
"A forza di dire che loro tirano dritti, non valutano l'astensione o le mobilitazioni, sembra che si vogliano isolare in una torre d'avorio - prosegue -. L'idea di Boschi, che la scuola non sarebbe 'proprietà dei sindacati', è tipica di un governo che non vuole fare i conti con la realtà del paese: la scuola in Italia viene da una serie di riforme, prima quella Moratti e poi quella Gelmini, che sono sempre state contrastate. Lo stesso governo ha detto che non andavano bene. La scuola oggi è frutto di quei provvedimenti, non certo del sindacato che ha sempre difeso i lavoratori, la funzione sociale e il percorso di costruzione dell'integrazione nella scuola". Susanna Camusso quindi prosegue: "Viene un sospetto: l'arroganza del governo nel negare le ragioni dei lavoratori della scuola significa che non hanno un progetto, e allora affermano il principio della proprietà, il principio che c'è un uomo solo al comando che dirige tutto. Dovrebbero rileggersi gli studiosi del lavoro, che spiegano che non è la singola scuola d'eccellenza che crea crescita e sviluppo, ma è la crescita dell'istruzione in un intero territorio". Continua a leggere....
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Angelo Gentilini, da info rassegna.it