06 marzo 2015

FP CGIL primo sindacato nel pubblico impiego.

Il 3, 4 e 5 Marzo si sono svolte le elezioni per le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) in tutti i posti di lavoro pubblici. In Emilia Romagna il voto ha interessato più di 106 mila lavoratori, che operano nelle Aziende Sanitarie, Autonomie Locali, Enti Pubblici Non Economici, Agenzie Fiscali e Ministeri. Si è registrata e confermata un' alta affluenza al voto oltre il 70%. 
Un dato fondamentale che esalta il valore della democrazia all'interno dei luoghi di lavoro, contrastando il clima di sfiducia a proposito di rappresentanza e partecipazione che ha segnato e continua a segnare questo Paese. Il risultato assume un valore determinante se collocato nel contesto di destrutturazione sociale e istituzionale e considerata la crisi di partecipazione, chiaramente emersa dal risultato delle recenti elezioni regionali in Emilia Romagna. Anche in questa  tornata elettorale i lavoratori hanno rivendicato  i propri spazi di partecipazione e i propri diritti, riconfermando ancora una volta il ruolo fondamentale della Cgil nel veicolare i bisogni ed elaborare le prospettive necessarie per riemergere dalla crisi investendo sul lavoro pubblico e su tutti coloro che garantiscono servizi pubbliciLa FP CGIL a livello regionale, nonostante il proliferare di molte sigle autonome e corporative, soprattutto in sanità, ha confermato di essere il  primo sindacato. Nelle nuove sfide legate all'innovazione, nonostante le difficoltà di affrontare i grandi processi di cambiamento, come l'Azienda Unica della Romagna, siamo  il primo sindacatoAltrettanto nelle autonomie locali con percentuali che vanno ben oltre la maggioranza assoluta. A titolo esemplificativo nell'Ente Regione Emilia Romagna   la FP CGIL ha ottenuto oltre il 42%. Significativi sono anche i dati delle Agenzie delle Entrate cosi come all'INPS dove ci confermiamo il primo sindacato.
Il risultato conquistato dalla Fp Cgil ci spinge a proseguire e migliorare  il lavoro di questi anni e a rilanciare il bisogno di un Contratto Collettivo Nazionale di lavoro per i dipendenti pubblici, per il riconoscimento del loro valore e della loro dignità. Questo risultato ci spinge ad affermare ancora una volta che il cambiamento è possibile, che è possibile costruire un'altra storia, a partire dal basso, dai luoghi di lavoro, da tutti coloro che hanno scelto di partecipare a questa grande occasione democratica, grazie al loro voto e all'impegno assunto da chi si è proposto come rappresentante dei lavoratori nella tutela dei loro diritti. (Marina Balestrieri, Segr. Reg. Fp Cgil E.R.)
Angelo Gentilini, da info stampa Fp Cgil.


05 marzo 2015

La lotta Spi Cgil al fianco di pensionati e lavoratori.

Il 5 e 6 febbraio scorsi il sindacato pensionati Spi-Cgil dell’Emilia Romagna, guidato dal segretario generale Bruno Pizzica, ha convocato in assemblea a Cervia i segretari delle 282 leghe di zona dello Spi, in rappresentanza dei 462.255 iscritti, di cui 4 mila volontari attivisti. All’assemblea ha partecipato anche una delegazione dello Spi del territorio imolese, che conta ben 10 leghe impegnate ogni settimana nella tutela, informazione, assistenza, sostegno e rappresentanza socio-politica-sindacale degli iscritti (e non) al sindacato. L’iniziativa era suddivisa in tre sessioni tematiche: formazione, contrattazione territoriale e sociale, tesseramento e organizzazione delle leghe, anche se, a causa del mal tempo che ha creato notevoli disagi, i lavori sono stati sospesi ed la terza sessione non si è potuta svolgere. Hanno portato il loro contributo di ascolto e di analisi Carla Cantone (segretaria nazionale dello Spi) e Vincenzo Colla (segretario regionale Cgil),...Proseguirà con determinazione la lotta e le rivendicazioni per la revisione della legge Fornero sulle pensioni, per le modifiche al Jobs Act e contro le politiche europee sull’austerità. Lo Spi-Cgil c’è e continuerà la sua mobilitazione a tutela e difesa del futuro dei nostri figli e nipoti. La lotta paga sempre, anche quando non sembra, e infatti si è riusciti a sbloccare la rivalutazione delle pensioni, il rifinanziamento dei fondi sulla sanità,...La Cgil deve continuare a perseguire l’unità sindacale e il rafforzamento del sindacato europeo, che rappresenta oltre 300 milioni di lavoratori e lavoratrici. Il sindacato pensionati dello Spi-Cgil, fedele alvalore della memoria”, alle lotte del passato che hanno portano alla conquista di diritti e tutele collettive, dentro e fuori le fabbriche, continuerà nella propria azione politica sindacale contro ogni logica dell’esclusione e scontro generazionale, affinché si esca da questa pesante crisi strutturale, senza che sia rimasto indietro nessuno. (Angelo Gentilini, Lega Spi Pedagna)
Angelo Gentilini, da info Cgil.it

