29 novembre 2014

"Perché iscriversi all' ANPI?"



"L’Anpi rappresenta la nostra libertà, la nostra democrazia, il nostro desiderio di eguaglianza, la nostra fratellanza con i deboli e gli sfruttati, la nostra storia. 
A qualcuno potranno sembrare parole antiche, sentimenti passati, racconti da dimenticare. Eppure, quando percepisco lo schiavismo nelle campagne e rigurgiti antisemiti nelle nostre città, quando si nega la dignità del lavoro e nel lavoro, quando ai giovani non si offre un lavoro dignitoso per tenerli in stato di precarietà perenne, quando i forti evadono i loro doveri sociali e fiscali impunemente, quando si muore nelle fabbriche perché diminuire i costi vale più della vita delle persone, quando il profitto è l’unico parametro dei potenti, quando vedo tutto questo e lo sconforto, la paura di non farcela, di abbandonare può avere il sopravvento, sapere di essere una dell’Anpi dà quella forza e quel coraggio che anche i nostri padri, sono certa, hanno cercato e hanno trovato nei loro compagni."
Susanna Camusso - Segretario Generale CGIL

http://www.anpi.it/eventi/tesseramento/2014/
Angelo Gentilini, da info ANPI nazionale.

28 novembre 2014

Il "Jobs Act" lede dei diritti fondamentali dei lavoratori.

Non solo lo sciopero. In caso di approvazione definitiva del "Jobs Act" così com’è stato approvato dalla Camera (e entro la fine dell’anno Renzi auspica l’ok definitivo al Senato) la Cgil è pronta a ricorrere a un giudice. Non a un tribunale italiano, ma alla Corte di giustizia europea. Il più grande sindacato italiano, infatti, sta valutando un ricorso da presentare sulla base della Carta di Nizza sui diritti fondamentali. A confermarlo è stato il segretario generale della Cgil Susanna Camusso: “Valuteremo tutte le strade”, ha detto, intanto “abbiamo bisogno di capire come vengono scritti i decreti delegati”. “La lettura degli articoli 30 e 31 della Carta di Nizza dice che è possibile, ci penseremo, ci proveremo”, ha risposto Camusso.
Cosa dicono gli articoli 30 e 31 a cui si riferisce la Camusso? Il primo riguarda la “tutela in caso di licenziamento ingiustificato” e recita: “Ogni lavoratore ha il diritto alla tutela contro ogni licenziamento ingiustificato, conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali”. Il secondo regola invece le “condizioni di lavoro giuste ed eque”. In questo caso l’articolo dice che “ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose” e “ogni lavoratore ha diritto a una limitazione della durata massima del lavoro e a periodi di riposo giornalieri e settimanali e a ferie annuali retribuite”.

Anche Maurizio Landini garantisce che l’impegno dei sindacati non si esaurirà nell’astensione dal lavoro del 12 dicembre. “La battaglia non è assolutamente conclusa – dice il segretario della Fiom . dobbiamo continuare anche dopo lo sciopero generale con questa mobilitazione senza precedenti e dare il senso che questo governo su questi provvedimenti non ha il consenso della maggioranza delle persone che lavorano, dei giovani e dei precari”. Per Landini “lo scontro con il governo continua perché la riforma rende semplicemente più facili i licenziamenti. Il jobs act toglie dei diritti e non è vero che crea occupazione e che riduce la precarietà, non è vero che va verso un’estensione universale delle tutele del nostro Paese. Se lo si collega alla legge di stabilità – continua il sindacalista – non c’è alcuna ripresa degli investimenti, che è il vero tema da mettere in campo per creare posti di lavoro”.
Angelo Gentilini, da ilfattoquotidiano.it-lavori e precari.

27 novembre 2014

"SOS News". Il Comune di Imola, evitando il confronto, vuole riorganizzare e aumentare le tariffe dei Servizi dell' Infanzia.

