In questo periodo, essendo in corso d’opera
Angelo Gentilini
In questo periodo, essendo in corso d’opera
La Fiom-Cgil si prepara ad una settimana di mobilitazione, che si concluderà a Roma davanti a Palazzo Chigi l’11 e 12 dicembre, per riunificare le lotte in corso in tutto il settore metalmeccanico per la difesa del lavoro, per il blocco dei licenziamenti, per una nuova politica industriale e di investimenti anche attraverso l’intervento pubblico nel nostro Paese, contro le privatizzazioni e i piani di cessione, per il rifinanziamento ed estensione degli ammortizzatori sociali e dei contratti di solidarietà. In Emilia Romagna lo sciopero regionale di 8 ore di tutto il settore metalmeccanico (industria e dipendenti delle aziende artigiane) è stato proclamato per giovedì 5 dicembre. I metalmeccanici intendono portare “il lavoro in piazza”, occupando Piazza del Nettuno a Bologna a partire dalle ore 12 sino a notte. La Fiom imolese sta predisponendo il pullman, che partirà alle ore 10.30 dal piazzale del River side a Imola e alle ore 10.50 dalla stazione delle corriere a Castel San Pietro, in piazza Martiri Partigiani (per prenotare i posti, tel. 0542/605611).........Continua a leggere......
Roma, 24 novembre 2013. Gianni Cuperlo: “Se ti proponi di
cambiare tutto, nel centrosinistra e nel Paese, non lo fai come secondo lavoro,
perché noi siamo la sinistra non il volto buono della destra, perché serve un
partito non un comitato elettorale. Devi dire dove vuoi portare questo Paese e
questo partito. Io non voglio riportarlo da dove siamo venuti, ma vorrei
portarlo dove non siamo mai riusciti ad andare. In parte per paura delle nostre
stesse convinzioni, perché la sinistra ha pagato lo smarrimento delle sue idee
e dei suoi valori, ha pagato una subalternità ai suoi avversari. Ora dobbiamo
cambiare spezzando rendite, pensando un sistema economico diverso che dovrà
fondersi a un’altra etica del pubblico e del mercato. Se tra noi c’è chi pensa
che la via, dopo vent’anni, sia privatizzare le ferrovie e 
“Non c'è bisogno di aspettare l'intervento della
magistratura. Di fronte a fatti così gravi, che ledono il prestigio delle
istituzioni, sarebbe doveroso da parte dei ministri coinvolti rassegnare le
proprie dimissioni e avere il gusto, lo stile, di ritirarsi dalla politica e
cambiare mestiere” ( Enrico Berlinguer )
Da Wikipedia:.................................La Federazione lavoratori metalmeccanici (FLM) è il nome con cui agli inizi degli anni settanta si unirono la Fiom, la Fim e la Uilm, le federazioni sindacali dei lavoratori metalmeccanici aderenti, rispettivamente, alle confederazioni CGIL, CISL e UIL. L'unione avvenne nell'ambito di quella confederale, ovvero la Federazione CGIL, CISL, UIL, di cui fu la più riuscita integrazione a livello categoriale. L'unificazione non fu mai organica, ma, almeno negli anni Settanta, fu qualcosa di più di un semplice patto di unità di azione. In un certo senso, la Flm, di fronte alle esitazioni e agli arresti del processo unitario a livello confederale, ebbe l'ambizione di rappresentare la punta avanzata e uno stimolo verso un più elevato grado di unità sindacale. Quando nacque formalmente nel 1973, la FLM era già una realtà che si era costruita negli anni Sessanta attraverso memorabili lotte e conquiste sindacali, culminate nell'autunno caldo del 1969. La FLM esercitò negli anni Settanta una certa egemonia su tutto il movimento sindacale e fu anche in grado di incidere sugli equilibri politici. Nel dicembre 1977, contro il parere delle confederazioni e dello stesso PCI (che appoggiava dall'esterno il governo), la Flm organizzò un'enorme manifestazione a Roma, che contribuì alla crisi del governo Andreotti III. Con gli anni Ottanta, tuttavia, i rapporti unitari si fecero sempre più labili e la Flm entrò in crisi: nel 1983 le diverse confederazioni firmarono il contratto nazionale, ma con motivazioni separate; nel febbraio 1984 si ebbe la rottura per il decreto sulla scala mobile (il cosiddetto "decreto di San Valentino", 14 febbraio). La sigla Flm sopravvisse per qualche tempo, soprattutto a livello di attività internazionale. Ma, alla fine, la separazione si consumò e Fim, Fiom e Uilm si accontentarono di una semplice unità d'azione, non di rado interrotta da rotture su questioni non marginali.