29 febbraio 2016

Carl Palmer il "Drum Men" a Cà Vaina.

Storico evento presso il Centro giovanile Ca’Vaina organizzato in collaborazione con l’associazione Blooze People. Carl Palmer, il leggendario batterista degli Emerson Lake and Palmer e degli Asia  con all’attivo più di 30 Album , si esibirà dal vivo mercoledì 2 Marzo alle 21 e 30 presso lo “Spazio Live” del Centro giovanile di Imola con la sua formazione Carl’s Palmer ELP Legacy con Carl Palmer batteria, Paul Bielatowicz chitarra e Simon Fitzpatrick basso. Carl Palmer è il batterista per eccellenza. Un professionista consumato, con una presenza sul palco dinamica e una tecnica eccellente, ha tenuto ascoltatori e platee col fiato sospeso per circa quattro decadi suonando in alcune delle band più memorabili della storia della musica incluse Atomic Rooster, The Crazy World Of Arthur Brown, Asia and Emerson, Lake & Palmer. Nel corso degli anni la stupefacente padronanza e velocità con cui suona la batteria, insieme alla sua contagiosa personalità da palco, gli hanno assicurato un posto di tutto rispetto nella storia come uno fra i più grandi batteristi del Rock and Roll. Dalle ore 19.00, inoltre, presso l’Art Rock Cafè del Centro,  Carl Palmer e i suoi due musicisti saranno a disposizione dei fan e per due chiacchiere con un aperitivo preparato dai ragazzi del bar. L’evento è organizzato in collaborazione con l’associazione Blooze People.
Altre info sul concerto: https://www.facebook.com/events/ca vaina 
Angelo Gentilini, da info Cà Vaina.

28 febbraio 2016

Con il cuore e con la mente solidale alle combattenti curde.

In ogni telegiornale vengono trasmesse le notizie dei combattimenti e noi continuiamo a pensare che siano guerre che non ci appartengono, ma non è cosi e ci si dovrebbe chiedere: 
"PERCHE' TUTTO QUESTO?" 
Invio un forte abbraccio solidale a queste meravigliose donne curde che combattono, al fianco e alla pari dei loro uomini, per la dignità, per la libertà, per la democrazia, per il loro futuro e per quello dei propri figli e nipoti, anche avendo adottato come loro inno "BELLA CIAO".
E pensare che c'era, e c'è ancora, chi in Italia la vorrebbe tagliare dalla storia. 
Buon pomeriggio Resistente e con il mondo che ci si ritrova: "Partigiani Sempre".
Vedi il video: http://www.globalist.it/le-combattenti-curde-cantano-bella-ciao-
Angelo Gentilini

30 giorni di attesa per gli esami del sangue???

Riteniamo fondamentale esprimere il nostro punto di vista, in relazione alla giusta presa di posizione degli utenti riprese dalla stampa, in quanto reputiamo che le spiegazioni fornite dall'Azienda Usl di Imola non siano del tutto esaustive.Il problema dell'allungamento dei tempi di attesa è tutto legato alle nuove tecnologie introdotte a novembre 2015, che hanno la potenzialità per lavorare solamente le provette degli utenti ricoverati all'interno dell'ospedale, per di più in un contesto in cui mancano quattro persone.Questo perché nella gara degli acquisti per il laboratorio unico metropolitano sono state potenziate le tecnologie del Maggiore in virtù del fatto che lì andrà trasferita tutta la lavorazione degli utenti di Imola non ricoverati(esterni).In sostanza tecnologie e personale sono già tarate sul nuovo assetto organizzativo, ma la lavorazione delle provette degli esterni non è ancora stata trasferita e di conseguenza si allungano i tempi di attesa.Come se in un supermercato che ha sempre lavorato con due casse aperte se ne chiudesse improvvisamente una.Il risultato sarebbe inevitabilmente l'allungamento della coda dei clienti che aspettano di pagare.Ora, in questa situazione, il trasferimento della lavorazione degli esterni all'ospedale Maggiore di Bologna insieme al personale necessario, è l'unica via di uscita per accorciare i tempi di attesa, su questo non c'è dubbio.Abbiamo già ribadito che non siamo contrari a questo modello organizzativo,che comunque ci preoccupa per la gestione del personale che verrà trasferito a Bologna.Ci preoccupa molto di più il rischio che da Bologna oggi qualcuno in questa situazione provi a forzare costringendo l'Azienda USL di Imola all'utilizzo della cessione del ramo d'azienda mettendola sul tavolo come unica soluzione possibile.Per intenderci, o cessione o code.Partiamo con il piede giusto,diciamo noi,e non si forzi la mano.Esistono altri modelli organizzativi all'interno della nostra Area Vasta che funzionano anche senza la cessione di ramo, come ad esempio al laboratorio di Ferrara dove, attraverso una convenzione, l'Azienda Usl ha ceduto la lavorazione degli esterni al Polo di Cona che è l'Ospedale principale di Ferrara.Invitiamo chi ha responsabilità politiche e tecniche, sia a livello regionale che a livello provinciale, ad una riflessione finalizzata alla costruzione di percorsi condivisi dal momento che tanto c'è da fare.Non contestiamo il merito del modello organizzativo, ma il metodo che si vuole utilizzare.Annunciamo già fin da ora che sabato 5 marzo,alle ore 10.00, faremo un'assemblea cittadina sul tema dell'integrazione Imola-Bologna, presso la sala conferenze "BCC Città e Cultura" di Imola (cinema centrale), per rendere pubblico il punto di vista delle persone che lavorano dentro alla sanità imolese e per dare modo ai cittadini di Imola di dire la loro. Partiamo con il piede giusto.(Marco Blanzieri,Segr.Fp Cgil Imola)
Angelo Gentilini, da info Cgil Imola.