Il Comune di Imola vuole riorganizzare i Servizi dell'Infanzia comunali, senza coinvolgere le organizzazioni sindacali. Lo abbiamo appreso dal personale coinvolto e da un documento tecnico del  Comune di Imola.  Dai dati si evince che è intenzione dell'Amministrazione aumentare le tariffe. L'Amministrazione comunale non ha convocato le organizzazioni sindacali di categoria e i sindacati confederali per discutere dell'organizzazione dei servizi ai cittadini, della loro qualità, e degli aumenti che per noi sono inaccettabili, soprattutto in un momento così difficile per le famiglie e la comunità.  Evidentemente anche gli amministratori locali si sono omologati al «Renzi pensiero» che non tiene conto della situazione reale in cui si trovano i cittadini imolesi ed evita il coinvolgimento dei lavoratori e il confronto con i sindacati. Troviamo inaccettabile apprendere che viene messa in atto una riorganizzazione dei Servizi all'infanzia, attraverso la presentazione di una scheda tecnica dei progetti di miglioramento approvati dalla giunta comunale, senza conoscerne l'obiettivo politico. I nostri amministratori, nel passato, si sono sempre fatti lustro dell'alta qualità riconosciuta dei Servizi all'Infanzia della nostra città e questo è stato possibile grazie al coinvolgimento del personale e delle parti sociali. Amaramente constatiamo, a differenza del 2009 quando avvenne una riqualificazione ed innovazione dei Servizi all'Infanzia con il coinvolgimento di tutte le parti, che quel passato fatto di dialogo è terminato. Oggi, come a livello nazionale, la parte politica demanda tutto al tecnico, spogliandosi delle sue responsabilità e lasciando fuori dalla porta le organizzazioni sindacali. Ci chiediamo quale valore l'Amministrazione dia ai Servizi dell'infanzia, se intende ancora mantenerne l'alta qualità sotto il profilo pedagogico e culturale o se il nuovo modello è quello dell'assistenzialismo. 

Mirella Collina (Segreteria  Cgil Imola)- Isabella Sabattani  (Segretaria Fp-Cgil Imola)

26 novembre 2014

Il punto Cgil Imola sulle elezioni regionali

Il risultato delle elezioni regionali di domenica scorsa pone in essere una profonda riflessione che non va  liquidata esclusivamente con la conta degli eletti. Ritengo che le affermazioni del Presidente del Consiglio siano prive di senso in una democrazia che poggia le sue basi sulla partecipazione che in questo momento è il malato grave e farebbe bene ad ascoltare il grido di disperazione che viene dalla società. Quando in una Regione come l'Emilia Romagna, che si è sempre distinta per l'alta affluenza alle urne, il 63% degli elettori decide di non partecipare al diritto di voto significa che la distanza tra la politica e i cittadini ha assunto dimensioni tali da mettere a rischio la democrazia stessa e le affermazioni tese a sminuire questa realtà o per infamare la Cgil o le sue categorie dimostrano quanto sia sbagliata la ricetta proposta. E' l'effetto della frantumazione sociale del Paese che sta portando avanti con ostinazione il Governo, sostenuto dagli industriali e dai faccendieri più spregiudicati, contro quella parte di cittadini che soffre maggiormente l'inerzia dello Stato, che si vedono portare via i diritti e che non riempie la pancia con gli annunci vuoti del Presidente del Consiglio. Rivendico con orgoglio l'autonomia politica della Cgil a dimostrazione del fatto che sta dalla parte dei più deboli che sono quelli che chiedono più lavoro, meno tasse e più equità, quelli che contribuiscono per l'80% al gettito fiscale pagando le tasse, quelli che non godono di nessun privilegio e non pagano una cena mille euro perché in tanti casi, quando ci arrivano, gli servono per campare un mese intero. Invitiamo tutti i cittadini ad aderire allo sciopero generale proclamato dalla Cgil e dalla Uil per il 12 dicembre che confermiamo con forza per fermare il Paese e chiedere contestualmente un radicale cambio di passo al Governo che sia in grado di dare risposte concrete a partire dalle nostre richieste.
Paolo Stefani, Segretario generale CGIL IMOLA

25 novembre 2014

In USA a rischio i diritti dei dipendenti di ZARA.

