedi 19 metti una firma per regolare meglio gli appalti".

Continua la raccolta firma a sostegno delle legge di iniziativa popolare che propone: la garanzia dei trattamenti dei lavoratori impiegati negli appalti privati e pubblici; il contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tra le imprese; la tutela dell’occupazione nei cambi di appalto.
Clicca...... www.cgilimola.it appalti-giovedi-19-marzo-firma-anche-tu/2015/
Angelo Gentilini, da info Cgil Imola.

15 marzo 2015

" A passo di ..donna"

Il Coordinamento donne Cgil e Spi Imola e Auser Imola vi invitano allo spettacolo teatrale “A passo di..donna”, con Davide Dalfiume e la Compagnia del Buonumore, che si terrà mercoledì 18 marzo alle ore 15, presso la Camera del Lavoro di Imola, in via Emilia 44 (salone 2° piano). Un’occasione per trascorrere un pomeriggio insieme in allegria. Al termine buffet...www.cgilimola.it a-passo-di-donna-mercoledi-18-marzo/2015/
Angelo Gentilini. da info Cgil Imola.

13 marzo 2015

"Appello al popolo sovrano"

Le modifiche della Costituzione e della legge elettorale in atto attribuiscono di fatto ad un unico partito, che potrebbe anche essere rappresentativo di una ristretta minoranza di elettori, potere esecutivo e potere legislativo. Si tratta di uno stravolgimento dei canoni della democrazia costituzionale. Governare è attività diversa dal fare le leggi. Se è vero che spetta al Governo sollecitare e indirizzare il processo legislativo, ciò deve avvenire attraverso il confronto con un Parlamento autorevole, unico luogo direttamente rappresentativo del popolo italiano. L' attività legislativa, nel nostro impianto costituzionale, deve avvenire nel luogo della rappresentanza di tutto l' elettorato. Se le leggi si decidono fuori dal Parlamento, questo significa che si discutono dove non vi è nessuna voce delle minoranze e delle opposizioni. Ciò forse rende più veloce il processo, ma non certo migliori le leggi. La legge dovrebbe durare oltre lo spazio di una legislatura e dovrebbe comporre e tenere presenti gli interessi di tutti. Soltanto attraverso un attento confronto tra le diverse parti sociali e politiche, nella sede naturale del Parlamento, la legge, meglio ponderata, diviene espressione della sovranità popolare. Questo Parlamento, eletto con una legge giudicata largamente incostituzionale dalla Consulta, non dovrebbe procedere, senza il coinvolgimento dei cittadini, a modifiche della Costituzione, tanto più in quanto aggravate dalla riforma elettorale. Nell' attuale congiuntura politica, l' ascolto delle istanze altrui viene vissuto come fastidio e perdita di tempo. Ciò può portare ad una crisi della democrazia, che nasce proprio dal riconoscimento del diritto di tutti ad essere rappresentati nei luoghi dove vengono assunte le decisioni. Una democrazia non si giudica dai poteri che attribuisce al partito di governo, ma dalla tutela del pluralismo e dalla rilevanza data ai diritti sociali ed alla voce delle minoranze. Salvaguardare la democrazia oggi, è garantire la propria voce domani. Si pensi ad un' estemporanea vittoria elettorale di partiti autoritari. Abbiamo già vissuto anni difficili sotto il berlusconismo, per questo è veramente irresponsabile attribuire al prossimo governo poteri quasi illimitati. Invitiamo, quindi, tutti coloro che hanno a cuore il bene prezioso della democrazia costituzionale, nata dalla Resistenza, e tramandataci dai Costituenti, a far sentire la propria voce, e ad unirsi, anche superando le contingenti differenze ed i tatticismi, come deve avvenire nei momenti cruciali della vita della Repubblica. A questo fine proponiamo che in ogni regione, in ogni città ed in ogni quartiere, si creino comitati unitari di cittadini attivi che organizzino attività di informazione e di divulgazione, coinvolgendo anche la scuola della Repubblica, per rendere consapevole l' opinione pubblica della gravità dei processi in corso ed attivare una effettiva partecipazione popolare ai processi decisionali. Proponiamo una settimana di mobilitazione, in coincidenza con la celebrazione del 25 aprile, previa intesa con le associazioni partigiane, chiedendo alle associazioni, alle strutture politiche e sindacali, ai corpi intermedi, di aderire al Coordinamento per la democrazia costituzionale, di promuovere iniziative territoriali, e di contribuire a diffondere un manifesto/documento comune su tutto il territorio nazionale.
Angelo Gentilini, da info Coordinamento Democrazia Costituzionale.

