30 settembre 2015

Dieci regole per capire la mistificazione politica della realtà.

Noam Chomsky, padre della creatività del linguaggio, definito dal New York Times “il più grande intellettuale vivente”, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realtà. La necessaria premessa è che i più grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi.
1) La strategia della distrazione, fondamentale, per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realtà insignificanti. Per esempio, l’esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa é un maestro).
2) Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un esempio? Mettere in ansia la popolazione dando risalto all’esistenza di epidemie, come la febbre aviaria creando ingiustificato allarmismo, con l’obiettivo di vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati.
3) La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.
4) La strategia del differimento. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, al momento, per un’applicazione futura. Parlare continuamente dello spread per far accettare le “necessarie” misure di austerità come se non esistesse una politica economica diversa.
5) Rivolgersi al pubblico come se si parlasse ad un bambino. Più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Per esempio, diversi programmi delle trasmissioni generaliste. Il motivo? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni, in base alla suggestionabilità, lei tenderà ad una risposta probabilmente sprovvista di senso critico, come un bambino di 12 anni appunto.
6) Puntare sull’aspetto emotivo molto più che sulla riflessione. L’emozione, infatti, spesso manda in tilt la parte razionale dell’individuo, rendendolo più facilmente influenzabile.
7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. Pochi, per esempio, conoscono cosa sia il gruppo di Bilderberg e la Commissione Trilaterale. E molti continueranno ad ignorarlo, a meno che non si rivolgano direttamente ad Internet.
8) Imporre modelli di comportamento. Controllare individui omologati é molto più facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla pubblicità sono funzionali a questo progetto.
9) L’autocolpevolizzazione. Si tende, in pratica, a far credere all’individuo che egli stesso sia l’unica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. Così invece di suscitare la ribellione contro un sistema economico che l’ha ridotto ai margini, l’individuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si autoflagella. I giovani, per esempio, che non trovano lavoro sono stati definiti di volta in volta, “sfigati”, choosy”, bamboccioni”. In pratica, é colpa loro se non trovano lavoro, non del sistema.
10) I media puntano a conoscere gli individui (mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza che l’utente-lettore-spettatore ne sappia nulla) più di quanto essi stessi si conoscano, e questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un gran potere sul pubblico, maggiore di quello che lo stesso cittadino esercita su sé stesso.
Si tratta di un decalogo molto utile. Io suggerirei di tenerlo bene a mente, soprattutto in periodi difficili come questi.
Angelo Gentilini, da www.linkiesta.it

29 settembre 2015

"Il 29 settembre iniziò la mattanza di Monte Sole"

71 anni fa iniziava la mattanza sull'Appennino bolognese, intorno a Monte Sole, sopra Marzabotto. A compiere l'eccidio nazisti tedeschi e fascisti italiani. Non dimentichiamo. (Cgil Bologna)
"In quei giorni del 1944 si compì la più grande mattanza, per violenza e numero di vittime, di civili in Italia e nell’ Europa occidentale occupata dai tedeschi. Venne perpetrata dal feroce 16° battaglione della divisione S.S. Reichsfuhrer Recce Unit al comando del maggiore Walter Reder in diverse località: Tagliadazza, Caprara, Castellano, Casaglia, Vado di Monzuno, Grizzana e Marzabotto. Anche in quell’ occasione italiani, militi fascisti della R.S.I furono guide e spie dei nazisti e anch’essi parteciparono al massacro camuffati sotto le divise delle S.S..."Continua a leggereanpi25aprile.wordpress.com/29settembre-5-ottobre-1944-eccidio-di-monte-sole/
Angelo Gentilini, da info Cgil Bo e Anpi25aprile.

Anche ad Imola il film/evento "The Wall-Roger Waters".

The Wall , il film (in molte sale italiane dal 29 settembre al 1° ottobre), regia dello stesso Roger Waters e di Sean Evans, è la resa cinematografica del colossale allestimento che l'ex Pink Floyd ha portato in giro per il mondo in questi anni: un concerto mirabolante, mozzafiato, inframmezzato di nuove scene con Waters che va a ripercorrere la sua grande ossessione, i luoghi dove è scomparso il padre, militare inglese nella Seconda guerra mondiale, ucciso dai tedeschi nella battaglia di Anzio. Il gigantesco muro diventa schermo dove s'inseguono immagini e sorprese visive a ritmo vertiginoso. Diventa un treno che corre, un vetro che si frantuma, si riempie di graffiti e scritte, si distrugge e si ricrea in un caleidoscopio di pezzi, in un'altalena irripetibile tra sottili momenti d'intimità e l'effetto smisurato di questa cattedrale simbolica che viene man mano costruita sul palco. È in un certo senso la firma Pink Floyd, la capacità di fondere microcosmo e macrocosmo con scarti rapidi e apparentemente naturali, dolci, languide melodie acustiche e poi rock con potenza di fuoco inaudita.
Leggi tuttowww.repubblica.it/news/the_wall_il_muro_di_roger_waters_metafora_di_tutte_le_guerre

Ad Imola il film/concerto/evento "The Wall - Roger Waters", è in programma martedi 29, mercoledi 30 settembre e giovedi 1 ottobre (alle ore 21.00) presso il cinema-teatro dell' Osservanza.
Angelo Gentilini

28 settembre 2015

"L'abbraccio Spi Cgil a Pietro Ingrao"

Lo Spi Cgil nazionale partecipa con commozione e un grande dolore alla scomparsa di Pietro Ingrao. Un protagonista della democrazia nel nostro Paese. Un uomo straordinario che con la sua passione civile ha sempre combattuto a fianco del mondo del lavoro, per la difesa delle persone più deboli e colpite dalle tante ingiustizie sociali. Lo Spi lo ricorderà sempre per l’amore che aveva verso i giovani e la sua grande capacità di ascoltarli. La sua vita onesta, il suo rigore morale e politico, la sua forza critica sono stati un grande insegnamento di vita per molte generazioni. E’ stato un uomo della Resistenza che con la sua saggezza istituzionale ha sempre difeso i valori della nostra Repubblica. Ti abbracciamo Pietro, sarai, sempre con noi, il tuo ricordo ci aiuterà nella lotta sindacale che con te porteremo avanti.
Angelo Gentilini, da info Spi Cgil.