27 febbraio 2016

"FELICIA la madre di Peppino Impastato"

Felicia Bartolotta nasce in una famiglia della piccola borghesia provvista di qualche appezzamento di terra, coltivato ad agrumi e ulivi. Il padre è impiegato al Comune, la madre casalinga, come sarà anche Felicia. Si sposa, nel 1947, con Luigi Impastato, di una famiglia di piccoli allevatori legati alla mafia del paese. Il 5 gennaio 1948 nasce Giuseppe, detto Peppino; nel 1953 nasce il secondogenito Giovanni. Luigi Impastato, durante il periodo fascista, aveva fatto tre anni di confino a Ustica, assieme ad altri mafiosi della zona, e durante la guerra era stato dedito al contrabbando di generi alimentari. Dopo non ebbe più problemi con la giustizia. Il cognato di Luigi, Cesare Manzella, marito della sorella, era il capomafia del paese. Manzella muore nel 1963, ucciso dall’esplosione di un’auto imbottita di tritolo. La morte dello zio colpisce profondamente Peppino, che aveva quindici anni e da tempo aveva cominciato a riflettere su quanto gli dicevano il padre e lo zio. Felicia ricorda che le diceva: «Veramente delinquenti sono allora». L’affiatamento con il marito dura molto poco. Lei stessa afferma: «Appena mi sono sposata ci fu l’inferno. Attaccava lite per tutto e non si doveva mai sapere quello che faceva, dove andava. Io gli dicevo: ‘Stai attento, perché gente dentro [casa] non ne voglio. Se mi porti qualcuno dentro, che so, un mafioso, un latitante, io me ne vado da mia madre’». Felicia non sopporta l’amicizia del marito con Gaetano Badalamenti, diventato capomafia di Cinisi dopo la morte di Manzella, e litiga con Luigi quando vuole portarla con sé in visita in casa dell’amico. Il contrasto con il marito si acuirà quando Peppino inizierà la sua attività politica. Per quindici anni, dall’inizio dell’attività di Peppino fino alla morte di Luigi, avvenuta otto mesi prima dell’assassinio del figlio, la vita di Felicia è una continua lotta, che però non riesce a piegarla. In quegli anni non ha più soltanto il problema delle amicizie del marito. Ora c’è da difendere il figlio che denuncia potenti locali e mafiosi e rompe con il padre, impegnandosi nell’attività politica in formazioni della sinistra assieme a un gruppo di giovani che saranno con lui fino all’ultimo giorno. Felicia difende il figlio contro il marito che lo ha cacciato di casa, ma cerca anche di difendere Peppino da se stesso. Quando viene a sapere che Peppino ha scritto sul foglio ciclostilato L’idea socialista un articolo sulla mafia va in giro per il paese per raccogliere le copie e distruggerle. E quando l’attività politica di Peppino entra nel vivo, non ha il coraggio di andare a ascoltare i suoi comizi, ma intuendo di cosa avrebbe parlato chiede ai suoi compagni di convincerlo a non parlare di mafia. E a lui: «Lasciali andare, questi disgraziati». Morto il marito in un oscuro incidente, Felicia intuisce che per Peppino il pericolo è aumentato: «Guardavo mio figlio e dicevo: ‘Figlio, chi sa come ti finisce’. Lo andai a trovare che era a letto, gli dissi: ‘Giuseppe, figlio, io mi spavento’. E come apro quella stanza, ché ci si corica mia sorella là, io vedo mio figlio, quella visione mi è rimasta in mente». La mattina del 9 maggio 1978 viene trovato il corpo sbriciolato di Peppino. Felicia dopo alcuni giorni di smarrimento decide di costituirsi parte civile nel processo per l’omicidio. Una decisione che nelle sue intenzioni doveva servire anche per proteggere Giovanni, il figlio che le era rimasto e che, al contrario, in questi anni si è impegnato assieme alla moglie (anche lei Felicia), per avere giustizia per la morte di Peppino. Felicia ricorda: «Gli dissi: ‘Tu non devi parlare. Fai parlare me, perché io sono anziana, la madre, insomma non mi possono fare come possono fare a te’». Per questa decisione ha dovuto fare ancora una volta una scelta radicale, rompere con i parenti del marito che le consigliavano di non rivolgersi alla giustizia. Al contrario, da allora Felicia ha aperto la sua casa a tutti coloro che volevano conoscere Peppino. Le delusioni, quando sembrava che non si potesse ottenere nulla, e gli acciacchi di un’età che andava avanzando non l’hanno mai piegata. Al processo contro Badalamenti (fortemente voluto da lei e dal figlio Giovanni), venuto dopo 22 anni, con l’inchiesta chiusa e riaperta più volte grazie anche all’impegno di alcuni compagni di Peppino e del Centro a lui intitolato, con il dito puntato contro l’imputato e con voce ferma lo ha accusato di essere il mandante dell’assassinio. Badalamenti è stato condannato, come pure è stato condannato il suo vice. Entrambi sono morti, e Felicia, che aveva sempre detto di non volere vendetta ma giustizia, a chi le chiedeva se aveva perdonato rispondeva che delitti così efferati non possono perdonarsi e che Badalamenti non doveva ritornare a Cinisi neppure da morto. E il giorno in cui i rappresentanti della Commissione parlamentare antimafia le hanno consegnato la Relazione, in cui si dice a chiare lettere che carabinieri e magistrati avevano depistato le indagini, esprime la sua soddisfazione: «Avete risuscitato mio figlio». Felicia ha accolto sempre con il suo sorriso tutti, in quella casa che soltanto negli ultimi tempi, dopo un film che ha fatto conoscere Peppino al grande pubblico, si riempiva, quasi ogni giorno, di tanti, giovani e meno giovani che desideravano incontrarla. Rendendola felice e facendole dimenticare i tanti anni in cui a trovarla andavano in pochi e a starle vicino erano pochissimi. E ai giovani diceva: «Tenete alta la testa e la schiena dritta». 
(Mamma Felicia muore il 7 dicembre 2004 nella sua casa a Cinisi). 
Altre info sul sito ufficiale: http://www.peppinoimpastato.com/
Angelo Gentilini, da gariwo.net / la foresta dei Giusti.

26 febbraio 2016

In Emilia Romagna più di 822mila iscritti alla Cgil.

