Evidenzio un pezzo scritto il 14 febbraio 2011 sul problema delle delocalizzazioni italiane e in riferimento alla situazione OMSA:
LO STATO AIUTA A DELOCALIZZARE
A. G.
05 gennaio 2012
02 gennaio 2012
SOSTEGNO a Lucia Codurelli
“Votare la manovra del governo Monti è stata una delle sofferenze più grandi della mia vita. Per questo ho pensato che fosse l'ultimo mio atto da deputata”. Ha affermato Lucia Codurelli, 61 anni di Lecco, per 30 anni operaia e delegata sindacale Cgil e poi impegnata politicamente con i Ds. E' molto indignata perchè: “Questa manovra si accanisce contro quella parte di società per cui ho sempre lottato, gli operai alla catena, le donne e chi ha iniziato a lavorare a 15 anni. Per tante persone si aggiungono fino a 6/7 anni di lavoro, senza dare in cambio nulla. Quello che mi ha dato più fastidio è stato il pronunciamento di Ichino..(.finalmente sono stati colpiti i privilegiati.)..C'è troppa gente che parla senza conoscere i reali problemi, i privilegi, quelli veri, non sono stati toccati per niente”.In questo periodo il gesto dell'ex operaia Lucia ha riaperto il dibattito tra la base del Pd, ha raccolto tanta solidarietà e incoraggiamento al ripensamento. Io sostengo con forza, nel merito, la difficoltà di Lucia ma nel contempo spero che ci sia un ripensamento e ritorni nel suo scranno di deputata per difendere e tutelare le istanze dei lavoratori e lavoratrici. La politica se vuole essere rappresentativa ha bisogno di deputati che provengano dal mondo reale e che hanno la capacità e la sensibilità, data dal vissuto, di conoscere, ascoltare, rappresentare i lavoratori e lavoratrici. Infine egregio Prof. Monti anch'io sono in attesa della promessa EQUITA', nella prima fase il suo governo è stato deludente e per ben che ci vada non credo che recuperi nella seconda. Purtroppo io ero già scettico in partenza perchè, che sia chiaro, questo è un governo di tecnici che provengono in gran parte dal mondo che ha proprio creato i problemi più grossi e storicamente li ha sempre scaricati e fatti pagare a “scarpa grossa“.
A. G.
22 dicembre 2011
BUONE FESTE
Cari amici, compagni, lavoratori e lavoratrici, faccio mio il messaggio di auguri dalla CGIL di Imola. In questo tipo di società individualista dove ci sono milioni di persone che producono e consumano senza informarsi e dotarsi di una opinione sociale credo sia importante inviare un messaggio collettivo e condiviso.Un forte abbraccio.
A. G.
19 dicembre 2011
Accordo Fiat: una sberla alla democrazia e al contratto nazionale
Ha ragione Marchionne, quello che è successo in Fiat è un passaggio storico.
In due righe si è modificato il modello di relazioni sindacali ed il ruolo del sindacato confederale, si è cancellato il contratto nazionale, si è modificata la Costituzione, si è certificato che il lavoro è l'ostacolo principale allo sviluppo e lo si è reso subalterno ad un aziendalismo unilaterale, si è legittimato il sindacato aziendale la cui rappresentanza è garantita dalla nomina di organizzazione e non dal voto dei lavoratori, legittimato dalla controparte.
Ha ragione Marchionne: un passaggio storico che ci ha portato indietro di 50 anni, quando i diritti erano considerati costi insopportabili, i contratti collettivi tutelavano interessi di pochi e delle grandi aziende, quando le corporazioni ed il cottimo dettavano i modelli produttivi.
Ora la questione Fiat non può essere relegata ad un problema che è solo della Fiom e per noi, la Cgil, diventa un macigno che va superato riaffermando la nostra strategia sul modello contrattuale e sul mercato del lavoro.
E' più che mai necessario ribadire la nostra posizione, soprattutto alla luce di quanto è successo in Fiat ed in previsione degli interventi del Governo Monti sul mercato del lavoro (vedi idea del contratto unico).
E' più che mai necessario rimarcare la nostra posizione nei confronti di Confindustria sulla centralità del contratto nazionale, in caso contrario l'accordo del 28 Giugno è da considerarsi inapplicabile.
E' più che mai necessario far vivere il principio costituzionale di democrazia, che in questo paese è stato sacrificato sull'altare della crisi e della competizione.
E' più che mai necessario rilanciare il ruolo del sindacalismo confederale per respingere un'idea di economia fondata sul corporativismo, sullo sfruttamento e sulla competizione giocata sul peggioramento delle condizioni di lavoro.
Il modello Fiat nella nostra regione e nel nostro paese non può avere diritto di cittadinanza.
Antonio Mattioli - Responsabile politiche contrattuali Segreteria Cgil E-R
In due righe si è modificato il modello di relazioni sindacali ed il ruolo del sindacato confederale, si è cancellato il contratto nazionale, si è modificata la Costituzione, si è certificato che il lavoro è l'ostacolo principale allo sviluppo e lo si è reso subalterno ad un aziendalismo unilaterale, si è legittimato il sindacato aziendale la cui rappresentanza è garantita dalla nomina di organizzazione e non dal voto dei lavoratori, legittimato dalla controparte.
Ha ragione Marchionne: un passaggio storico che ci ha portato indietro di 50 anni, quando i diritti erano considerati costi insopportabili, i contratti collettivi tutelavano interessi di pochi e delle grandi aziende, quando le corporazioni ed il cottimo dettavano i modelli produttivi.
Ora la questione Fiat non può essere relegata ad un problema che è solo della Fiom e per noi, la Cgil, diventa un macigno che va superato riaffermando la nostra strategia sul modello contrattuale e sul mercato del lavoro.