"Necrologio ARS per Pietro Ingrao"

"L'associazione per il rinnovamento della sinistra esprime il cordoglio profondo della presidenza e  di tutti i suoi soci  per la scomparsa di Pietro Ingrao e partecipa con commozione al dolore delle figlie, del figlio, dei familiari e di tutti le compagne e i compagni che l'hanno stimato e amato.  Il suo insegnamento e la sua azione politica sono stati determinanti per liberare il Partito comunista italiano e l'insieme della sinistra da ogni forma di dogmatismo, per formarne il pensiero critico, per aprire la strada al rinnovamento della loro politica e delle loro idee senza smarrire i motivi storici e i valori  morali da cui ha preso origine il moto di emancipazione e di liberazione umana indirizzato alla democrazia e al socialismo. Ognuna delle grandi battaglie politiche progressiste del novecento e del tempo in cui viviamo hanno avuto in lui un anticipatore e un protagonista essenziale. Così è stato, in primo luogo, nella lotta per la pace del mondo e nell'azione per un nuovo modello di sviluppo compatibile con la salvaguardia della natura e orientato ad una giusta ripartizione della ricchezza tra il nord e il sud del mondo oltre che in ogni paese. L'ARS, per cui l'opera di Ingrao è stata fonte di ispirazione, darà tutto il suo contributo alla conoscenza e allo sviluppo del suo pensiero."
 (Per la presidenza ARS Alfiero Grandi, Aldo Tortorella)
Angelo Gentilini, da info ARS.

Il problema degli aiuti di Stato.

Gli insegnamenti che derivano dal caso della multiutility lombarda A2A. La continua violazione delle regole derivanti dal principio della concorrenza comunitaria, di ANNA SALFI, Segreteria Cgil Emilia Romagna.
Che le politiche neoliberiste e il dominio della finanza sull’economia reale abbiano avuto un ruolo preminente nello scatenarsi della crisi sembra fatto ormai acquisito. Altrettanto lo è la convinzione che la politica – in senso lato – abbia perso il controllo e gran parte del suo ruolo nel governo e nell’indirizzo della realtà economica, così come la sua stessa leadership. Oggi, le ricette confuse, incerte e contraddittorie che provano a cavalcare “the beast”, ovvero la bestia di un capitalismo rapace e distruttivo mostrano tutta la loro inefficacia e il loro caos. La Cgil, con il suo progetto di Piano del lavoro e con l’elaborazione a questo sottintesa, ha proposto una sua linea e la sua idea per cambiare questo stato di cose e per uscire dalla crisi con la contemporanea riduzione delle vecchie e nuove diseguaglianze. Una ricetta anticiclica, che qualcuno ha voluto definire neo-keynesiana, che si fonda prioritariamente su un ruolo attivo e propulsivo dello Stato nell’economia. D'altro canto, se la politica – in senso nobile – e lo Stato – in senso lato – non dovessero almeno ambire al governo dell’economia e si accontentassero di arginare il possibile, offrendo una sostanziale e palese acquiescenza alle dinamiche darwiniane del mercato libero, a cosa servirebbero? Ma, per fare ciò, non basta pensarsi nei ristretti confini statuali o, ancor meno, regionali o locali e il caso recentissimo del recupero di Aiuti di Stato illegali che dall’Ue viene rivendicato per la multiutility A2A, dovrebbero convincerci definitivamente – se mai ce ne fosse ancora bisogno – che i confini europei sono solo il perimetro minimo di riferimento di cui tener conto. La normativa Ue sugli Aiuti di Stato, che garantisce il principio comunitario della concorrenza, serve a evitare misure protezionistiche nei confini europei e determina il recupero di quegli aiuti, incentivi, esenzioni, agevolazioni che i singoli Stati abbiano deliberato per favorire iniziative e imprese, come sono anche le multiutility. Il caso A2A – oggi alla ribalta – ci dice come gli incentivi dati sotto diverse forme a queste imprese, per favorirne l’aggregazione o l’imprenditorialità sono stati spesso realizzati in violazione delle regole derivanti dal principio della concorrenza comunitaria e oggi vengono recuperate, richiedendo anche molti anni dopo cifre enormi allo Stato di riferimento che si rivale sull’azienda stessa.
Continua a leggere:http://www.rassegna.it/la-mina-vagante-degli-aiuti-di-stato
Angelo Gentilini, da www.rassegna.it



27 settembre 2015

"Ciao Compagno Ingrao"

ROMA - E' morto a Roma Pietro Ingrao, storico dirigente del Pci e presidente della Camera.
"Con Pietro Ingrao scompare uno dei protagonisti della storia della sinistra italiana", ha detto il premier Matteo Renzi. "A tutti noi mancherà la sua passione, la sua sobrietà, il suo sguardo, la sua inquietudine che ne hanno fatto uno dei testimoni più scomodi e lucidi del Novecento, della sinistra, del nostro Paese", ha concluso il premier.
Walter Veltroni ha salutato lo storico dirigente via Twitter con un semplice "Ciao Pietro". Centinaia i messaggi di cordoglio sui social, tra cui anche quello dell'attore Alessandro Gassman. Ingrao era nato a Lenola,  in provincia di Latina, il 30 marzo del 1915Tra il 1934 e il ’35 frequentò il Centro sperimentale di cinematografia, come allievo regista. Nel 1936, in seguito all’aggressione franchista alla Repubblica spagnola, intensificò i contatti con altri giovani antifascisti, e, tramite questi, con l’organizzazione clandestina del Pci.
Continua a leggere: www.repubblica.it/politica/2015/09/27/news/morto_pietro_ingrao-
Approfondisci info su Ingrao: https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Ingrao
Angelo Gentilini, da info www.repubblica.it

Con i Partigiani a Cà di Guzzo.

Veramente una gran bella mattinata: " La camminata a Cà di Guzzo, con la visita ai resti della casa colonica egregiamente ristrutturati, la posa delle corone ai monumenti di Cà di Guzzo e al Cippo Palmieri e poi al monumento ai caduti presso la Frazione di Belvedere, ed infine il pranzo Resistente svoltosi al Centro sociale della piccola Frazione del nostro appennino. Visitando questi luoghi, queste montagne, questi cippi, ricordando quelle lotte e battaglie sostenute da quei ragazzi, si ritrovano tutte le motivazioni necessarie per comprendere pienamente e difendere i valori di cui è portatrice la Costituzione della Repubblica Italiana, nata per l'appunto dalla Resistenza e Liberazione." ( Angelo Gentilini )
Info sulla battaglia partigiana: www.bacchilegaeditore.it/ca_di_guzzo

26 settembre 2015

Sostegno al "PATTO X IL LAVORO" dell' Emilia Romagna.