La Cgil Emilia Romagna chiude il tesseramento del 2015 con buoni risultati: al 31/12/2015 gli iscritti ammontano complessivamente a 822.176, facendo segnare -0,01% rispetto al 2014 (-120 tesserati). Nell'arco degli ultimi otto anni, dal 2008 al 2015, le adesioni al sindacato in regione fanno registrare un aumento di 5.533 unità. I lavoratori attivi iscritti a fine 2015 risultano essere 359.877, meno 164 rispetto al 2014 (-0,0%), pari al 43,8% del totale degli iscritti, mentre i pensionati dello Spi si attestano a quota 462.299 (+44 rispetto al 2014, +0,0%) e rappresentano il 56,2% dei tesserati in regione. Da sottolineare come, dal 2008 – e quindi dall'inizio della crisi globale – al 2015, si assista nella nostra regione ad una crescita consistente di lavoratori attivi (+7.679), mentre i tesserati pensionati negli ultimi otto anni diminuiscono di 2.146 unità. Per quanto riguarda il genere, il 2015 fa registrare una sostanziale parità tra le donne (49,9%) e gli uomini (50,1%) iscritti. Per quanto concerne l'età, gli under35 iscritti alla Cgil in Emilia Romagna sono 65.263, pari al 18,1% dei lavoratori attivi, con una forte presenza in Filcams (17.440 iscritti con meno di 35 anni, pari al 24,3% del totale degli iscritti alla categoria dei lavoratori del commercio turismo e servizi), Fiom (11.923 under35, pari al 16,9% dei meccanici) e Flai (8.145 con età inferiore ai 35 anni, pari al 21,1% degli iscritti agli agroalimentaristi della Cgil ER). Il Nidil, Nuove identità di lavoro, la struttura sindacale che rappresenta i lavoratori atipici comprese le partita Iva e i disoccupati, è composta per il 38,9% del totale da under35 (pari a 6.239 iscritti). Gli iscritti stranieri nel 2015 risultano essere 73.019, pari al 20,3% del totale dei lavoratori attivi iscritti alla Cgil ER, con una incidenza maggiore in categorie quali Filt/trasporti (36,5% del totale della categoria), Nidil (34,8%), Flai (33,1%) e Fillea/costruzioni (29,7%). Gli italiani continuano a rappresentare la stragrande maggioranza dei tesserati in regione (79,7%), gli immigrati Ue iscritti sono il 15,5% e gli immigrati provenienti da Paesi al di fuori dell'Unione Europea il 4,7% del totale dei lavoratori attivi tesserati. Nel 2015 la Filcams (commercio turismo e servizi) diventa la prima categoria tra i lavoratori attivi, con ben 71.645 iscritti e fa registrare un +8,5% rispetto al 2014 (+5.611 tesserati), superando la Fiom che con i suoi 70.621 tesserati si posiziona al secondo posto, vedendo diminuire nell'ultimo anno del 2% i propri iscritti (-1.416 rispetto al 2014). La Fp/Funzione pubblica si conferma come la terza categoria della Cgil ER, con 48.757 iscritti (-1,9% rispetto al 2014), seguita da Flai-agro-alimentaristi (38.501 tesserati, -0,7% nell'ultimo anno), Filctem-chimici tessili energia (30.523 iscritti, -0,7% rispetto al 2014) e Fillea-costruzioni, colpita fortemente dalla crisi che ha investito il settore (25.328 tesserati, -7,9% rispetto al 2014). Da segnalare il +9,3% registrato nell'ultimo anno da Nidil – lavoratori atipici, partite Iva, disoccupati – che raggiunge quota 16.049 iscritti (+1.369 rispetto al 2014). Per il segretario generale della Cgil ER, Vincenzo Colla, i dati del tesseramento 2015 “confermano la grande capacità di rappresentanza di questa organizzazione anche in questi ultimi anni di grave crisi”. In particolare, Colla pone l'accento sulla “forte crescita di iscritti registrata dalla Filcams nel settore del commercio, turismo e servizi e in Nidil, che rappresenta i lavoratori precari e discontinui, le partite Iva e i disoccupati, a testimonianza di come “le battaglie promosse dalla Cgil per una contrattazione più inclusiva, nei confronti di quella parte del mondo del lavoro ancora esclusa da tutela e rappresentanza sindacale, siano riuscite a coinvolgere lavoratori spesso 'borderline', difficilmente raggiungibili e intercettabili, per dare loro visibilità, riconoscimento e più diritti sociali”.  
Angelo Gentilini, da info stampa CGIL EMILIA ROMAGNA.

25 febbraio 2016

Importante accordo nel settore Igiene Ambientale Ravenna.


In data 24 febbraio 2016 è stato sottoscritto un importante accordo con Ambiente Duepuntozero scarl e con le aziende consorziate Aimeri Ambiente srl e Pianeta Ambiente s.r.l., aggiudicatarie della gara di appalto promossa da Hera Spa per i servizi di raccolta rifiuti, spazzamento e servizi accessori connessi anche alla pulizia degli arenili, per tutto il territorio della provincia di Ravenna.
Con l'accordo si sono raggiunti quattro importanti obiettivi:
- la garanzia, da parte delle aziende che si sono aggiudicate l'appalto, di assunzione a far data dal 1/3/2016 con contratto a tempo indeterminato di tutto il personale, oltre 378 lavoratori, in forza attualmente alle aziende che gestiscono il servizio;
- l'applicazione del contratto nazionale di settore Fise-Assoambiente per tutti i lavoratori, ad eccezione di quelli che attualmente sono dipendenti di cooperative sociali e che fanno parte di specifici progetti;
- il mantenimento della retribuzione e l'assegnazione di mansioni tali da salvaguardare la professionalità dei lavoratori subordinati che saranno in forza alle aziende del Consorzio che si è aggiudicato l'appalto;
- la non applicazione del Jobs Act (art. 18 Legge 300/70 – Legge 92/2012) per tutti i titolari di lavoro subordinato, quale trattamento di miglior favore.
FP CGIL, FIT CISL e UIL Trasporti Emilia Romagna esprimono soddisfazione perché attraverso questo accordo non solo si sono garantiti importanti diritti per i lavoratori coinvolti, ma si è anche fatto chiarezza circa la centralità del contratto nazionale di settore dell'Igiene Ambientale superando l'applicazione di 13 CCNL attualmente in essere e  non più tollerabili.
Questo accordo, di fatto, sarà il riferimento per  tutti i cambi di appalto in corso o che si determineranno in Emilia Romagna nel settore dell'igiene ambientale, ed anche per tali ragioni occorre ribadire la necessità di procedere al più presto alla definizione di un protocollo appalti con Hera nel quale venga sancito che il riferimento contrattuale di settore dell'igiene ambientale è Fise/Federambiente.
Angelo Gentilini, da info FP CGIL – FIT CISL – UIL Trasporti Emilia Romagna

24 febbraio 2016

Deputati, alti funzionari e giudici tra i pensionati d'oro.