Inditex è una compagnia con una fiera reputazione, in tutto il mondo, di azienda socialmente responsabile. Per esempio, Inditex ha sottoscritto un accordo globale con UNI Global Union e si impegna a rispettare i diritti dei propri lavoratori su scala mondiale. In molti Paesi, i lavoratori di Zara e di altri marchi Inditex godono di diritti ai sensi degli obblighi stabiliti nell'accordo globale con UNI. Per tali ragioni, siamo rimasti sorpresi nell'apprendere della posizione della compagnia negli USA. I lavoratori di Zara negli USA riferiscono di essere sottoposti a orari da povertà, di ricevere bassi salari e lamentano la mancanza di opportunità di avanzamento per le persone di colore. Infatti, i lavoratori di Zara segnalano che la direzione aziendale della città di New York ha ridotto le loro ore settimanali a 25 al fine di evitare di concedere la copertura sanitaria.
Negli USA, a differenza di altri Paesi, Inditex rifiuta di dare un effetto pratico agli Accordi Globali presi. Negli USA, i lavoratori di Inditex e Zara non hanno gli stessi diritti di consultazione e di negoziazione presenti negli altri Paesi. Negli USA, Inditex non permette ai lavoratori, a differenza di altri Paesi, di avere analoghi diritti per scegliere liberamente il proprio sindacato, come invece dovrebbe.

http://www.labourstart.org/2013/index.php?langcode=it
Angelo Gentilini, da info LaubourStart

22 novembre 2014

E' ora che Marco riposi in pace.

Consiglio a tutti gli appassionati di ciclismo, ed anche di gialli, di leggere il libro: “Delitto Pantani: ultimo chilometro (segreti e bugie)”, scritto da Andrea Rossini, cronista giudiziario del  Corriere Romagna che ha seguito il caso Pantani dall’inizio, verificando ogni dubbio e dettagli. La tesi sostenuta nel nuovo libro, che condivido pienamente, è che Marco non è stato vittima di nessun complotto ciclistico o extra ciclistico. Tutti gli indizi, le analisi, gli interrogatori e le ispezioni portarono alla conclusione che Marco era morto di overdose, conclusioni che al tempo furono sottoscritte anche dal consulente della famiglia Pantani.  D'altronde è bene, e spiacevole, ricordare che l’ex campione nei mesi precedenti al decesso aveva già rischiato di morire per overdose da cocaina altre quattro volte a Cesenatico, Saturnia, Miramare di Rimini e a L’Avana (Cuba). Ho passato una vita nel ciclismo, prima corridore e poi Direttore Sportivo Allenatore, sono stato anche tifoso di Marco, che ho conosciuto personalmente, come ho conosciuto e conosco diversi suoi ex compagni di squadra, allenatori, dirigenti, medici e meccanici che lo hanno seguito da juniores, dilettante e professionista.  Tutti sappiamo che Marco, fin dalle categorie giovanili, era un talentuoso scalatore, ma tutti onestamente dobbiamo ammettere quanto fossero nebulose quelle stagioni ciclistiche in cui chi non faceva  uso di certe sostanze, pur essendo un talento, nelle manifestazioni  di alto livello “stava  dietro”. Purtroppo Marco dopo il fatto del 5 giugno 1999, consumatosi  al Giro d’Italia a Madonna di Campiglio, è stato sottoposto ad uno stress mediatico infernale e si è infilato nelle micidiali strade della cocaina. Comunque ogni scelta e pratica dopante, sportiva o non, resta pur sempre una scelta personale e individuale, con annessi e connessi per altro conosciuti. Io ho sempre pensato che in quella vicenda gli avrebbe fatto un gran bene avere al fianco una personalità forte come Luciano Pezzi, che Marco stimava e rispettava e che forse gli avrebbe consigliato un’ altra via di difesa e rilancio sportivo. Rilancio sportivo che era nelle sue enormi possibilità atletiche e che poteva metterlo in pratica nel Tour de France dello stesso anno, perché il regolamento di allora prevedeva che il ciclista trovato con l’ ematocrito sopra a 50 doveva rispettare uno semplice stop di 15 giorni e dopo rientrava regolarmente alle corse . Capisco che l’abbandono da un Giro d’Italia già vinto poteva infastidire, disturbare e altro, ma queste erano le regole etiche/sportive vigenti nel ciclismo che tutti i corridori professionisti  avevano sottoscritto e che tutti “dall’ultimo gregario al più grande campione” erano tenuti a rispettare. 
Angelo Gentilini

20 novembre 2014

Osservazioni sull'operazione "TFR in busta paga".