Si è tenuto nel pomeriggio di giovedi 24 settembre, nella Camera del Lavoro di Imola, l’Attivo delle delegate e dei delegati alla presenza di Mirto Bassoli della segreteria regionale Cgil per discutere e avviare la campagna di consultazione sul Patto per il Lavoro dell’Emilia Romagna, siglato lo scorso luglio da Cgil, Cisl, Uil, Regione Emilia Romagna, Associazioni d’Impresa, Enti Locali, Anci, Università, banche e Forum del terzo settore.
«Il Patto per il lavoro spiega Paolo Stefani, segretario generale Cgil Imola - rappresenta un accordo importante tra la regione Emilia Romagna e tutte le associazioni datoriali e sindacali, che conferma l’alto livello delle relazioni ma soprattutto la volontà concreta, definendo finanziamenti e tempi, per invertire la marcia della crisi verso uno sviluppo del territorio, per l’occupazione, a partire dalla legalità e per dare valore al lavoro».
Un patto che punta a costruire l’Emilia Romagna di domani attraverso investimenti pubblici per 15 miliardi che saranno destinati alla costruzione di nuova e buona occupazione, puntando sulla contrattazione tra le parti sociali, in una cornice di legalità e trasparenza, con il rispetto della clausola sociale nell’aggiudicazione di appalti pubblici e privati tutelando tutti i posti di lavoro in ogni cambio appalto. Questi e altri punti qualificanti del Patto per il Lavoro (dall’Agenzia regionale per il Lavoro, al Fondo pubblico per la Sanità integrativa, all’impulso alla formazione e all’alternanza scuola-lavoro) sono per la Cgil oggetto di un’ampia campagna informativa di assemblee tra i lavoratori, i pensionati e i disoccupati, che sono invitati a partecipare e a votare il Patto.
Angelo Gentilini, da info Cgil Imola.


25 settembre 2015

Basta antibiotici sugli animali da allevamento.

In Italia il 71% degli antibiotici viene usato sugli animali da allevamento, anche quando sono sani. Una pratica crudele per farli sopravvivere in condizioni tremende e produrre di più a costi irrisori. E che sta anche generando super-batteri resistenti alle medicine, che possono ucciderci. Molti degli altri paesi europei hanno già ridotto drasticamente l’uso di antibiotici negli allevamenti, e ora l’Unione Europea potrebbe finalmente imporre queste leggi a noi e al resto del continente. Si salverebbero vite umane riducendo al tempo stesso le crudeltà sugli animali: non dovremmo neppure stare a parlarne. Persino McDonald’s ha deciso di non usare più polli cresciuti con determinati antibiotici. Ma le multinazionali  farmaceutiche e della carne stanno facendo di tutto per bloccare queste decisioni. Domani e lunedì, c’è un incontro tra i ministri europei e molti non hanno ancora preso una decisione. Denunciamo l’abuso crudele e mortale degli antibiotici negli allevamenti intensivi inviando 1 milione di firme a ognuno di loro. Firma ora e condividi la petizione:
https://secure.avaaz.org/it/antibiotics_factory_farms_rb_loc_/?bhTthcb&v=65372
L’Organizzazione Mondiale della Sanità dice che questi super-batteri rendono gli antibiotici completamente inutili contro malattie infettive come tubercolosi e polmonite. Gran parte della medicina moderna, inclusi i trattamenti contro il cancro e quelli chirurgici, dipende dagli antibiotici. Se non li salviamo, si stima che nel 2050 moriranno 10 milioni di persone in più ogni anno. L’abuso di antibiotici, sia sull’uomo che sugli animali, li rende sempre meno efficaci. Solo in Europa ogni anno muoiono 25.000 persone a causa della resistenza eccessiva agli antibiotici! Nonostante questo, non stiamo facendo abbastanza per limitarne l’enorme uso negli allevamenti e l’Italia è il terzo Paese europeo per uso di antibiotici sugli animali. Danimarca, Svezia, Norvegia e Paesi Bassi hanno dimostrato che si può produrre carne usando molti meno antibiotici. Ma finché le regole non saranno le stesse per tutti servirà a poco. Sono in tanti a voler chiudere questi allevamenti dell’orrore una volta per tutte. Queste nuove leggi europee possono migliorare enormemente il benessere degli animali e la salute dell’uomo. Ma secondo gli esperti i ministri pensano che ai cittadini non interessi. Noi possiamo dimostrare il contrario. Firma ora e condividi la petizione: quando avremo raggiunto un milione di firme, Avaaz dimostrerà con sondaggi nei Paesi chiave che l’opinione pubblica è schierata e porteremo la petizione in aula un momento prima del voto al Parlamento Europeo:
https://secure.avaaz.org/it/antibiotics_factory_farms_rb_loc_/?bhTthcb&v=65372
Milioni di avaaziani hanno agito in difesa delle balene, dei polli d’allevamento e di tanti altri animali. Facciamolo di nuovo per proteggere il futuro della medicina moderna, degli animali e di tutti noi. 
Con speranza, Alex, Allison, Laila, Alice, Antonia, Alaphia, Ricken e tutto il team di Avaaz.
Angelo Gentilini, da info Avaaz.org

24 settembre 2015

"Cena e musica con Rosita"


Giuseppe Sonsini ha organizzato per SABATO 26 SETTEMBRE 2015, al ristorante IL MAGLIO di Imola, l'evento musicale per presentare la cantante "ROSITA" di Salsomaggiore, che possiede ottime qualità canore, originalità e presenza scenica. Per la prima volta si esibisce ad Imola, ed in questa occasione la serata inizia alle 19.30 con una CENA A BUFFET (€.13,00 bevanda inclusa) poi a seguire dalle 21.00 "ROSITA" in PIANO-BAR CONCERTO. E' gradita la prenotazione posti al ristorante IL MAGLIO tel..0542 642299 per organizzare i tavoli, la serata è aperta a tutti fino ad esaurimento posti.
Angelo Gentilini, da info duopassatempo.

23 settembre 2015

"Il Papa...Che!!!"


In viaggio verso gli Stati Uniti, il Pontefice rispondendo alle domande dei giornalisti ha discusso dell'accusa che circola in ambienti cattolici statunitensi di essere "comunista", se non addirittura un "antipapa": "La mia dottrina sociale è quella del Vangelo", ha dichiarato il Pontefice, che ha concluso scherzando: "Se è necessario posso recitare il Credo..."
Angelo Gentilini, da info huffingtonpost

Domenica 27 settembre, manifestazione a Cà di Guzzo.