11 marzo 2015

Il punto Donne Cgil Imola sull' 8 marzo per i marò.

Imola. Anche il coordinamento donne della Cgil e dello Spi interviene contro la presidente del consiglio comunale Paola Lanzon, rea di aver partecipato a un corteo per la liberazione dei due marò detenuti in India da circa tre anni, domenica 8 marzo (festa della donna) in piazza Matteotti.
“La manifestazione, che non ha un palese colore politico ma viene presentata ufficialmente dai consiglieri di Forza Italia – si legge in una nota della Camera del lavoro -, ha preso origine in modo pretestuoso, proprio a Imola, da una frase pronunciata da una delle studentesse organizzatrici, nel nostro territorio, della manifestazione internazionale “One Billion Rising” del 14 febbraio che disse: ‘Chiediamo che la parola femminicidio non venga più sottovalutata, svilita, criticata................
Clicca per continuare a leggere: http://www.leggilanotizia.it/
Angelo Gentilini, da info stampa Cgil Imola in leggilanotizia.it

10 marzo 2015

Altri 1000 posti di lavoro a rischio nel territorio imolese.

Una valanga di esuberi si prospetta anche per il 2015 nel nostro territorio. E' l'allarme lanciato dal segretario generale della Cgil di Imola, Paolo Stefani, al direttivo della Camera del lavoro imolese che si è svolto ieri pomeriggio, alla presenza di Cesare Melloni della segreteria della Cgil regionale.
«Un altro migliaio di posti di lavoro sono a rischio nei prossimi mesi – sostiene Stefani -. Nell'edilizia non è finita l'emorragia, sopratutto nelle piccole imprese. A giugno scadrà la cassa integrazione per i lavoratori della Cesi, ma non abbiamo ancora avuto nessuna risposta da parte della cooperazione alla nostra proposta di chiedere al ministero un prolungamento degli ammortizzatori, possibile se si considera la crisi delle cooperative di costruzione come un'unica crisi. Nel settore ceramico, a seguito delle ristrutturazioni, si contano ancora 400 esuberi, mentre nel commercio abbiamo l'incognita Mercatone, che potrebbe coinvolgere 200 persone. Altri 200 posti sono in bilico se sommiamo diverse piccole imprese, che si scontrano con il problema di accesso al credito, non ancora risolto. L'unica nota positiva – aggiunge il segretario della Cgil imolese - è che tutte le aziende impegnate sull'export, spinte anche dalla debolezza della moneta, continuano ad acquisire commesse. Nonostante i nuovi provvedimenti legislativi, tanto sbandierati, e il falso ottimismo, supportato da numeri ridicoli di previsione di crescita, il nostro osservatorio ci dice che il saldo tra i nuovi posti di lavoro e quelli persi sarà drammaticamente negativo. Ci si continua ad accanire sui lavoratori, privandoli dei diritti, piuttosto che concentrarsi sulla creazione di posti di lavoro, con investimenti nel pubblico e nel privato. In un momento così critico come questo, che richiederebbe una politica all'altezza, in grado di progettare, siamo invece al livello più basso di fiducia da parte dei cittadini, che sfocia anche in un astensionismo allarmante, come è capitato alle elezioni regionali. Anche nel nostro territorio si registra un tasso di disoccupazione altissimo, i dati della Caritas confermano un aumento di coloro che si trovano in una condizione di povertà assoluta. Non conosciamo il destino di chi una volta terminata l'Aspi, l'indennità di disoccupazione, non avrà più nessuna fonte di reddito. Il problema a livello territoriale dobbiamo porcelo, non è più possibile rinviare. Non vorremmo trovarci di fronte ad un aumento del lavoro nero o, peggio, ad infiltrazioni della malavita, per esempio negli appalti, tema su cui ci stiamo mobilitando con una raccolta firme. Ancora una volta sollecitiamo i soggetti economici e istituzionali ad attivarsi insieme per individuare progetti capaci di creare lavoro, attraverso un nuovo patto che permetta di non rompere quei legami sociali che da sempre caratterizzano questo territorio, ma che si stanno sfaldando».
 Angelo Gentilini, da info stampa Cgil Imola.