Nelle intenzioni del Governo, loperazione volontaria di trasferire il TFR in busta paga avrebbe il compito di rilanciare i consumi. La verità sull’ operazione, se passerà in Parlamento così come scritto nella bozza della Legge di Stabilità, non solo mette a rischio la pensione dei lavoratori a basso reddito come sostiene Bankitalia, ma porta ad avere come unico vincitore lErario che incasserà 2,2 miliardi in più.
Infatti, anche se il lavoratore non deciderà di versare il TFR in busta paga, domani grazie alla nuova Legge di Stabilità, avrà comunque una tassazione sfavorevole rispetto all'alternativa di lasciarlo accantonato in Azienda o in un Fondo Pensione, in ogni caso lo Stato aumenterà la tassazione sulla rivalutazione del TFR sia che rimanga in Azienda, sia che venga trasferito a una forma di Previdenza Integrativa.
Nel territorio imolese, nel solo settore metalmeccanico, sono oltre 4.000 i lavoratori che hanno una forma di previdenza integrativa e tutti gli altri hanno il TFR in azienda. In sostanza si tratta di una Patrimoniale sul TFR, che è un risparmio con finalità assistenziali e previdenziali.
Laumento della tassazione sui Fondi Pensione sarà elevato, in modo retroattivo dal gennaio 2014, dall11,50% al 20%.
Per il TFR accantonato in Azienda, la tassazione passerà dall11% al 17%.
Se si sceglierà di integrare la retribuzione tramite il TFR, non solo la tassazione avverrà secondo l'aliquota ordinaria, che è più elevata di quella con la quale sono tassati attualmente quelli mantenuti in Azienda, ma inciderà sfavorevolmente anche sulle detrazioni, gli assegni famigliari e l'Isee.
Più che favorire l'aumento dei consumi, lunica cosa certa della Legge di Stabilità è che il Governo prende i soldi dalle tasche dei lavoratori e finanzia le  imprese con il taglio dell'Irap indistintamente anche a chi delocalizza e licenzia, oltre alla decontribuzione per chi assume con il “contratto a tutele crescenti” quello che spazza via l’articolo 18.
Angelo Gentilini, da info stampa Fiom Cgil Imola.


18 novembre 2014

In Turchia una multinazionale licenzia chi aderisce al sindacato.

Questa multinazionale farmaceutica pensa di farla franca licenziando i lavoratori turchi che aderiscono al sindacato Petrol-Is. Pensano di farla franca perché la loro società madre ha sede alle Bahamas. Si sbagliano. Deva Holding, parte del gruppo EastPharma, deve adeguarsi alle leggi sul lavoro, nazionali ed internazionali, e deve trattare la Petrol-Is con il rispetto dovuto ad un partner nella contrattazione sociale. La firma di un contratto collettivo con Petrol-Is dovrà essere il primo indispensabile passo, assieme al pieno reintegro dei 24 lavoratori espulsi. Già all'inizio di quest'anno l'amministratore delegato di Deva Holding, Phillipp Haas, ha ignorato un approccio dell'IndustriALL Global Union. Ora EastPharma vuole estendere le sue operazioni internazionali e ottenere una certificazione di alto livello dalle amministrazioni sanitarie americane ed europee. Unisciti a questa campagna on-line per dire a Philipp Haas che respingi i tentativi di espansione della Deva Holding mentre licenzia i suoi lavoratori in Turchia per aver aderito ad un sindacato.
Approfondisci....http://www.labourstart.org/2013/index.php?langcode=it
Angelo Gentilini, da info Labour Start.

17 novembre 2014

"Con i tagli ci rubano i diritti"

Gli operatori dei patronati dell’Emilia Romagna aderenti al CE.PA (coordinamento che raggruppa i principali patronati Acli, Inas, Inca e Ital)  questa mattina, lunedì 17 novembre, hanno manifestato davanti alla Prefettura di Bologna per protestare contro i tagli delle risorse contenuti nella legge di Stabilità.
Un percorso di protesta in più tappe che sta ricevendo anche attestati di solidarietà da parte di parlamentari e istituzioni e che continuerà per tutto l’iter parlamentare di approvazione della legge di Stabilità, finché il Governo non si impegnerà a cancellare la norma che prevede una riduzione di 150 milioni di euro del fondo patronati, pari a circa il 35 per cento delle risorse del fondo stesso.
Approfondisci...con-i-tagli-ci-rubano-i-diritti-inca-imola-al-presidio-a-bologna/2014/
Angelo Gentilini, da info Cgil Imola.it