Alle ore 8.30 partenza della camminata Anpi-Cai a Ca' di Guzzo, dalla curva del Montale dopo la frazione di Belvedere (da Imola ritrovo alle 7.30 al parcheggio della Bocciofila), segue alle 9.45 la posa di corone ai monumenti, ed inaugurazione primo lotto della ristrutturazione della casa colonica che fu teatro della durissima battaglia. Il programma prevede degli interventi di Rappresentanti Anpi e delle Istituzioni, oltre a musica partigiana. Alle 11.30 cerimonia presso il monumento di Belvedere e alle ore 12.30 pranzo presso il Centro Sociale di Belvedere.
Vedi il programma completohttp://www.anpiimola.it Evento Cà di Guzzo.
La sera del 27 settembre la 1/a compagnia della 36a brigata Bianconcini Garibaldi, al comando di Umberto Gaudenzi e della quale facevano parte 52 uomini, dopo una lunga marcia di trasferimento sostò a Ca’ di Guzzo, una casa colonica in frazione Belvedere di Castel del Rio, abitata dalla famiglia di Marsilio Salvatori. Poco dopo la mezzanotte si avvicinò alla casa un forte reparto di paracadutisti tedeschi e uno di SS in fase di ritirata, subito attaccati dalle vedette appostate attorno al fabbricato. Anziché aggirare la casa colonica e proseguire la ritirata, i tedeschi la accerchiarono. Secondo altra versione, i tedeschi attaccarono deliberatamente la base partigiana, posta in un importante punto strategico. I partigiani decisero di resistere per non lasciare scoperto il fianco di un reparto della 62a brigata Camicie rosse Garibaldi che si trovava nella vicina località di Casoni di Romagna.........
Angelo Gentilini, da info Anpi Imola.

22 settembre 2015

Opzione donne per pensioni di anzianità.

L’Inps con precedenti circolari, in base al parere dei Ministeri del Lavoro e dell’Economia, aveva precisato che il regime sperimentale (c.d. opzione donna) poteva essere applicato alle pensioni con decorrenza fino al 31.12.2015. Con una risposta ad un quesito posto dai Patronati del Ce.Pa. (Inas, Inca, Ital e Acli), l’Istituto ha chiarito che le lavoratrici che intendono usufruire del regime sperimentale, con “finestra di accesso” aperta entro il 31 dicembre 2015, possono scegliere di andare in pensione in qualsiasi momento successivo, previa presentazione della relativa domanda e della cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Pertanto, una lavoratrice dipendente del settore privato che ha perfezionato i requisiti anagrafici e contributivi richiesti (57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contribuzione) nel mese di novembre 2014, con conseguente apertura della “finestra” dal 1° dicembre 2015, può avvalersi di questa facoltà ed accedere al trattamento pensionistico anche successivamente a tale data, ad esempio il 1° marzo 2016. Le sedi dell’Inca, dislocate su tutto il territorio nazionale (www.inca.it), sono a disposizione per fornire utili e ulteriori informazioni sull’ argomento.
Angelo Gentilini, da info Patronato Inca Cgil.

Costituita la Consulta per la legalità Regione Emilia Romagna.

Costituita la Consulta per la legalità in seno alla Regione Emilia Romagna: il primo passo tangibile del Patto per il Lavoro
Questa mattina si è riunita la Consulta regionale per la legalità, deliberata dalla Giunta della Regione lo scorso 27 Luglio e prevista dal Patto per il Lavoro sottoscritto in Emilia Romagna lo scorso 20 Luglio. Per la Cgil Emilia Romagna è il primo passo tangibile per la realizzazione di quanto convenuto nel Patto. Ripartire dal lavoro, dalla legalità, è per noi fondamentale se vogliamo rilanciare il lavoro e l'economia della nostra Regione nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e socialmente equo. Investire sul lavoro, sul lavoro aggiuntivo, sul buon lavoro, è l'unica risposta possibile per uscire da una crisi che ha significativamente colpito anche la nostra regione e che ha favorito il radicamento della malavita organizzata come ha drammaticamente messo in evidenza l'inchiesta Aemilia. La volontà della Regione di proseguire in seno alla Consulta, sulle linee indicate dal Patto, nella costruzione di un Testo Unico su legalità e Appalti non solo ci trova d'accordo, ma ci impegna a produrre tutte le iniziative utili a sostenere questo obiettivo. Finalmente non siamo più soli nel denunciare un'economia profondamente segnata dalla mafia, dalla camorra, dalla 'ndrangheta, dal caporalato, dall'usura, dalla corruzione. La competizione sleale, giocata sulla pelle di chi lavora e di chi il lavoro lo sta cercando, non può assolutamente essere lo strumento con il quale si sta sul mercato. Anni di austerità, di norme che hanno sempre messo al centro l'attacco al costo del lavoro, inteso come retribuzione della prestazione ed i diritti di chi lavora, di restrizione del credito, hanno prodotto effetti devastanti ed un humus nel quale l'illegalità ha trovato terreno fertile: i tagli al servizio pubblico ed agli organismi preposti al controllo ed alla repressione hanno prodotto il resto. Soprattutto il sistema degli appalti, pubblici e privati, con la costituzione di cooperative spurie che non applicano i contratti nazionali e partecipano alle gare pubbliche nelle quali il massimo ribasso continua a perseverare, è diventato la nuova frontiera sulla quale contrastare in tutti i modi l'illegalità. Si lavora a 3-4 € all'ora, anche 10 ore al giorno, oppure non vengono riconosciute ferie e malattia, o ancora si procede al cambio appalto per licenziare, o ancora si trasforma una parte di retribuzione in trasferta per eludere fisco e contributi e poi si decide di competere con queste situazioni disdettando i contratti collettivi di lavoro, scegliendo la strada della compressione dei salari e dei diritti per stare sul mercato. Con la Consulta e la costruzione del Testo Unico su legalità e appalti in questa regione si è deciso una via alternativa per uscire dalla crisi e per valorizzare il lavoro, per sostenere uno sviluppo di qualità in grado di combattere ed alienare l'illegalità. La Cgil c'è ed ora ognuno faccia la propria parte, traducendo quanto convenuto nel Patto in atti concreti, uscendo una volta per sempre dall'atteggiamento quasi omertoso di chi per anni ha sostenuto che nella nostra regione la mafia non c'era.
( Antonio Mattioli, Segreteria Cgil Emilia Romagna)
Angelo Gentilini, da info stampa Cgil Emilia Romagna


                                                                                       
                                                                                      

21 settembre 2015

"Il Sig. Ministro sapeva dell'assemblea..."