09 marzo 2015

I "PAPERONI" della politica bolognese.

In base alle dichiarazioni 2014, dei redditi del 2013: Federica Guidi, ministro dello Sviluppo economico, ha dichiarato un imponibile pari a 278.508 euro;  Gian Luca Galletti, ministro dell’ Ambiente, è a quota 171.000 euro;  Giuliano Poletti,  ministro del Lavoro è vicino ai 190.000 euro. Altro cospicuo reddito è quello di Anna Maria Bernini, di Forza Italia, che sfiora i 174.000 euro, come è a 99.515 Massimo Palmizio.  Il leghista Gianluca Pini dichiara 130.000 euro;  mentre nel Pd è sopra i 100.000 il professor Carlo Galli,  Francesca Puglisi supera i 98.000, Andrea De Maria è a 95.940 e Sergio Lo Giuduce a 94.384, Marilena Fabbri 92.466, Sandra Zampa 90.828, Donata Lenzi  83.191, Paolo Bolognesi 80.600. Nel M5S Adele Gambaro è a 108.445, Michela Montevecchi sopra gli 82.000 ed Elisa Bulgarelli arriva ad 81.056.
Angelo Gentilini, da info sito web Parlamento.

08 marzo 2015

Buon 8 marzo Resistente con "La stafètta".

"La stafëtta" - canzone del partigiano Franco Pasquet, detto “Minor”.
A quindici anni ero staffetta
e portavo i volantini
sempre in movimento con la mia borsetta
dalla notte alla mattina.
Un bel giorno, tutta soletta,
arrivo lì al ponte degli Appiotti,
scendo dalla mia bicicletta:
ci sono i 'Moru' al posto di blocco.
"Cosa ci hai nella borsetta?"
"Porto un mitra!", e giù a sghignazzare;
"Ma davvero, ragazzetta?
Vai, su passa!", e sono passata!
"Cosa porti su, ragazzina?".
Mi dice in banda un bel biondino
"Un po' di farina, una pagnottella,
e poi il nostro bel giornalino":
"Cosa me ne faccio di un pezzo di carta?
Erano meglio due sigarette".
"Meglio intelligente che asino:
vallo a leggere, caro Pasquet!"
Tanti ricordi nella memoria
che non lo credereste mai!
E mi chiedo se la mia storia
sia servita a qualcosa.                                                                    "Buon 8 marzo a tute le donne RESISTENTI"
Povera Italia, non è proprio                                                                  Angelo Gentilini
quella che avevamo sognato,
ma se nascessi un'altra volta,
rifarei tutto quello che ho fatto.                   

07 marzo 2015

Cantone Spi Cgil: "Cambiare subito la legge Fornero su pensioni".

Il Governo Renzi continua a prendere tempo - come del resto fa sulla riforma della
scuola e le assunzioni degli insegnanti precari, sulla riforma della giustizia e il ddl anti corruzione - ma i sindacati continuano a insistere per un confronto sullariforma pensioni 2015 dopo le promesse del ministro del Lavoro Giuliano Poletti sull'introduzione di nuove forme di flessibilità in uscita per la pensione anticipata. "La legge Fornero penalizza le donne e i giovani, che rischiano sempre di più una vecchiaia senza pensioni", è questo il messaggio lanciato dal coordinamento donne dello Spi Cgil di Carla Cantone durante il sindacato regionale del sindacato in Sicilia. Nell'occasione, al palazzo della Cultura di Catania, è stato promosso un convegno/dibattito dal titolo "Oltre la Fornero: previdenza sociale e di genere". "Il sistema di perequazione automatico delle pensioni - ha sottolineato lo Spi Cgil - deve essere rivisto e il bonus fiscale di 80 euro al mese deve essere esteso" a incapienti e pensionati. Sulla riforma delle pensioni Carla Cantone ha ribadito ieri al Governo Renzi la posizione della Cgil che in sintesi è questa: "Se non si cambia la legge Fornero, sarà mobilitazione". Se in Italia, per stessa ammissione di Poletti, la riforma previdenziale del Governo Monti sta creando gravi problemi sociali, vedi questioni esodati e insegnanti Quota 96 scuola, "in una terra difficile come la Sicilia - ha sottolineato il coordinamento delle donne dello Spi Cgil - tutto questo si complica, soprattutto a seguito degli ultimi colpi sferrati dal Jobs act di Renzi". "Le più penalizzate dal sistema previdenziale italiano risultano di certo le donne", ha affermato la segreteria dello Spi Cgil Sicilia Giuseppina Rotella ricordando come con la riforma pensioni Fornero "le lavoratrici, da un giorno all'altro, si sono viste allontanare la pensione di parecchi anni. Le donne inoltre - ha sottolineato la dirigente sindacale - hanno ancora stipendi più bassi rispetto agli uomini"......... (Calogero Giuffrida, blastingnews)
Clicca per approfondire: cgil-e-confindustria-cambiare-legge-fornero-penalizza-donne-e-giovani
Angelo Gentilini, da info blastingnews