E' più che mai necessario ribadire la nostra posizione, soprattutto alla luce di quanto è successo in Fiat ed in previsione degli interventi del Governo Monti sul mercato del lavoro (vedi idea del contratto unico).
E' più che mai necessario rimarcare la nostra posizione nei confronti di Confindustria sulla centralità del contratto nazionale, in caso contrario l'accordo del 28 Giugno è da considerarsi inapplicabile.
E' più che mai necessario far vivere il principio costituzionale di democrazia, che in questo paese è stato sacrificato sull'altare della crisi e della competizione.
E' più che mai necessario rilanciare il ruolo del sindacalismo confederale per respingere un'idea di economia fondata sul corporativismo, sullo sfruttamento e sulla competizione giocata sul peggioramento delle condizioni di lavoro.
Il modello Fiat nella nostra regione e nel nostro paese non può avere diritto di cittadinanza.
Antonio Mattioli - Responsabile politiche contrattuali Segreteria Cgil E-R
15 dicembre 2011
Peggiorate le condizioni di lavoro e limitate le libertà sindacali
Evidenzio la dichiarazione ufficiale di Maurizio Landini perchè la vicenda e il ricatto Fiat-Marchionne è emblematico e paradossale.
La Fiom-Cgil è il sindacato con più iscritti alla Fiat e a livello nazionale l'insieme degli iscritti della Fim-Cisl e Uilm-Uil non raggiungono quelli della sola Fiom-Cgil. Come si fa ad annullare a fronte di due danari e ad un incerto futuro, tutti gli accordi e le conquiste fatte tra l'altro unitariamente nel corso degli anni. Sfido tutti a ricercare nella storia del nostro Paese se un sindacalista della Fiom-Cgil ha operato e contrattato , operando a doc, per escludere un altro sindacato e tanto altro. In queta pagina dolorosa è chiaro che la politica mostra tutta la sua pochezza e difficoltà, anzi ricordo benissimo tutti i sostenitori di Marchionne di destra e di "sinistra".
Io credo che ci si debba interrogare ed iniziare a raccontarla giusta ai lavoratori/trici e credo anche che i nostri vecchi avrebbero tanto da dire sull'operato di certe parti sociali e politiche.
A. G.
Fiat. Landini (Fiom): "Peggiorate le condizioni di lavoro e limitate le libertà sindacali. Il Governo non può stare a guardare"
Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, ha rilasciato ieri la seguente dichiarazione. “L'accordo firmato oggi a Torino con la Fiat peggiora le condizioni di lavoro e limita le libertà sindacali per i lavoratori del Gruppo.”
“Quell'intesa, che di fatto estende l'accordo di Pomigliano agli 86 mila lavoratori del Gruppo, rappresenta un attacco ai diritti, alle libertà e alla democrazia perché sancisce la cancellazione del Contratto nazionale, senza aver ricevuto alcun mandato dai lavoratori.”
“Inoltre, Fim e Uilm hanno ceduto al ricatto della Fiat, accettando di ridursi a ruolo di sindacato aziendale e corporativo, abdicando così alla loro storia di sindacati confederali.”
“Pensiamo che il Governo non possa stare a guardare perché l'accordo separato non dice nulla degli investimenti nel più grande gruppo industriale del nostro Paese e perché mette in discussione le libertà sindacali garantite dalla Costituzione.”
La Fiom-Cgil è il sindacato con più iscritti alla Fiat e a livello nazionale l'insieme degli iscritti della Fim-Cisl e Uilm-Uil non raggiungono quelli della sola Fiom-Cgil. Come si fa ad annullare a fronte di due danari e ad un incerto futuro, tutti gli accordi e le conquiste fatte tra l'altro unitariamente nel corso degli anni. Sfido tutti a ricercare nella storia del nostro Paese se un sindacalista della Fiom-Cgil ha operato e contrattato , operando a doc, per escludere un altro sindacato e tanto altro. In queta pagina dolorosa è chiaro che la politica mostra tutta la sua pochezza e difficoltà, anzi ricordo benissimo tutti i sostenitori di Marchionne di destra e di "sinistra".
Io credo che ci si debba interrogare ed iniziare a raccontarla giusta ai lavoratori/trici e credo anche che i nostri vecchi avrebbero tanto da dire sull'operato di certe parti sociali e politiche.
A. G.
Fiat. Landini (Fiom): "Peggiorate le condizioni di lavoro e limitate le libertà sindacali. Il Governo non può stare a guardare"
Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, ha rilasciato ieri la seguente dichiarazione. “L'accordo firmato oggi a Torino con la Fiat peggiora le condizioni di lavoro e limita le libertà sindacali per i lavoratori del Gruppo.”
“Quell'intesa, che di fatto estende l'accordo di Pomigliano agli 86 mila lavoratori del Gruppo, rappresenta un attacco ai diritti, alle libertà e alla democrazia perché sancisce la cancellazione del Contratto nazionale, senza aver ricevuto alcun mandato dai lavoratori.”
“Inoltre, Fim e Uilm hanno ceduto al ricatto della Fiat, accettando di ridursi a ruolo di sindacato aziendale e corporativo, abdicando così alla loro storia di sindacati confederali.”
“Pensiamo che il Governo non possa stare a guardare perché l'accordo separato non dice nulla degli investimenti nel più grande gruppo industriale del nostro Paese e perché mette in discussione le libertà sindacali garantite dalla Costituzione.”
13 dicembre 2011
IO STO' CON L'ANPI... E TU???
Io stò con l'Anpi... e tu cosa aspetti???
A. G.