"Il ministro sapeva da giorni dell'assemblea, ma non è intervenuto. Perché non sono stati avvisati i tour operator?...Nessuno si domanda perché i lavoratori erano in assemblea? Pensate davvero che volessero fare un dispetto all'Italia? Da oltre un anno non viene loro pagato il salario accessorio. Come mai hanno tante ore di straordinario?" (Susanna Camusso)
"Egregio Sig Ministro Franceschini se proprio si vuole parlare di misura colma questa sta dalla vostra parte e dal vostro modo gattopardesco di gestire il bene comune e il fare collettivo. Comunque si ricordi che prima o poi gli italiani si risveglieranno da questo torpore socio-culturale e allora sarete voi, i cosiddetti sostenitori dei rottamatori, ad essere rottamati". (Angelo Gentilini)

Colosseo: Camusso, volevano colpire i lavoratori Il segretario generale della Cgil in una intervista al 'Quotidiano nazionale': "Il ministro sapeva da giorni dell'assemblea, ma non è intervenuto. Perché non sono stati avvisati i tour operator? Si chieda scusa a chi lavora al Colosseo "Susanna Camusso, dopo il caso Colosseo si parla già di cambiare la legge sugli scioperi... «Alt. Prima un po' di storia — sbotta il segretario della Cgil —. Un anno fa il ministro Franceschini chiamò Cgil, Cisl e Uil per parlare proprio dei siti archeologici. E noi eravamo disponibili a cercare insieme soluzioni».E invece? «Non è successo più nulla. Mai più convocati. Lo trovo offensivo. Se avessimo iniziato il confronto non ci sarebbero stati né il caso Pompei, né il caso Colosseo, e magari si sarebbero date risposte ai lavoratori. Non si racconti che l'unico problema è l'assemblea». 
Continua a leggere: http://www.er.cgil.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1596
Angelo Gentilini, da info www.er.cgil.it

20 settembre 2015

La realtà del Colosseo romano.

Prego gli amici di leggersi bene fino in fondo questo esplicito e chiaro articolo sulla situazione del Colosseo, in relazione al numero degli addetti e visitatori, ai giorni di chiusura annuale, ed anche e per esempio alla chiusura per scioperi di altri importantissimi monumenti visitabili in altri paesi europei a Parigi e Londra. E' troppo facile e populista sparare sui lavoratori e lavoratrici senza conoscere il contesto generale e un tempo mi si insegnava che se volevo essere un compagno e di sinistra dovevo imparare a leggere il retro della medaglia e non solo la parte più visibile. E allora guarda caso il valore aggiunto del nostro amato Colosseo è prodotto proprio grazie all'impegno dei dipendenti, che poi se ne devono guardare bene nel rivendicare una miglior organizzazione lavorativa a tutela del prezioso monumento, oltre alla parte economica che a loro spetta e da anni/mesi negata. La corretta informazione è democrazia e libertà, la disinformazione è miopia e produce anche decreti legislativi molto meno democratici. Ciao, Angelo Gentilini.

SINDROME COLOSSEO 

La notizia principale della giornata di venerdì è stata la chiusura di due ore del Colosseo per un’assemblea sindacale convocata e regolarmente preannunciata dai lavoratori che reclamavano, tra le altre cose, il pagamento degli straordinari effettuati da circa un anno e non ancora retribuiti. Due ore durante le quali, complice la scarsa organizzazione della direzione che non aveva avvisato per tempo, i turisti sono stati lasciati in coda ai piedi del monumento senza adeguate informazioni.

L’episodio ha suscitato reazioni parossistiche da parte della stampa e della politica. Il ministro Franceschini ha detto che “la misura è colma”, il sottosegretario ai Beni culturali ha twittato che l’assemblea sindacale è stata un reato, rettificando poi – bontà sua – che era un “reato in senso lato”. Il sindaco di Roma e il capogruppo del Pd alla Camera hanno parlato di “sfregio alla città di Roma”; un parlamentare del Pd ha lamentato che la chiusura non fosse stata notificata al New York Times, l’ex direttore del Corriere della sera, Ferruccio De Bortoli, è arrivato a sostenere che bisognerebbe chiedere i danni ai lavoratori per i mancati introiti. Per due ore di chiusura. L’esito più significativo è stato però un decreto con cui il governo ha inserito i beni culturali tra i servizi pubblici essenziali, come trasporti e sanità, in modo da garantirne la fruibilità anche in caso di assemblee e scioperi.......
Angelo Gentilini, da www.leftwing,it

"Siamo nati per vivere", di José Mujica.

"Appartengo a una generazione che ha voluto cambiare il mondo, ma che ha commesso il terribile errore di non volere cambiare prima se stessa". José Mujica, l'80enne ex presidente dell'Uruguay che durante l'epoca della dittatura fu imprigionato per 15 anni in una cella di isolamento, ha una visione del mondo piuttosto chiara. Il lungo periodo in carcere gli ha permesso di pensare molto e, in occasione dell'inaugurazione del Congresso sulla Saggezza e sulla Conoscenza organizzato dalla stazione radio spagnola Cadena Ser a Cordova, ha illustrato alcuni cardini della propria concezione dell'esistenza. In prigione ho pensato che le cose hanno un inizio e una fine. Ció che ha un inizio e una fine è semplicemente la vita. Il resto è solo di passaggio. La vita è questo, un minuto e se ne va. Abbiamo a disposizione l'eternità per non essere e solo un minuto per essere. Per questo, ciò che più mi offende oggi è la poca importanza che diamo al fatto di essere vivi. Da quando, qualche mese fa, Mujica ha smesso di governare il proprio Paese, ha iniziato a viaggiare parecchio ed è diventato un punto di riferimento per diverse persone. Molti apprezzano le sue idee, il suo modo di essere semplice e il suo parlar chiaro. Essere anziano è un vantaggio, perché da giovane uno può montarsi la testa con tutti questi elogi. Però non sono né un filosofo né un intellettuale. Lo sono stato fino ai 25 anni. Fino a quell'età leggevo di tutto, dalla guida telefonica a Seneca. Il filosofo romano vissuto a Cordova è stato una costante nel discorso dell'80enne. "Seneca affermava che non è povero chi ha poco, ma chi desidera molto". Mujica si è cosí concentrato sull'economia di mercato e su un sistema di crescita basato sul consumo. Io lotto contro l'idea che la felicità stia nella capacità di comprare cose nuove. Non siamo venuti al mondo solo per lavorare e per comprare; siamo nati per vivere. La vita è un miracolo; la vita è un regalo. E ne abbiamo solo una. 
« Il potere non cambia le persone, mostra come sono veramente.» (José Mujica)
Chi è Josè Mujicahttps://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Mujica
Angelo Gentilini, da www.huffingtonpost.it