Pedretti, Spi Cgil: «Sono spuntati fuori 30 mila pensionati d’oro. Finora nessuno li ha mai voluti disturbare. Una clamorosa ingiustizia che andrebbe sanata anziché toccare le reversibilità e bussare sempre e solo alla porta di chi prende pensioni medio-basse guadagnate con il lavoro». Ci sono circa 30 mila pensioni in Italia che rappresentano un mondo a parte, di assoluto privilegio, che la politica ha tenuto al riparo dalle riforme che negli ultimi 25 anni hanno invece tagliato la previdenza dei comuni mortali. Sono le pensioni del personale della Camera e del Senato; quelle degli ex deputati e senatori (ipocritamente definite «vitalizi»); le pensioni dei dipendenti della Regione Sicilia; quelle del personale della presidenza della Repubblica; quelle dei dipendenti della Corte Costituzionale e degli ex giudici della stessa; i vitalizi degli ex consiglieri regionali. Di questi assegni, che oscillano in media tra i 40 mila e i 200 mila euro all’anno, si sa poco o nulla, se non appunto che sono d’oro e costruiti su regole di assoluto favore. Eppure da  dodici anni c’è una legge che imporrebbe di conoscere tutto di queste pensioni, i cui dati dovrebbero essere trasmessi al Casellario centrale della previdenza. Solo che la legge viene disattesa. E non si trova il modo di farla rispettare.......
Continua a leggere: www.libereta.it/reversibilita-deputati-assessori-giudici-i-30-mila-pensionati-doro.html#
Angelo Gentilini, da liberetà.it

23 febbraio 2016

Cineforum Studenti imolesi 2016 parla di mafie.

Mercoledì 24 febbraio comincerà ad Imola il "Cineforum 2016" organizzato dalla Rete degli Studenti e sostenuto dall' Anpi, Cgil, Spi Cgil, Libera e con il patrocinio del Comune di Imola. La rassegna di quest'anno approfondirà il tema delle mafie. Il calendario vede la proiezione di: 
"La Trattativa" di Sabina Guzzanti: mercoledì 24 Febbraio. "Io non ho paura" di Gabriele Salvatores: mercoledì 2 Marzo. "I cento passi" di Marco Tullio Giordana: mercoledì 9 Marzo. 
In occasione dell' ultima serata al termine della proiezione si parlerà di mafie in Emilia-Romagna con Antonio Monachetti, coordinatore di Libera Bologna. Tutte le proiezioni si terranno alla sala della BCC Ravennate e Imolese in piazza Matteotti a Imola, con inizio alle ore 20.00 e sono ad ingresso gratuito. Inoltre ricordo che in questo periodo di avvicinamento al 25 aprile c'è un impegno straordinario dell' Anpi di Imola che, con il sostegno di Cgil, Spi Cgil, Arci e vari Centri Sociali Ancescao, ha messo in agenda diverse proiezioni Resintenti presso i Centri Sociali di Sasso Morelli. Sesto Imolese, Zolino e Fabbrica.
Angelo Gentilini. ( http://www.anpiimola.it/ )

22 febbraio 2016

"L'uomo che visse tre volte", di Claudio Caprara.

Erano amici Enrico e Amedeo. Di quelle amicizie che durano per sempre. Amici come lo possono essere due che hanno fatto tante cose insieme. Cose appassionanti. Cose per cui si rischia la pelle. Cose che tatuano nel cuore la parola “Compagno”. Amedeo era più grande. Era nato in un’epoca buia, quando la Prima Guerra Mondiale era cominciata da poco. In campagna, in mezzo al niente e campi di grano. Da due mesi aveva sposato Iole, compagna di scuola di Enrico, che era stato testimone al loro matrimonio. Enrico aveva sempre il sorriso stampato sulla sua bella faccia. Dov’era lui, era festa. Era di una famiglia genericamente cattolica e per il suo carattere aperto e gioioso gli volevano bene in tanti. Era diventato partigiano quasi da bambino e la politica per lui era un modo di esprimere generosità, freschezza e spontaneità. Faceva caldo il 27 agosto del 1950 a Ponticelli, una frazione di qualche centinaia di abitanti a 6 chilometri da Imola. Il mondo sembrava lontano: da pochi mesi, era scoppiata la Guerra di Corea, proprio quel giorno – ma chissà se qualcuno se ne sarebbero accorto in quel paese sulle rive del Santerno – si sarebbe suicidato Cesare Pavese. Quegli stessi giorni erano particolarmente intensi per il mondo cattolico: i preti, anche in quel fazzoletto di terra tra Romagna ed Emilia, erano infervorati per l’approssimarsi della chiusura dell’anno giubilare e per la pubblicazione della XIX enciclica del Papa Pio XII dal titolo Humani Generis dedicata alle «false opinioni che minacciano l’integrità della dottrina cattolica». Si trattava di un documento importante che affrontava il tema dell’esoterismo e del satanismo. Il diavolo, infatti, veniva talvolta affiancato al famigerato decreto del Sant’Offizio del 1 luglio 1949, noto come la “scomunica dei comunisti”.....
Continua a leggere: robedicapdotwordpressdotcom/2016/02/17/luomo-che-visse-tre-volte/ 
Angelo Gentilini, da Robe di Cap.

21 febbraio 2016

Damiano vuole chiarezza sulla reversibilità, che non è assistenza.

“Vorrei vedere i fatti: affinché le parole del ministro Poletti abbiano fondamento, chiediamo di cancellare dalla delega la parte in cui si parla di intervenire sulle prestazioni previdenziali”. Al presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, non bastano le rassicurazioni del ministro del Lavoro sulle pensioni di reversibilità.
Finché non cambieranno i testi, non possiamo stare tranquilli. Si tratta semplicemente, come noi chiederemo quando la delega arriverà in Commissione, di cancellare dall’articolo 1, comma 1, lettera B, le seguenti parole: “nonché di altre prestazioni anche di natura previdenziale”. Fatto questo, allora sì, saremo assolutamente tranquilli. Anche perché, faccio notare, nella parte tecnica del provvedimento si precisa che le principali “prestazioni di natura assistenziale ovvero di natura previdenziale ma comunque sottoposte alla prova dei mezzi sono: assegno sociale, pensione di reversibilità, integrazione al minimo, maggiorazione sociale del minimo, assegno per il nucleo con tre o più figli minori”. Quindi è evidente che nelle intenzioni c’è di agire anche sulle pensioni di reversibilità: se c’è questo equivoco, si deve dissipare.
È un nodo che non si deve toccare per niente, secondo voi? Noi siamo disponibili a una razionalizzazione delle pensioni di reversibilità, ma vogliamo farlo nell’ambito del sistema previdenziale, e non confondendo assistenza e previdenza. In Commissione stiamo infatti esaminando un disegno di legge presentato da Luigi Bobba, che migliora il sistema, prevedendo l’innalzamento delle percentuali per le fasce più deboli. Ma appunto, discutiamo di miglioramenti, e non di tagli.
Clicca il link sotto per leggere tutta l'intervista a Cesare Damiano (Pres. Commissione Lavoro della Camera):
ilmanifesto.info/le-pensioni-di-reversibilita-devono-sparire-dalla-delega/
Angelo Gentilini, da ilmanifesto. 