Sergio Marchionne nel 2014 ha incassato 31,3 milioni di euro!!!

Sergio Marchionne riceve 31,3 milioni di euro per il 2014. Fca riconosce al suo amministratore delegato uno stipendio di 6,6 milioni di euro (2,5 milioni di salario e 4 milioni per performance), più un bonus una tantum da 24,7 milioni di euro per l'importante ruolo del suo numero uno.
E' quanto emerge dall'Annual Report di Fca, nel quale si precisa che i consiglieri non esecutivi hanno approvato anche un'altra una tantum per Marchionne da 12 milioni di euro, da esercitare solo quando finirà il suo mandato e l'assegnazione, previo via libera dell'assembla generale, all'amministratore delegato di 1,62 milioni di azioni restricted. "Il nostro successo dipende ampiamente dalla capacità dei manager di gestire il gruppo e le sue aree di attività. In particolare, l'amministratore delegato Sergio Marchionne è centrale nell'esecuzione della nuova direzione strategica e nell'attuazione del piano industriale", si legge nel rapporto. "Anche se Marchionne ha indicato la sua intenzione di rimanere a.d. durante il periodo del piano industriale, se dovessimo perdere i suoi servizi o quelli di altri manager o dipendenti chiave" questo potrebbe avere "effetti avversi materiali sulle nostre prospettive di business, guadagni e posizione finanziaria. Abbiamo sviluppato un piano di successione che riteniamo sia appropriato alle circostanze, anche se è difficile prevedere con certezza che sostituiremo tali individui con persone della stessa esperienza e con le stesse capacità. Se non fossimo in grado di trovare adeguati sostituti o di attrarre, mantenere e incentivare i senior manager, i risultati delle nostre operazioni potrebbero risentirne". Marchionne è stato "strumentale" per i maggiori risultati strategici e finanziari del gruppo. "Con la sua visione e la sua guida, è stata creata Fca, con un enorme valore per la società, i suoi azionisti, dipendenti e stakeholder".
Angelo Gentilini, da info L'Huffington Post.

06 marzo 2015

FLC CGIL primo sindacato tra i lavoratori della conoscenza.