19 settembre 2015

Domenica, ore 21.05 su Rai3: “TUTELE CRESCENTI”

Vi segnalo la puntata di domenica 20 settembre di "Presa Diretta" dal titolo: “Tutele crescenti” su Rai3 (ore 21,05). A sei mesi dell’entrata in vigore del Jobs Act, PRESADIRETTA dedica la 2’ puntata proprio alla riforma del mercato del lavoro. E’ servita questa riforma a creare nuova occupazione? Stiamo costruendo nuovi e buoni posti di lavoro?
A PRESADIRETTA un viaggio dal nord al sud del paese, dalla Fiat di Melfi alle piccole imprese del nord, tra chi ha ripreso a lavorare e chi è fermo al palo, tra storie positive di chi assume e continua a garantire l’articolo 18 e chi invece licenzia e riassume approfittando degli sgravi governativi, i cosiddetti “furbetti del jobs act”, in questo servizio troverete l'intervista rilasciata dalla Cgil Emilia Romagna!
Le telecamere di PRESADIRETTA sono entrate nella giungla del precariato in cui devono destreggiarsi i giovani alle prese con la ricerca del primo impiego. Tra annunci on line e sui giornali, dove c’è chi propone di tutto: dalla “vendita” di un posto di lavoro alla truffa vera e propria. Un far west al quale la riforma del mercato del lavoro non ha ancora posto fine.
PRESADIRETTA ha raccolto le analisi e un primo bilancio di numerosi economisti italiani, le interviste di Riccardo Iacona al ministro del Lavoro Giuliano Poletti e al segretario generale della Cgil Susanna Camusso. E infine un bellissimo ragionamento sulla disuguaglianza del Premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz. “TUTELE CRESCENTI” è un racconto di Riccardo Iacona con Alessandro Macina, Federico Ruffo, Sabrina Carreras, Lisa Iotti, Antonella Bottini, Marina Del Vecchio.
Angelo Gentilini, da info stampa Rai3.


18 settembre 2015

L' impegno Spi Cgil e giovani nei campi della legalità.


“La battaglia per la legalità passa per la solidarietà tra Nord e Sud. Il cammino è ancora lungo, ma siamo a buon punto”. In viaggio al Sud con la cooperativa “Lavoro e non solo” nei campi confiscati alla mafia in Sicilia. La testimonianza dei ragazzi arrivati dal Nord Italia e dei pensionati dello Spi Cgil.
Angelo Gentilini, da info Spi Cgil Nazionale.

17 settembre 2015

Da vedere il film sulla vita di Amy Winehouse

Il regista Asif Kapadia ha affermato: "Questo è un film su una persona che desidera amore e non sempre ne riceve. Amy è un film sull'amore".
« Tutto mi dà ispirazione... Tutto ciò che accade nella vita... »
(Amy Jade Winehouse)

Ad Imola è in programma l'ultima visione in data 17 settembre, alle ore 21.00, presso il Cinema Teatro Osservanza. Io l'ho visto e ne è valsa veramente la pena, sotto tantissimi aspetti.
Approfondisci:http://www.nexodigital.it/1/id_412/AMY---The-girl-behind-the-name.asp
Chi era Amy: https://it.wikipedia.org/wiki/Amy_Winehouse
Angelo Gentilini

16 settembre 2015

Formazione a Trama di Terre per operatrici volontarie.

Nell'autunno 2015 Trama di Terre propone un corso di formazione rivolto alle donne della città che hanno il desiderio di intraprendere un'esperienza di volontariato al Centro Antiviolenza o al Centro Interculturale delle donne. Obiettivo del corso è fornire strumenti fondamentali per imparare ad accogliere donne in situazioni di difficoltà o vittime di violenza con un approccio femminista ed interculturale, fondato sull'autonomia e l'autodeterminazione. I temi trattati saranno: il lavoro quotidiano svolto dal Centro Antiviolenza e dal Centro Interculturale delle donne: modalità di accoglienza, inserimento, empowerment delle donne; le radici, le tipologie, le dinamiche della violenza maschile sulle donne; le leggi in materia di diritti e tutela di donne e minori che subiscono/assistono a violenza, maltrattamenti, limitazioni delle libertà personali; le leggi in materia di immigrazione, il contrasto alle discriminazioni e l'orientamento ai servizi della città. Il corso si articola in 6 incontri di 3 ore ciascuno, che si terranno di mercoledì dalle 16,30 alle 19,30, per un totale di 18 ore di formazione,a partire dal 7 ottobre.......Per più infohttp://www.tramaditerre.org/tdt/articles/art_6291.html
Angelo Gentilini, da info www.tramaditerre.org


15 settembre 2015

Il 15 settembre 1919 nasceva Fausto Coppi, "Il Campionissimo".

« Un uomo solo è al comando; la sua maglia è bianco celeste; il suo nome è Fausto Coppi »
(frase pronunciata da Mario Ferretti all'apertura della radiocronaca della Cuneo-Pinerolo, tappa del Giro d'Italia del 1949)
Angelo Fausto Coppi (Castellania15 settembre 1919 – Tortona2 gennaio 1960) è stato un ciclista su strada e pistard italianoSoprannominato "il Campionissimo" o "l'Airone", fu il corridore più famoso e vincente dell'epoca d'oro del ciclismo, ed è considerato uno dei più grandi e popolari atleti di tutti i tempi. Formidabile passista, ottimo scalatore e buon velocista, era un corridore completo e adatto ad ogni tipo di competizione su stradaProfessionista dal 1939 al 1959, si impose sia nelle più importanti corse a tappe sia nelle maggiori classiche di un giorno. Vinse cinque volte il Giro d'Italia (1940, 1947, 1949, 1952 e 1953), un record condiviso con Binda e Merckx, e due volte ilTour de France (1949 e 1952), diventando anche il primo ciclista a conquistare le due corse nello stesso anno. Fra i suoi numerosi successi nelle gare in linea vanno ricordate le cinque affermazioni al Giro di Lombardia (1946, 1947, 1948, 1949 e 1954), record, le tre vittorie alla Milano-Sanremo (1946, 1948 e 1949), e i successi alla Parigi-Roubaix e alla Freccia Vallonenel 1950. Divenne anche campione del mondo professionisti nel 1953..............
Angelo Gentilini