20 febbraio 2016

SAGRA DEI MACCHERONI a PONTICELLI (IMOLA)

Domani, 21 FEBBRAIO 2016, si svolgerà la tradizionale sagra già attiva nei primi anni del secolo, organizzata dal comitato e sponsorizzata sia dai paesani che da attività commerciali.
Programma:
ore 11.30 -> distribuzione dei maccheroni ai paesani.
ore 12.00 -> nel bocciodromo: invito a tavola a base di maccheroni a vino organizzato da genitori e insegnanti della scuola dell' infanzia di Ponticelli.
ore 14.30 -> la distribuzione si estende a tutti gli intervenuti e la giornata è allietata dalla musica in piazza dall' orchestra "ROBERTO SCAGLIONI".
La manifestazione include:
Dalle ore 10.00: la 6° edizione di “Macchescooterata D' Epoca”, raduno di vespe e moto d’epoca. in area bocciodromo g.c.grazie alla collaborazione con l' azienda vinicola  "Fondo Ca' Vecja "
Inoltre... in area Cenni g.c. potete trovare: Il gioco del TAPPO; Giostre; Animazione; Mostra Mercato;
Laboratorio & Animazione ( in biblioteca )
Il Comitato Sagra dei Maccheroni di Ponticelli... VI ASPETTA !!!

Angelo Gentilini, da info Comitato Sagra.

19 febbraio 2016

Assemblee pensionati Tozzona, Ponticelli, Ina Casa.

Per la Cgil è arrivato il momento di dire basta al principio che “pur di lavorare” si accetta qualsiasi ricatto e per questo ci opponiamo a questa degenerazione che si è spinta al punto tale da permettere di acquistare in tabaccheria i buoni per un’ora di lavoro, declassando il valore delle cose che facciamo al livello di un pacchetto di sigarette. Il lavoro è diventato una merce e la merce segue le regole del mercato non quelle del lavoro. E’ ora di inaugurare una nuova stagione di diritti, con l’obiettivo di restituire la dignità alle persone che lavorano per vivere e la Cgil, con la consultazione straordinaria, consegna agli iscritti una propria proposta autonoma che punta a rimettere al centro il lavoro e il suo valore inteso come un valore universale che riguarda ogni tipo di attività umana, compresa quella svolta dai lavoratori autonomi e dai collaboratori, oggi privati di ogni diritto. La nostra intenzione non è quella di ripristinare lo Statuto dei Lavoratori del 1970, che deve rimanere nella forma che conosciamo, ma è quella di proporre al Paese una proposta di legge di rango Costituzionale, adeguata ai nostri tempi, per allargare a tutti le tutele. Chiediamo a tutti, anche ai non iscritti, di partecipare alle assemblee informative organizzate sul territorio, in cui illustreremo il disegno di legge di iniziativa popolare dal titolo “Carta dei Diritti Universali del Lavoro”, e agli iscritti di esprimere un voto nelle assemblee convocate nei posti di lavoro e dalle Leghe Spi Cgil nei relativi territori e quartieri.
Sono tre le ASSEMBLEE per i pensionati e le pensionate messe in agenda dalla Lega Spi Cgil Imola per i quartieri Pedagna, Ponticelli e Cappuccini:
Lunedi 22 febbraio 2016: ore 14.30, preso il Centro Sociale La Tozzona.
Mercoledi 24 febbraio 2016: ore 14.30, presso la Bocciofila di Ponticelli.
Giovedi 10 marzo 2016: ore 14.30, presso Centro Sociale Ina Casa (Via Lippi).
PARTECIPATE e fate PARTECIPARE per dare sostegno al futuro dei nostri giovani.
Altre info: www.cgilimola.it/la-sfida-della-cgil-ricostruire-il-diritto-del-lavoro-per-tutti/2016/
www.cgilimola.it/la-cgil-presenta-la-carta-dei-diritti-universali-del-lavoro/2016/
Angelo Gentilini, da info Spi Cgil Imola Pedagna.

18 febbraio 2016

APPALTI e sfruttamento lavoro nella logistica e facchinaggio.

 “Oltre alla gestione delle emergenze, caso per caso, serve un intervento specifico della politica sul sistema degli appalti nel facchinaggio”. E’ quanto chiedono i segretari generali della Cgil, Susanna Camusso e della Filt nazionale, Franco Nasso sul sistema degli appalti alle cooperative nel settore del facchinaggio e della logistica, sottolineando che “sono numerosi i casi di appalto a cooperative che offrono servizi basati sul contenimento dei costi, realizzati attraverso lo sfruttamento del lavoro, con orari e salari che derivano dalla mancata applicazione del contratto di lavoro ed inoltre attraverso la messa in discussione della continuità occupazionale e contrattuale nei cambi di appalto”. “Come Cgil e Filt da anni - sottolineano Camusso e Nasso - consideriamo gli appalti come la nuova frontiera per sostenere e difendere il lavoro. Le richieste di iniziative legislative sono state sostenute dalla proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti ed attualmente dalla Carta dei Diritti Universali del Lavoro. Serve - chiedono i due segretari generali - più trasparenza nel sistema, lo stop alla terziarizzazione ed agli appalti al massimo ribasso ed affidamenti diretti solo a soggetti che riconoscano il lavoro dipendente e applichino condizioni dignitose nello svolgimento delle mansioni”. Secondo Camusso e Nasso “la logistica ed il facchinaggio, dove sono impiegati decine di migliaia di lavoratori, rappresentano un elemento strategico nel sistema produttivo del nostro paese, grande distribuzione compresa, e per questo servono scelte politiche ed industriali forti ed un impegno concreto e responsabile di tutta la committenza per contrastare la competizione sleale, le cooperative spurie, il lavoro irregolare e l’illegalità, riconoscendo nel contratto nazionale di lavoro e nelle clausole sociali gli strumenti fondamentali per la difesa del lavoro e per ripristinare regole e legalità nel settore”. Ultimo e più recente caso, quello degli appalti alla Castelfrigo azienda modenese specializzata nella lavorazione della carni, dove, dopo una durissima vertenza, sono stati riconosciuti l’applicazione del Ccnl Logistica, Trasporto Merci e Spedizione e la clausola sociale.(Roma, 17 febbraio 2016, info Filt Cgil Nazionale)
www.filtcgil.it/appalti-camusso-e-nasso-stop-a-sfruttamento-lavoro-nella-logistica-e-facchinaggio/ 
Angelo Gentilini