03 marzo 2015

"FILASTROCCA DEL JOB ACT"

Con lo spread di sotto ai cento
e il petrolio a basso prezzo
Renzi gongola contento
suscitando del disprezzo
in chi vede oltre il suo naso
che il salario non aumenta
e che dar numeri a caso
non è cosa che accontenta!
Quando il rio differenziale
galoppava verso i mille,
ci dicevan:《tutto sale
o "il paese" fa scintille》.
Or che il numero diabolico
tocca quota novantotto
manco fa il gesto simbolico
di donarci un sol biscotto.
Il "Van Helsing" dei "rottami"
dalle cifre caricato,
solo blatera proclami
sul "grandioso risultato";
non si cura dell' anziano
che ha problemi di salute
(e il benessere lontano
le speranze ha decedute)
che rinuncia a delle cure,
perché vuoto ha il portafoglio,
ed al posto del dottore
fa richieste al quadrifoglio!
Caro Renzi, il tuo trionfo
sta nel limbo dei borghesi;
si rivela un vero tonfo
a operai e villipesi!
Il Jobs Acts, lo Spread...che palle:
inquietanti neologismi!
Dite:《paga chi sta a valle》
senza fare gargarismi!!
Claudio Capponi (Poeta operaio)

02 marzo 2015

La lotta dei bancari del credito cooperativo.