"Urge cercare le risorse tra i soldi rubati agli italiani onesti"

Rilancio uno scritto che ho pubblicato ad agosto del 2011 e che si tratta di una sintesi fatta di dati e cifre ben circostanziate sulla grave situazione economica/fiscale italiana. Insisto perché si parla sempre di tagli, si dice che non ci sono le risorse per fare questo o quello, mentre io penso che, pur attraversando la più pesante crisi strutturale dal dopoguerra, le risorse ci sono e basta cercarle dove stanno o finiscono realmente, invece di mettere le mani nelle tasche dei soliti e sempre più poveri noti, pensionati e lavoratori salariati, pubblici e privati. (Angelo Gentilini)


24 agosto 2011


AVVISI E NUMERI PER I NAVIGANTI

Riporto ed evidenzio i numeri estratti dal libro inchiesta “SOLDI RUBATI”, di Nunzia Penelope.
Corruzione, criminalità, truffe, crac, evasione fiscale, sottraggono ai cittadini centinaia di miliardi ogni anno e la possibilità di vivere in un paese migliore. Personalmente consiglio la lettura di questo libro, che è considerato la prima inchiesta completa sui devastanti costi dell’illegalità in Italia.

  • La tassa sull’evasione: 270 miliardi l’imponibile evaso ogni anno; da 100 a 125 miliardi di euro l’anno il mancato introito per lo Stato; 10 miliardi di euro il recupero dell’evasione nel 2010; ciascun contribuente in regola paga 3000 euro l’anno in più a causa dell’evasione; negli ultimi 30 anni il lavoro dipendente ha pagato tasse maggiori per 870 miliardi di euro.

  • Una repubblica fondata sul lavoro. Nero: 154 miliardi di euro la ricchezza prodotta dal lavoro sommerso, pari al 7 % del PIL; 52,5 miliardi l’imponibile sottratto al fisco, pari a 10,8 miliardi di tasse evase; 2.996.000 i lavoratori in nero nel 2009.

  • Morti di lavoro: 1050 morti sul lavoro nel 2009; 1080 morti sul lavoro nel 2010; 43 miliardi all’anno, pari al 3,2 % del PIL, i costi degli incidenti per la collettività; 6 miliardi gli indennizzi alle vittime pagati nel 2009; 50.000 euro il costo medio degli investimenti necessari a un’impresa per azzerare gli incidenti.

  • Un pessimo ambiente: 20 miliardi i costi per le casse pubbliche di 10 anni di dissesto idrogeologico ( 1994-2004 ); 900 milioni il costo delle emergenze ambientali 2009-2010; 25 miliardi la somma necessaria per rimettere a norma il territorio italiano; 20,5 miliardi il fatturato 2009 delle ecomafie.

  • Al mercato dei falsi d’oro, la contraffazione: 7,1 miliardi annui di fatturato in nero; 130.000 posti di lavoro sottratti all’economia regolare; 5,3 miliardi di gettito fiscale perduto; 18 miliardi il danno all’economia nazionale in termini di mancata produzione.

  • La corruzione, un prodotto tipico: 60 miliardi il giro annuo di mazzette; 35.000 euro annui la tassa tangente e debito per ogni cittadino; 600 milioni il valore delle truffe nella sanità 2010.

  • Prendi i soldi e scappa: 62 importanti crac finanziari in Italia dal 1984; 54,8 miliardi i risparmi bruciati, pari a 3,6 punti di PIL; 1.490.000 gli investitori traditi dal capitalismo di rapina; 62 miliardi l’indebitamento di comuni e province italiane, pari a 1300 euro per abitante e a 4 punti di PIL; 36 miliardi l’esposizione degli enti locali sui prodotti finanziari derivati.

  • Colletti bianchi, profitti neri. La faccia pulita del riciclaggio: 550-700 miliardi di euro lo stock di capitali nascosti all’estero; 100-150 miliardi il valore annuo del riciclaggio in Italia; 10,5 miliardi di euro le esportazioni illegali di denaro intercettate dalla Guardia di finanza nel 2010; 37.000 le segnalazioni di operazioni sospette di denaro arrivate alla Banca d’Italia nel 2010.

  • Crimine SPA, le mafie alla conquista del Nord; 100-135 miliardi il fatturato delle varie mafie italiane, pari al 10 % del PIL nazionale; 45 miliardi il fatturato della sola ‘ndrangheta, di cui 27 miliardi da traffico di cocaina; 9 miliardi il business delle estorsioni; 20 miliardi il business dell’usura.

  • Recuperare il bottino. Se la Giustizia diventa un bancomat: 4 miliardi recuperati dalle procure negli anni 2009-2010 attraverso indagini,intercettazioni, sequestri, patteggiamenti; 268 milioni il costo delle intercettazioni nel 2009; 16 miliardi il patrimonio complessivo dei beni confiscati alle mafie al gennaio 2011; 900 milioni i tagli della finanziaria alla Giustizia.

  • Il senso degli imprenditori per la legalità: gli ultimi due anni, 2009-2010, sono stati caratterizzati da decine di scandali. Non si tratta solo di corruzione e tangenti, come negli anni 90, ma di un pasticcio di reati economici e finanziari che spaziano dalla truffa ai danni dello Stato, degli azionisti, dei dipendenti, all’evasione fiscale in grande stile, passando per fondi neri e bilanci camuffati, dove la corruzione di pubblici ufficiali va di pari passo con quella, tutta privata, di manager e banchieri. Tanto che le care vecchie tangenti di Mani pulite sembrano peccatucci da boy scout.