17 febbraio 2016

A Ca Vaina "AREA SUONO 2016"

Venerdì 19 Febbraio, si intensificano gli appuntamenti “live” presso il Centro Giovanile Ca’Vaina con la rassegna musicale “AREASUONO” L’iniziativa intende dare spazio al grande patrimonio musicale giovanile del territorio imolese e non solo, senza preclusioni di generi e stili musicali. La rassegna è aperta a tutti i generi musicali, ai gruppi o singoli con qualsiasi grado di preparazione e fascia d’età dei componenti. Sul palco dello “Spazio Live” del centro giovanile potranno alternarsi gruppi di comprovata esperienza e gruppi di giovani musicisti. Le bands con produzioni di CD, demo, video o altre realase, su loro specifica richiesta possono avere a disposizione l’intera serata per la presentazione del progetto. Questo il programma delle prossime serate:
VENERDi’ 19 FEBBRAIO ore 21 e 30        
"SEVEN STUFF" ///// "I LEGNI DI GREY"
VENERDi’ 26 FEBBRAIO ore 21 e 30
"TWO STEPS" ///// "ACEITUNAS"
VENERDi’ 4 MARZO ore 21 e 30
"FROM FATHER TO SON" ///// "PER DIRVI"
VENERDi’ 11 MARZO ore 21 e 30
"L’INCENDIO" ///// "WITHOUT RULES"
Le serate ad ingresso gratuito si svolgeranno a partire dalle 21.30 presso lo “Spazio Live” del Centro giovanile Ca’Vaina V.le Saffi 50 /b.
Il link della rassegna live:  www.cavaina.it/events/areasuono-2016
Angelo Gentilini, da info www.cavaina.it 

16 febbraio 2016

Sig. Governo...la pensione di reversibilità sono contributi dei lavoratori.

Se le pensioni di reversibilità sono una misura assistenziale, dove vanno a finire i contributi che versano i lavoratori?
Il ddl del Governo Renzi sulle pensioni di reversibilità va contrastato con estrema durezza, anche chiamando alla mobilitazione tutte le lavoratrici, i lavoratori, le pensionate e i pensionati. E' inaccettabile che il versamento dei contributi che sostiene il nostro sistema previdenziale pubblico si tramuti, dopo la morte del coniuge, in una misura assistenziale per la vedova (o per il vedovo). Con le norme introdotte dalla Fornero il risparmio previdenziale, stimato dall'INPS  nel periodo 2013-2020, ammonta a circa 80 miliardi di euro, ma per il Governo non è ancora sufficiente: bisogna continuare a colpire i soggetti più esposti della società, lavoratori e pensionati, quelli che subiscono più duramente la crisi, quelli che pagano le tasse e che non se la cavano portando soldi e capitali all'estero in tutti i vari modi possibili. E' sempre più evidente che il Governo vuole fare cassa sulla pelle di chi lavora e di chi ha lavorato e nello stesso stesso tempo vuole distruggere definitivamente il nostro sistema previdenziale a ripartizione alimentato da quei principi solidaristici  su cui poggia la Costituzione italiana. 
(Antonella Raspadori, Segreteria CGIL Emilia Romagna)
Angelo Gentilini, da info Cgil E.R.

15 febbraio 2016

Sostieni lo "Stop alla vendita di armi all' Arabia Saudita"

Bombardano scuole, ospedali, perfino matrimoni: quello che sta facendo l’Arabia Saudita in Yemen è disgustoso. E lo sta facendo con armi vendute da Italia, Europa, Stati Uniti e Canada. Ma tra 24 ore possiamo ottenere l’impensabile: una vittoria storica contro la vendita di armi ai sauditi. Martedì il Parlamento europeo può finalmente decidere se votare un embargo totale sulla vendita di armi all’Arabia, ma la pressione delle lobby e dei sauditi per bloccare il voto è enorme.  Ora più che mai i politici europei devono sentire che da ogni angolo del mondo chiediamo tutti la stessa cosa: resistere e dire “NO” alle atrocità dell’Arabia Saudita. Firma questa campagna urgente per chiedere l’embargo sulle armi e dare tutto il nostro sostegno a chi sta lottando per ottenerlo. Le guerre si fanno finire anche così: smettendo di vendere armi a chi le faFino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile, perché i rapporti tra i nostri governi e il regime saudita erano troppo forti. Ma anche per i nostri politici sta diventando sempre più difficile ignorare la totale mancanza di rispetto per i diritti umani da parte del regime. L’Europa è a un passo dal votare un embargo, devono solo capire che tutto il mondo li sta guardando. Una bomba saudita ha ucciso oltre 200 invitati a un matrimonio. Sparano dagli elicotteri sui civili in fuga. È difficile togliersi dalla testa certe immagini, ma è proprio così che le “nostre” armi vengono usate. Lo Yemen si trova in mezzo a una guerra a distanza tra Arabia e Iran, entrambi colpevoli di violenze terrificanti. Questo voto europeo da solo non farà finire la guerra, ma può mandare un messaggio chiaro: non venderemo più armi a un regime che bombarda indiscriminatamente la popolazione civile. E dopo una vittoria così in Europa, potremo passare anche agli altri governi. Il regime saudita non è l’unico a sfruttare questi traffici: i grandi produttori di armi europei stanno guadagnando miliardi grazie al massacro in Yemen! L'Italia è uno dei più grossi esportatori di armi al mondo e l'Arabia è uno dei nostri maggiori clienti. Se non agiamo subito, l'influenza delle grandi aziende sui politici rischia di far continuare questo orrore ancora a lungo. Wael* è un membro di Avaaz in Yemen che finora è riuscito a sopravvivere agli attacchi che ogni giorno colpiscono il suo Paese. Il suo messaggio per tutti noi è che “la storia si ricorderà di chi ha contribuito a portare la pace”. Agiamo subito, per Wael, la sua famiglia, e milioni di altre persone. Partecipa e condividi la campagna, abbiamo poche ore per essere determinanti nel fermare la vendita di armi all’Arabia: secure.avaaz.org/it/saudi_arms_deal_it/= link per firmare la petizione.
Angelo Gentilini, da avaaz.org

14 febbraio 2016

Caro governo... non si fa cassa con le vedove, di Ivan Pedretti.