Oggi 2 marzo, a partire dalle 11.00, piazza della Libertà a Faenza
ospiterà una delle cinque manifestazioni dello sciopero generale nazionale dei lavoratori delle banche di credito cooperativo (BCC), indetto contro la decisione degli istituti di credito cooperativo di disapplicare il contratto di lavoro nazionale e quello integrativo regionale. Sciopero che si aggiunge a quello dei bancari aderenti all’ABI dello scorso 30 gennaio a Ravenna.Iniziativa che per la prima volta, dopo 15 anni, nella sola Emilia-Romagna porterà oltre 3300 bancari (il 10% dei bancari della regione) a incrociare le braccia per tutta la giornata e, di conseguenza, alla chiusura al pubblico dei 436 sportelli delle 21 BCC emiliano-romagnole.Contemporaneamente, in tutta la penisola, ci saranno cinque manifestazioni (Roma, Padova, Bari, Salerno e, appunto, Faenza) che, in definitiva, interesseranno circa 37mila lavoratori appartenenti alle 381 BCC sparse in tutta Italia.
“Siamo alla barbarie. Non sono solo a rischio i diritti su ferie, buoni pasto, periodo di malattia, inquadramento, straordinario, eccetera… E’ a rischio la stessa dignità dei bancari impiegati nelle  BCC. Nessuna categoria in Italia lavora senza un contratto”, protestano i sindacati. “Sappiamo bene – continuano – che la situazione delle 381 banche di credito cooperative della penisola non è delle più rosee, ma il capro espiatorio non può certo essere il costo del lavoro, che è addirittura  minore del 4% rispetto a quello dell’ABI e, negli ultimi sette anni, è aumentato solo dell'8%, contro l'aumento del 41% del costo degli amministratori”. 
“I veri problemi che hanno causato chiusure dei bilanci in rosso non si risolvono di certo con i 6mila esuberi stimati in tutta Italia (600 dei quali in Emilia-Romagna), ma riguardano l’ammontare delle sofferenze, cioè dei prestiti mal assegnati e non rimborsati, che nel solo 2013 hanno costretto le BCC italiane ad accantonare oltre due miliardi di euro”. “A ciò – rincarano la dose le organizzazioni sindacali – si aggiunga una politica di espansione delle filiali il più delle volte sconsiderata, che ha portato ad aprire in regione troppi sportelli (+20% negli ultimi 7 anni) mentre le banche ABI li chiudevano (- 7% nello stesso periodo)”.
“E’ del tutto evidente – sottolineano i rappresentanti dei lavoratori – che 37mila bancari italiani del credito cooperativo non possono pagare gli errori strategici e le inefficienze di una classe dirigente inadeguata. D’altro canto i dati della Banca d’Italia parlano chiaro: su 16 commissariamenti di banche disposti dal Ministero dell’Economia, ben otto riguardano BCC, di cui oltre la metà ubicate nel Nord e una in Emilia-Romagna”. Gli stessi sindacati nazionali, già nell’aprile 2014, avevano presentato a FederCasse un documento in cui, oltre a denunciare la situazione, erano contenute proposte concrete per sollecitare un immediato rilancio. Tra queste: un unico polo nazionale per unificare i centri informatici, le attività di back-office e le società prodotto; la razionalizzazione della rete di filiali, aperte in questi ultimi anni in maniera indiscriminata e, in molti casi, ubicate dove erano già presenti altre filiali di Bcc; la necessità di un’unica strategia di FederCasse e Iccrea Holding sulla politica reddituale, su quella industriale e su quella associativa.Per questi motivi, i sindacati della regione, attraverso le pagine dei principali quotidiani locali, ieri 1° marzo hanno lanciato “un appello ai numerosi amministratori e soci di BCC che ancora credono in questo modello. Un appello affinché non si disperda un’esperienza creditizia che, nonostante le difficoltà, anche in questi anni di crisi  è stata vicina al territorio e in grado di dare risposte a famiglie ed imprese, il più delle volte in misura di gran lunga superiore rispetto alle grandi banche”.
 Angelo Gentilini, da Comunicato Stampa sindacale unitario.

01 marzo 2015

Matteo Montaguti sul podio nel G.P.Città di Lugano.

Niccolò Bonifazio sfreccia sul lungolago e conquista il Gran Premio Città di Lugano 2015. Il giovane ligure della Lampre-Merida ha preceduto in una volata ristretta Francesco Gavazzi (Southeast) e Matteo Montaguti (Ag2r La Mondiale) andando a conquistare la prima affermazione stagionale. La corsa parte subito molto combattuta sin dai primi chilometri con diversi tentativi di fuga e dopo una decina di chilometri si avvantaggia un gruppetto ben assortito composto da 17 atleti:Jonathan Monsalve (Southeast), Jay McCarthy (Tinkoff-Saxo), Luka Pibernik (Lampre-Merida), Jérôme Coppel e Pirmin Lang (IAM Cycling), Julien Bérard e Patrick Gretsch (Ag2r la Mondiale), Nicola Boem (Bardiani-CSF), Simone Stortoni (Androni Giocattoli-Venezuela), Antonio Nibali (Nippo-Fantini), Nick Dougall e Daniel Teklehaimanot(MTN-Qhubeka), Daniel Martinez e Carlos Quintero (Colombia), Nico Brugger,Yannick Eckmann e Andrea Vaccher (Roth-Skoda). Il gruppo, tirato dalla Novo Nordisk e dalla RusVelo, le uniche due formazioni non rappresentate nella fuga, non lascia molto spazio agli attaccanti e al chilometro 70, il vantaggio si assesta sui 3'30". Al passaggio del GPM nel corso del terzo giro attaccano Nico Brungger (Roth-Skoda) e Jérôme Coppel (IAM) che al km 105 precedono gli attaccanti di 25" mentre il gruppo segue a 2'50" condotto dalla RusVelo. Gli uomini in avanscoperta si ricompattano al km 120 e in contropiede parte Daniel Teklehaimanot(MTN-Qhubeka) che, nel giro di una decina di chilometri, guadagna un minuto sugli altri attaccanti che procedono a scatti e contro scatti. All'inizio dell'ultimo giro l'eritreo cede e viene raggiunto da un drappello di superstiti della fuga di giornata, ma il gruppo tirato dalla Tinkoff-Saxo al km 155 mette fine alle speranze dei fuggitivi. Non mancheranno gli attacchi nelle successive salite, ma alla fine tutto si risolverà con una volata di gruppo dove Niccolò Bonifazio detta la sua legge.
Angelo Gentilini, da info Spazio Ciclismo.it