I soldi fanno girare il mondo, ma se girano dalla parte sbagliata finisce che il mondo si ferma. E’ quello che sta accadendo all’economia italiana. Appesantita dalla crisi, certo, ma soprattutto da un tasso d’illegalità che non ha pari nel mondo occidentale.
“Le cose che non ho mai fatto e mai farò: non ho mai pagato le tasse e me ne vanto, le tasse sono come la droga, le paghi una volta e poi entri nel tunnel. Non ho rispettato un limite di velocità, mai dato la precedenza a un incrocio. Mai fatto la raccolta differenziata, mai costruito con permessi edilizi. Io sono il cittadino modello, io ci sarò sempre. Io sono la realtà, voi siete la fiction.” Antonio Albanese ( Cetto La Qualunque ).
Angelo Gentilini

14 settembre 2015

"Un Paese in manette"

Evidenzio una datata ma sempre attuale analisi sul sistema politico affaristico italiano di Alberto Forchielli, intervistato da Michele Mengoli per Oblòg il 12 maggio 2014.  Analisi che condivido, anche se io sono cresciuto proletario e lui manager internazionale. (Angelo Gentilini)

 Alberto Forchielli, lo sapete bene, è uno che non ha peli sulla linguaSiccome in Italia, ogni santo giorno, qualche super-potente finisce in galera per corruzione, rapporti con la malavita organizzata o perché ha provato (riuscendoci) a rubare i soldi degli italiani, proviamo a sentire cosa ne pensa.
Alberto, ma ti sembra normale tutto questo tintinnar di manette? “Michele, cazzo, ma ormai è nel nostro DNA. L’italiano ha subito una mutazione genetica. Parliamoci chiaro, in Italia, per gli onesti non è possibile ricoprire certe posizioni. Ci capiti giusto se loro si sono sbagliati, ma se scoprono che sei onesto, ti fanno saltare immediatamente.” Perché il sistema rifiuta gli onesti? “Perché gli onesti sono pericolosi! Se sei onesto e quindi non sei ricattabile, per loro diventi pericolosissimo. È anche vero che in un mondo di disonesti, tu non puoi essere l’unico onesto. Perciò, se vuoi stare lì, su quella determinata poltrona, devi scendere a compromessi, devi diventare disonesto come loro. Soprattutto, in questo strampalato carrozzone di Paese, la corruzione è necessaria per la sopravvivenza del sistema.” Tutta questa corruzione da dove arriva? “In Italia la corruzione c’è sempre stata. C’era anche durante il ventennio fascista, anche se in forma minore. Il momento più alto, come senso di onestà, lo abbiamo vissuto durante il dopoguerra, con la ‘Great Generation’. Poi negli Anni Sessanta e Settanta la corruzione è esplosa. L’onestà si è persa dentro i Partiti politici, soprattutto con il mancato ricambio dei politici. La Guerra Fredda e la non alternanza della classe politica hanno radicato la mutazione genetica degli italiani e il DNA adesso è questo.” Nessun risvolto positivo? “Sì, in parallelo, in Italia è sempre esistito pure il concetto del ‘buon funzionario’, anche con Mussolini. E difatti, tra le tante colpe che vengono attribuite a lui e ai gerarchi, non c’è quella dell’arricchimento personale. Hanno fatto un sacco di cazzate, ma non hanno rubato.” Quindi la colpa “originaria” è dei politici degli anni Sessanta e Settanta? “La DC doveva, per forza, stare davanti al PCI e allora si sono inventati il voto di scambio. La soluzione è stata quella di comprare i voti. Così sono nati i diritti sindacali incredibili, con i pensionati di 38 anni, e anche l’assurdo fenomeno dei Forestali a migliaia e migliaia.” Il voto clientelare. Tutto nasce da lì? “Sì. Purtroppo anche la collusione con la malavita. Io la chiamo la ‘filosofia popul-corruttiva’. Per un fenomeno che esplode in modo prepotente negli Anni Ottanta. Con i socialisti che non si vergognano più e lo rendono un manifesto programmatico, anche attraverso il famoso discorso di Craxi in Parlamento.” La necessità di comprare voti per non far vincere il PCI ha fatto degenerare geneticamente il Paese? “Il paradosso è che una volta caduto il Muro di Berlino poteva anche vincere Occhetto. A quel punto non fregava più niente nemmeno agli americani. Ma ironia della sorte è arrivato Silvio!” E non è servita nemmeno Mani Pulite? “Macché. Partiti, poteri forti, le mafie. Hanno fatto fuori Falcone e Borsellino e il vecchio sistema ha detto di no al cambiamento e oggi c’è un arresto al giorno.” Potrebbe andare peggio di così? Forse sì: stessa corruzione ma senza gli arresti. Chissà, forse, allora, c’è ancora speranza!
Approfondisci info: http://www.albertoforchielli.com/  http://www.lettera43.it/fatti/alberto-forchielli-il-profilo-del-manager

13 settembre 2015

Il socialista inglese Jeremy Corbyn ha vinto.

Jeremy Corbyn è stato eletto leader del partito laburista nel Regno Unito, in una splendida vittoria al primo turno che ha avuto un risultato ancora maggiore rispetto al mandato per Tony Blair nel 1994. Corbyn ha vinto con quasi il 59,5% dei primi voti di preferenza, battendo i rivali Andy Burnham, che ha raggiunto il 19% e Yvette Cooper che ha ricevuto il 17%. La candidata “blairiana” Liz Kendall ha raggiunto un misero 4,5%. Chiede scusa per la guerra in Iraq, si oppone ai tagli dei servizi pubblici e del welfare, vuole ripristinare la nazionalizzazione delle principali compagnie dell’acqua, dei trasporti e dell’energia. Il suo primo atto sarà una manifestazione a sostegno dei rifugiati. Vi pare poco? E’ un segnale che gran parte dell’elettorato di sinistra, in Inghilterra, ha capito la lezione della Primavera di Atene. Si deve cominciare ad alzare l’asticella del programma, delle rivendicazioni, del conflitto contro il sistema che ha costretto alla resa Alexis Tsipras. Sotto la cappa del “New Labour” nessuna voce si levava a dimostrare che la passione per i ricchi dei blairiani non portava un solo penny in più nelle tasche di chi non ha capitali o famigliari molto benestanti. La realtà ha squarciato il velo delle illusioni. Le briciole della grande ricchezza generata dai trucchi finanziari delle banche vanno soltanto a favorire quei politici, quelle oligarchie e quei proprietari dei media che la sostengono. Questa consapevolezza non deve essere mistificata. Non si deve concedere il minimo argomento ai difensori dello status quo. Corbyn ha vinto. E lunedì già si metterà a lavoro con Yanis Varoufakis per elaborare una vera alternativa europea al modello di austerità e di dittatura del mercato esistente. (M.R.)
Leggi di più: jeremy-corbyn-ha-vinto-il-new-labour-di-blair-va-in-soffitta
Angelo Gentilini, da esseresinistra.wordpress.com