Alla faccia della lotta alla povertà. Alla Commissione Lavoro della Camera è appena arrivato un disegno di legge delega del governo che contiene un punto molto controverso che agita non poco gli animi di chi un domani potrebbe, suo malgrado, avere diritto alla pensione di reversibilità. Provo a spiegarlo con parole semplici, vista la complessità della materia: secondo questo disegno di legge le reversibilità vengono considerate prestazioni assistenziali e non più previdenziali. Che cosa significa e che cosa comporta tutto questo? Significa che l'accesso alla pensione di reversibilità d'ora in poi sarà legata all'Isee, per il quale conta il reddito familiare e non quello individuale. Di conseguenza il numero di coloro che vi avranno accesso inevitabilmente si ridurrà e saranno tante le persone che non si vedranno più garantito questo diritto. Questo non è solo profondamente ingiusto ma è anche tecnicamente improprio e rischia di aprire un contenzioso anche a livello giuridico. La pensione di reversibilità infatti è una prestazione previdenziale a tutti gli effetti, legata a dei contributi effettivamente versati. Che in molti casi quindi sparirebbero nel nulla, o meglio, resterebbero nelle casse dello Stato. In parole povere una sorta di "rapina" legalizzata. Perpetrata soprattutto ai danni delle donne perché l'età media degli uomini è più bassa e la reversibilità è quindi una prestazione che riguarda soprattutto loro. Donne che oltretutto sarebbero doppiamente colpite perché, come è a tutti noto,hanno una pensione mediamente inferiore a quella degli uomini. E che in futuro rischiano quindi di impoverirsi ulteriormente. Un vero capolavoro, insomma. Uno sfregio che mi auguro possa essere ritirato nella discussione che si aprirà a breve nella Commissione Lavoro. Ne vale del futuro pensionistico di tante persone e della dignità di un governo che non può pensare di fare cassa sulle spalle delle vedove.
(Segretario generale dello Spi-Cgil ) - Angelo Gentilini, da L'HUFFINGTON POST.it del 13 febbraio 2016.

13 febbraio 2016

Lo smog nell'aria è "emergenza cronica" cancerogena.

Il bel tempo insiste e lo smog incombe. Da mesi è questo il leitmotiv in Emilia Romagna. Il 2015 si è concluso, infatti, all'insegna dell'emergenza smog e l'inizio del 2016 non è certo da meno. Tutti i capoluoghi di provincia della nostra regione, fatta eccezione per Cesena, si sono “svegliati” a dicembre con le centraline di fondo urbano e di traffico che registravano quasi ininterrottamente superamenti dell'ormai famoso limite del PM10 di 50 microgrammi per metro cubo da non superare per più di 35 volte in un anno. E nei primi 28 giorni del 2016 Parma ha sforato 8 volte, Reggio Emilia 10, Rimini 12, Modena 13, Ferrara 12, Bologna 8, Piacenza 10, Cesena 6, Ravenna 12, Forlì 8. Più in generale, il 75% delle centraline in Emilia-Romagna hanno registrato superamenti della media giornaliera per più di 35 giorni durante il 2015. Parma, Reggio Emilia e Piacenza restano le realtà più critiche. Un peggioramento netto rispetto alla situazione del 2014, anche alla luce anche del lungo periodo di siccità di fine anno, ma, come indica la serie temporale di sforamenti degli ultimi sette anni, specialmente in città come Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini, non siamo più in una situazione di emergenza straordinaria. Per la qualità dell'aria è doveroso parlare di cronicità o se si vuole di "emergenza cronica". Legambiente ricorda che, al di là dei limiti normativi, “l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione mondiale della sanità, ha dichiarato il particolato atmosferico cancerogeno per la salute umana e associato spesso ad una maggior incidenza del cancro. Il recente rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea), ha inoltre ricordato come l'Italia abbia il triste primato nella classifica del numero di morti causati dall'inquinamento dell'aria: più di 84.000 nel solo 2012... Continua a leggere: www.leggilanotizia.it/é-proprio-una-malaria
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"Smog ad Imola e S.Valentino senza auto" - Aria troppo inquinata e il 14 febbraio in città scatta la prima domenica ecologica della stagione. Previsto lo stop alle auto in tutto il centro abitato imolese dalle 8.30 alle 18.30.
Nonostante nell’ultima settimana i valori di pm10 nell’atmosfera si siano notevolmente ridotti dopo un inizio di 2016 molto difficile (dal 2 febbraio a oggi un solo sforamento ai limiti consentiti contro i 10 del periodo precedente), Imola deve adeguarsi alla volontà della Regione. E poco importa se, sotto l’Orologio, il Comune si sia sempre rifiutato di far scattare restrizioni particolari durante questa fase di emergenza smog. Cosa che, per esempio, Bologna ha invece fatto, sebbene si trovasse in condizioni molti simili a quelle di Imola. Le domeniche ecologiche rientrano infatti nelle misure previste dal programma ‘Liberiamo l’aria’, in attuazione del piano integrato varato dall’ente di viale Aldo Moro. Piano che, nelle intenzioni della giunta guidata da Stefano Bonaccini, prevede l’eliminazione dei giovedì di blocco attraverso la limitazione strutturata delle sole tipologie di mezzi più inquinanti..... www.ilrestodelcarlino.it/imola/domenica limitazioni traffico per smog  
Angelo Gentilini, da: leggilanotizia.it - ilrestodelcarlino.it

12 febbraio 2016

E' da rivedere il piano lavoro "Garanzia giovani"