Prima di tutto si è trattato di una grande prova di democrazia!
Le elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) del 3,4,5 marzo nei settori della conoscenza,  hanno consegnato a  tutti i lavoratori l'opportunità di partecipare, di scegliere e di  contare. Le lavoratrici e i lavoratori hanno premiato la FLC CGIL,  il soggetto che più di ogni altro ha opposto resistenza all'attacco senza precedenti alle condizioni di lavoro nei luoghi pubblici della conoscenza. Alta è stata l'affluenza al voto, che si attesta oltre il 70% (su oltre 70.000 aventi diritto) e testimonia la voglia di contare e di intervenire per dare un senso al proprio lavoro. La FLC CGIL con i suoi 1898 candidati era presente con una lista in 567 luoghi di lavoro pari al 99,13%,  liste rinnovate nella loro composizione e ampiamente rappresentative dei mestieri e delle professioni della conoscenza. La situazione si può così riassumere: 
Scuola: 347 sedi scrutinate su 543. La FLC CGIL si conferma il primo sindacato in tutte le province ottenendo oltre il  42% dei consensi.
Università: dato definitivo. La FLC CGIL si conferma il primo sindacato in tutti i quattro atenei dell'Emilia Romagna con il 44,10% dei consensi (+2,71% rispetto al 2012).
Punte di eccellenza a Bologna (50,15% +1,5%), Modena (49,89% +4,88), Parma (24,23% +5,90%) .
Ricerca: dato definitivo. La FLC CGIL è il primo sindacato nei settori della ricerca con il 49,2% (+6%). Si registrano punti di straordinaria rilevanza  presso INAF Bologna con il 100%, INAF- IAFS- IRA 76%, ISTAT ER 69%, CNR PR 67%, CRA PC 65%.
AFAM (Conservatori e Accademie): dato definitivo. La FLC CGIL si conferma il primo sindacato con il 60,48% (+16%). Si registrano situazioni di forte avanzamento presso Accademia di Bologna 51,22% (+25%), Conservatorio di Parma 67,80% (+15%), Conservatorio di Piacenza 64,71% (+40%).
Questo significa che la CGIL e la FLC, sono un punto di riferimento importante e determinante in questa regione. (Raffaella Morsia, Segr.Reg. Flc Cgil E.R.)
Angelo Gentilini, da info stampa Flc Cgil

FP CGIL primo sindacato nel pubblico impiego.

Il 3, 4 e 5 Marzo si sono svolte le elezioni per le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) in tutti i posti di lavoro pubblici. In Emilia Romagna il voto ha interessato più di 106 mila lavoratori, che operano nelle Aziende Sanitarie, Autonomie Locali, Enti Pubblici Non Economici, Agenzie Fiscali e Ministeri. Si è registrata e confermata un' alta affluenza al voto oltre il 70%. 
Un dato fondamentale che esalta il valore della democrazia all'interno dei luoghi di lavoro, contrastando il clima di sfiducia a proposito di rappresentanza e partecipazione che ha segnato e continua a segnare questo Paese. Il risultato assume un valore determinante se collocato nel contesto di destrutturazione sociale e istituzionale e considerata la crisi di partecipazione, chiaramente emersa dal risultato delle recenti elezioni regionali in Emilia Romagna. Anche in questa  tornata elettorale i lavoratori hanno rivendicato  i propri spazi di partecipazione e i propri diritti, riconfermando ancora una volta il ruolo fondamentale della Cgil nel veicolare i bisogni ed elaborare le prospettive necessarie per riemergere dalla crisi investendo sul lavoro pubblico e su tutti coloro che garantiscono servizi pubbliciLa FP CGIL a livello regionale, nonostante il proliferare di molte sigle autonome e corporative, soprattutto in sanità, ha confermato di essere il  primo sindacato. Nelle nuove sfide legate all'innovazione, nonostante le difficoltà di affrontare i grandi processi di cambiamento, come l'Azienda Unica della Romagna, siamo  il primo sindacatoAltrettanto nelle autonomie locali con percentuali che vanno ben oltre la maggioranza assoluta. A titolo esemplificativo nell'Ente Regione Emilia Romagna   la FP CGIL ha ottenuto oltre il 42%. Significativi sono anche i dati delle Agenzie delle Entrate cosi come all'INPS dove ci confermiamo il primo sindacato.
Il risultato conquistato dalla Fp Cgil ci spinge a proseguire e migliorare  il lavoro di questi anni e a rilanciare il bisogno di un Contratto Collettivo Nazionale di lavoro per i dipendenti pubblici, per il riconoscimento del loro valore e della loro dignità. Questo risultato ci spinge ad affermare ancora una volta che il cambiamento è possibile, che è possibile costruire un'altra storia, a partire dal basso, dai luoghi di lavoro, da tutti coloro che hanno scelto di partecipare a questa grande occasione democratica, grazie al loro voto e all'impegno assunto da chi si è proposto come rappresentante dei lavoratori nella tutela dei loro diritti. (Marina Balestrieri, Segr. Reg. Fp Cgil E.R.)
Angelo Gentilini, da info stampa Fp Cgil.