28 febbraio 2015

Pensioni: Cgil, Cisl e Uil uniti per la revisione "Legge Fornero".

Cgil, Cisl e Uil "hanno elaborato una piattaforma per il cambiamento della normativa previdenziale a partire dalla flessibilità per l'accesso alla pensione con l'attenzione alle diverse tipologie di lavoro, il futuro pensionistico dei giovani e dei lavoratori discontinui". I segretari generali delle tre confederazioni sindacali Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo  scrivono al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti per richiedere "un incontro per conoscere le intenzioni del Governo e proporre i contenuti della proposta del sindacato". I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, infine, ricordano al ministro di aver "più volte, anche recentemente, sottolineato l'esigenza di porre rimedio alle gravissime ripercussioni sociali conseguenti all'aumento di anni per accedere alla pensione introdotti dalla legge Monti - Fornero".
Angelo Gentilini, da info Cgil.it

27 febbraio 2015

Le complicazioni del "730 precompilato"

Nato come una bella idea per semplificare la vita del cittadino-contribuente, in questa prima fase il 730 precompilato, introdotto dal governo Renzi, rischia di rivelarsi invece una brutta complicazione. Secondo quanto comunicato, infatti, il 730 precompilato doveva arrivare a casa di tutti i contribuenti. In realtà, dal 15 aprile 2015, sarà disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate e, per vederlo, occorre accreditarsi on line, per telefono o recandosi in uno degli uffici dell’Agenzia per ottenere l’apposito codice PIN. Inoltre il modello 730 precompilato non sarà messo a disposizione di tutti i contribuenti, ma solo di chi ha presentato il 730 nel 2014 e ha una certificazione modello CU (quello che una volta era il CUD) rilasciata da un Sostituto d’Imposta nel 2015. L’Agenzia delle Entrate non riporta tutti i dati che, come contribuente si ha interesse a dichiarare......
Angelo Gentilini, da info Cgil Imola.

26 febbraio 2015

Cosi il "Jobs Act" penalizza i più deboli.

Lo scambio è stato davvero senza esclusione di colpi. Da una parte, Susanna Camusso, segretario generale della Cgil; dall'altra, Filippo Taddei, responsabile economico del Pd. Oggetto del contendere, i provvedimenti in materia di mercato del lavoro, messi a punto dal Governo. "Sul lavoro, Renzi fa solo propaganda e non ci sono idee nuove – ha esordito la leader sindacale –. Il Jobs act penalizza sotto il profilo delle tutele la parte più debole dei lavoratori, quelli degli appalti o tutti coloro che sono pagati con i voucher o il lavoro a chiamata, ritenuto la forma più odiosa di contratto precario.......
"Quella sul mercato del lavoro è una riforma importante – ha ribattuto Taddei –, che cambia il paradigma: al posto della tutela del posto di lavoro e della flessibilità delle forme contrattuali, principale causa della perdita di oltre un milione di posti di lavoro, oggi diamo centralità al lavoratore e a una tipologìa contrattuale che favorisce la stabilità, oltre alla flessibilità alle imprese...Quanto alla scelta del risarcimento al posto del reintegro dei lavoratori licenziati, capisco il dissenso del sindacato, ma non si può dire che riportiamo indietro il mercato del lavoro o ci allontaniamo da altri paesi europei, perchè quello introdotto dal Governo è il modello vigente nell'Ue".
"Quella del Governo – ha sottolineato il sociologo Ciarini – è una riforma del mercato del lavoro sbilanciata sul versante delle imprese, che hanno  tutto da guadagnare dagli sgravi previsti in caso di assunzioni, e dalle facilitazioni introdotte sui licenziamenti. Ciò che manca è un controbilanciamento sul versante della tutela del reddito,.......
Sempre sul rapporto con la Germania, si è soffermato anche il giurista Mariucci: "I tedeschi hanno investito sulle strutture pubbliche del mercato del lavoro all'atto della riforma, mentre da noi il fronte più debole del sistema sono proprio i centri per l'impiego, del tutto inadeguati anche per quanto riguarda la lotta all'illegalità,.....
Secondo l'economista Raitano, "è necessario intervenire sul welfare, dove abbiamo la spesa complessiva più bassa d'Europa e tutta sbilanciata sul versante delle pensioni, mentre c'è scarsità di fondi sul versante degli ammortizzatori sociali e sulle politiche attive del lavoro...... Da noi, dal 1997 in poi, abbiamo assistito solo a norme di corto respiro, come gli sgravi fiscali alle imprese, che però non incentivano ad investire e non favoriscono lo sviluppo. È proprio tale modello che deve cambiare, abbassando il costo del lavoro per favorire la competitività, ma purtroppo il Jobs act non va in tale direzione".
Clicca per leggere tutto:www.rassegna.it/mobile/articolo.
Angelo Gentilini, da www.rassegna.it