"Lavoro con Garanzia giovani da 3 mesi, aspetto 1.000 euro ma non vedo ancora niente, intanto pago i mezzi pubblici per andare in ufficio". "Mi hanno presa come barista, in realtà faccio la donna delle pulizie". "Lavoro da cinque mesi e sto ancora aspettando il primo stipendio". "Mi hanno offerto un tirocinio formativo: pulire i tavoli e friggere le patatine". Tante voci sono arrivate alla nostra redazione, sulla scia dell'articolo "Storia di Giulia, vittima di Garanzia giovani".Abbiamo pubblicato la storia circa un anno fa. L'abbiamo rilanciata sui social network lo scorso 6 febbraio, considerandola sempre attuale. E' stato record di contatti: oltre 7.000 condivisioni, oltre 23.000 pagine viste nell'arco di 24 ore. La vicenda di Giulia è diventata virale, molti si sono riconosciuti e - sotto forma di commento - hanno scelto di raccontare la loro esperienza. Così si è scoperchiato un vaso di Pandora sulle tante situazioni simili: ragazzi in teoria avviati al lavoro, in realtà con paghe basse e sempre in ritardo, senza particolare formazione, con aspettative tradite e mandati via dalle aziende allo scadere della "garanzia". Garanzia giovani, come noto, è l'applicazione del governo italiano del piano europeo di Youth Guarantee, il programma di avviamento al lavoro per ragazzi tra 15 e 29 anni. Prevede 35 ore di lavoro settimanali, in tutto 140 al mese, con stipendio pagato dalla Regione attraverso l'Inps. Un piano presentato dall'esecutivo a giugno 2014 con toni entusiasti ("Abbiamo le prime 600 offerte di lavoro e sono 600 volte contento", disse il ministro Poletti), in breve passato in sordina e scomparso dal dibattito pubblico. Oggi non se ne parla, ma il piano continua a mietere vittime e si è lasciato dietro macerie.....
Continua...www.rassegna.it/articoli/garanzia-giovani-la-voce-dei-ragazzi-delusi
Angelo Gentilini, da www.rassegna.it

11 febbraio 2016

Sabato 13 febbraio ad Imola "One Billion Rising".

One Billion Rising è una manifestazione mondiale di lotta contro la violenza maschile sulle donne, sulle bambine e sulle ragazze. Negli anni scorsi, dal 2013 in poi, abbiamo riempito le piazze di tutto il mondo per danzare il nostro desiderio di autodeterminare liberamente le scelte della nostra vita. Quest’anno, sabato 13 febbraio a Imola, la danza non ci basta più. Vogliamo un CORTEO FEMMINISTA fatto di donne di tutte le età, le origini, le classi sociali, che faccia sentire il nostro rifiuto della guerra, dei fondamentalismi e di tutte le violenze e le ingiustizie che ricadono sulla nostra pelle perchè siamo donne. Il corteo culminerà in Piazza Matteotti, dove danzeremo ancora una volta sulle note di Break The Chain.
Programma: 
Ore 16: RITROVO in Piazzale Marabini, davanti alla rotonda dedicata alle donne che con coraggio e sacrificio fecero la Resistenza. Ore 16.30: PARTENZA DEL CORTEO 
Ore 18: ARRIVO IN PIAZZA MATTEOTTI E DANZA contro la violenza maschile sulle donne, il sessismo e i fondamentalismi
Trama di Terre/Centro Interculturale delle donne e Centro Antiviolenza
Officine di Genere-Coordinamento donne CGIL e SPI-CGIL Imola-UDI Imola
Angelo Gentilini, da info Cgil Imola.

10 febbraio 2016

E' stato rinnovato il contratto dell’Industria alimentare.

flaiDopo una lunga trattativa, il 5 febbraio è stato rinnovato il contratto dell’Industria alimentare, che interessa oltre 400mila lavoratori in Italia e circa 250 nel circondario imolese, dipendenti di aziende del settore come Comellini, Lem Carni, Teapak, Carnigest, Cantine Brusa.

«Si tratta di un risultato importante – commenta Liviana Giannotti, segretaria generale Flai-Cgil Imola – che conferma innanzitutto l’importanza e il valore del contratto nazionale di lavoro, strumento di tutela dei diritti normativi e salariali di lavoratrici e lavoratori. Questo rinnovo garantisce un aumento salariale di 105 euro mensili, risultato non scontato vista la posizione iniziale della controparte che si era dichiarata non intenzionata a concedere aumenti».
Leggi tutto: www.cgilimola.it/flai/rinnovato-il-contratto-dellindustria-alimentare/2016/
Angelo Gentilini, da info Cgil Imola.

Esodati... è in arrivo la settima salvaguardia.

La legge di stabilità 2016 ha previsto una settima salvaguardia che consentirà a 26.300 lavoratori cosiddetti esodati, suddivisi in varie categorie, di accedere alla pensione con i requisiti previsti dalla normativa ante Fornero.
Per usufruire di queste salvaguardie è necessario presentare la domanda entro e non oltre il 1° marzo 2016.
La norma contiene alcune importanti novità, quali l'estensione anche ai fruitori di disoccupazione speciale edile e a lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate da procedure concorsuali.
In estrema sintesi e per titoli la salvaguardia comprende:
- 6300 lavoratori collocati in mobilità ordinaria con accordi governativi e non stipulati entro il 31/12/2012 o in TSE (trattamento speciale edile) con cessazione rapporto di lavoro 31/12/2014 ovvero al 31/12/2012 ed anche versamenti volontari;
- 9000 lavoratori autorizzati ai versamenti volontari in data antecedente il 4/12/2011 lett. a) e f) art.1 c. 194 L.147/13;
- 6000 lavoratori cessati per accordi individuali o collettivi, o con risoluzione unilaterale;
- 2000 lavoratori in congedo straordinario nel 2011 per assistere figli con disabilità grave;
- 3000 lavoratori con contratto a tempo determinato esclusi OTI e stagionali.
La settima salvaguardia può rappresentare inoltre l'occasione di rientrare per coloro che erano stati esclusi dalle precedenti a causa della decorrenza di pensione successiva al 06/01/2016.
Data la complessità della norma, che prevede il verificarsi di vari requisiti contemporaneamente, e il termine tassativo di presentazione delle istanze entro e non oltre il prossimo 1° marzo, pena la decadenza, è fondamentale che gli interessati si rivolgano al più presto alle sedi del Patronato INCA.
Angelo Gentilini, da info Cgil, www.cgilparma.it/CGILPR_pubblico/comunicato .