Proposte contro misure del governo saranno trasmesse a Renzi
 (ANSA) - BOLOGNA, 17 NOV - "Quel taglio di 150 milioni ai
patronati e al servizio che offrono va cancellato. Il Prefetto
di Bologna invierà al presidente del Consiglio Renzi e ai
ministri competenti i nostri documenti dettagliati, che
contengono anche proposte su come risolvere il problema". L'ha
detto il segretario Cgil Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, che
questa mattina ha incontrato, assieme agli omologhi Giorgio
Graziani (Cisl) e Giuliano Zignani (Uil), il Prefetto bolognese
Ennio Mario Sodano, a cui è stata consegnata una lettera
congiunta contenente soluzioni contro la consistente riduzione
dei fondi ai patronati. 





15 novembre 2014

Non c'è tregua alla 3Elle di Imola.

Non c’è tregua nella vertenza 3Elle.  Le organizzazioni sindacali Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil e le Rsu hanno sottoscritto, solo pochi giorni fa, con la Direzione aziendale 3Elle un verbale di intenti per la gestione in continuità del concordato in corso.
L'accordo prevede:
  • mantenimento dei livelli occupazionali con l'utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali disponibili e l'apertura di una procedura di mobilità volontaria
  • trasferimento nella Newco di tutti i lavoratori che non avessero espressamente rinunciato
  • revisione temporanea di alcuni elementi retributivi del contratto aziendale.
Questo accordo è stato sottoposto, giovedì 6 novembre, all'assemblea dei lavoratori della Elle che lo ha approvato.  Scopriamo, a distanza di pochissimi giorni da quella firma, che nel corso dell'assemblea dei soci 3Elle – affermano Feneal, Filca e Fillea - sarebbe stato presentato agli stessi un diverso scenario. Sembrerebbe, infatti, che sia intenzione della Direzione aziendale procedere alla messa in mobilità (licenziamento) di tutti gli addetti per la successiva costituzione di una nuova cooperativa alla quale i lavoratori conferirebbero l'intero importo della indennità spettante in seguito al licenziamento”.  Se tutto ciò fosse vero -proseguono le organizzazioni sindacali - saremmo di fronte ad un evidente caso di schizofrenia, un danno ai lavoratori che di rinvio in rinvio, di piano industriale in piano industriale, stanno inesorabilmente scivolando verso un epilogo drammatico. Questo atteggiamento sarebbe irresponsabile e consegnerebbe oltre 260 lavoratori e le loro famiglie a conseguenze nefaste sul piano dell'occupazione e del reddito”. Per questo motivo le organizzazioni sindacali e le Rsu della 3Elle hanno richiesto un incontro urgente all'azienda e al Commissario e la convocazione di un tavolo di crisi istituzionale. Martedì 18 novembre, inoltre, si terrà l'assemblea dei lavoratori per decidere tutte le iniziative di lotta che saranno necessarie a garantire la salvaguardia produttiva e occupazionale.
Angelo Gentilini, da info stampa Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil.

14 novembre 2014

Oggi a MILANO con la FIOM - CGIL di Imola.

Sostegno metalmeccanico e no a tagli Patronati.

Nel primo mattino si parte per Milano a sostegno dello "Sciopero generale metalmeccanico", perché permangono tutte le motivazioni per la protesta: il rifiuto al confronto da parte del Governo con le organizzazioni sindacali sulla Legge di Stabilità e sulla Riforma del lavoro (Jobs Act). Non si prevedono misure destinate al rilancio dell'economia ed allo sviluppo di politiche industriali. Non si affronta il vero e prioritario problema italiano, che consiste nella creazione di nuovo lavoro a rilancio dell'occupazione. E' assurdo e paradossale pensare che la riduzione dei diritti dei lavoratori e lavoratrici sia la condizione e motivazione che blocca e riduce l'occupazione in Italia. Inoltre ritengo che siano politicamente puerili le critiche che si dispensano sullo sciopero generale, di venerdì 5 dicembre 2014, indetto dalla Cgil, come uno strumento per allungare il ponte e per favorire la riuscita dello sciopero. Certi politici, che si dicono di sinistra e che non hanno mai lottato con i lavoratori, sarebbe bene che si concentrassero sul fatto che ci sono tante aziende italiane che chiuderanno dal ponte dell' 8 dicembre, per riaprire solo dopo il 12 gennaio 2015. Poi ce ne sono tante altre che proprio non apriranno o sono già praticamente chiuse, essendo in situazioni fallimentari o in cassa integrazione a zero ore, con delle forti ristrutturazioni aziendali e corpose riduzioni occupazionali. Nel contempo evidenzio il problema sui tagli ai Patronati sindacali che il Governo Renzi ha previsto.