25 febbraio 2015

Con "Cna Imola" è urgente un incontro.

La Cgil di Imola esprime forte preoccupazione sulla situazione che si potrebbe
delineare a seguito delle dimissioni del Presidente della Cna Paolo Cavini.
Non è nostro il compito di entrare nel merito delle motivazioni che stanno all'origine di tale scelta che peraltro non sono ancora note – dichiara Stefani Paolo Segretario Cgil – tuttavia esprimo tutta la nostra preoccupazione per la stabilità di una Organizzazione così importante per il territorio imolese sia dal punto di vista occupazionale, sia dal punto di vista dell'attività politica e di tutela nei confronti delle imprese associate.Per quanto ci riguarda chiederemo nei prossimi giorni un incontro per capire i contorni della vicenda e se eventualmente dovessero esserci ricadute sui dipendenti e sull'attività”.
Angelo Gentilini, da info stampa Cgil Imola.



24 febbraio 2015

La CGIL rispetta la democrazia rappresentativa.

Patto per il Lavoro: la Cgil ER risponde con Colla “Discussione importante ma la decisione finale sarà sottoposta al vaglio dei lavoratori e pensionati che rappresentiamo, attraverso un coinvolgimento vincolante”
Il Comitato Direttivo della Cgil dell'Emilia Romagna, in merito al confronto con la Regione sul “Patto per il lavoro”, ha dato pieno mandato alla segreteria regionale – sulla base di documenti largamente condivisi – affinché si avvii “il confronto con la Regione sul 'Patto per il lavoro' e si apra una fase di contrattazione”. Infatti, il “Parlamentino” della Cgil regionale ha approvato un Ordine del Giorno (con solo tre voti contrari) nel quale si ribadisce che “sarà necessario mettere in campo ogni azione utile”, coinvolgendo preventivamente Cisl e Uil, “per garantire il massimo coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati,  (assemblee, attivi, momenti di discussione pubblici, ecc...), ampliando altresì l'area dei soggetti sociali che ci proponiamo di rappresentare (giovani, disoccupati, ecc...) ed interloquendo con l'associazionismo”. Da sottolineare come riguardo al tavolo con la Regione sul “Patto per il lavoro”, il Comitato Direttivo della Cgil Emilia Romagna “impegna la segreteria ad attuare un percorso democratico e certificato di consultazione sull'eventuale intesa” nei luoghi di lavoro e nel territorio. In particolare, Vincenzo Colla segretario generale Cgil ER conferma: “l'importanza di questa discussione per un nuovo modello di sviluppo in grado di creare nuova e buona occupazione” e, prosegue, “qualsiasi decisione finale non sarà presa dal ristretto gruppo dirigente ma dall'insieme delle lavoratrici, dei lavoratori, dei pensionati/e che rappresentiamo, attraverso una forte partecipazione”.
(Bologna, 23 febbraio 2015- Segreteria CGIL Emilia Romagna)
Angelo Gentilini