Lunedì 17 novembre, Patronati chiusi contro il taglio al Fondo. Sabato 15 presidi nelle piazze:

inca2Non si ferma la protesta dei Patronati contro i tagli delle risorse contenuti nella legge di Stabilità che si si tradurrebbero in un’altra tassa occulta ai danni delle persone socialmente più deboli costrette, dietro pagamento, a rivolgersi al mercato selvaggio di sedicenti consulenti, che operano senza alcun controllo e senza regole…
Clicca per approfondire le problematiche..........
Angelo Gentilini, da info Cgil Imola.it

12 novembre 2014

Oggi per farmi un regalo rilancio "La questione morale".

Per noi comunisti la passione non è finita. Ma per gli altri? Non voglio dar giudizi e mettere il piede in casa altrui, ma i fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente; idee, ideali, programmi pochi o vaghi; sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un "boss" e dei "sotto boss".

Roma, 28 luglio 1981: intervista rilasciata da Enrico Berlinguer a Eugenio Scalfari.


 


Dall'81 ad oggi la situazione è profondamente peggiorata. Allora si parlava di interesse del partito o della corrente a cui si deve la carica. Oggi si parla invece di Dirigenti singoli che giocano in proprio e che calpestano ogni relazione sociale. L'impegno che mettono nel consolidare ed estendere le loro magagne travolge amministrazioni politiche, progetti ambientali, sviluppi culturali. In questa maniera si deprime profondamente le possibilità di far valere gli interessi dei cittadini. Tra le Grandi Questioni Morali che oggi vanno affrontate, c'è quella dell'equità dei diritti e delle retribuzioni. Basti pensare che il salario dei lavoratori è stato compresso, mentre si sono esaltati salari e premi dei Dirigenti e Manager delle aziende pubbliche e private. Compresi quelli che le hanno portate al fallimento.
da l'Unità, sabato 6/12/2008, Giovanni Berlinguer (fratello di Enrico)

Che differenza tra Mani Pulite ed oggi???
Allora era un sistema. Ogni appalto doveva rendere ed essere funzionale al finanziamento dei partiti. Oggi la corruzione è meno un sistema. Gli imprenditori si rivolgono ai Burocrati che fanno da intermediari con i politici. I soldi non vanno più al partito ma al singolo, che può ricambiare il favore in vari modi: consulenze, incarichi, posti di lavoro, gare d'appalto su misura e ritocchi economici con le varianti in corso d'opera.
Le intercettazioni restano il miglior strumento di indagine.
da l'Unità, sabato 20/12/2008, Gerardo D'Ambrosio (ex-magistrato)



In Italia la corruzione ha radici profonde che toccano un po' tutti i settori della vita civile. Mani Pulite è stata una parentesi che ha fatto saltare le regole del gioco, il vecchio sistema. Poi corrotti e corruttori si sono riorganizzati in fretta. L'Organizzazione mondiale per lo sviluppo economico (Ocse), mette l'Italia al 41° posto della classifica dell'indice della percezione del malaffare (Corrupt percept index). 
Senza cadere in generalizzazioni stiamo diventando, in parte lo siamo già, un paese individualista e qualunquista. Colpa dello Stato che non c'è abbastanza. Colpa nostra che non riusciamo più ad indignarci quando sentiamo un parlamentare dire che un mafioso come Mangano, morto all'ergastolo per mafia, è un eroe. Colpa della classe politica che dovrebbe stare meno nei palazzi e andare più tra le persone, a cercare di coinvolgere sulla Questione Morale.
da l'Unità, martedì 30/12/2008, Achille Serra (ex-magistrato)

Martedì 11 novembre 2014: " L' Agenzia delle Entrate rileva che in Italia l'imponibile evaso per l' IRAP nel periodo 2007/2012 ammonta a 223 miliardi di euro". A conferma delle sopracitate autorevoli dichiarazioni.

Angelo Gentilini
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