
Purtroppo in Italia manca la volontà, in tanti territori, di proporre i percorsi ciclistici extra urbani, come da decenni succede nelle altri parti d'Europa. Da anni sostengo che tali infrastrutture, oltre che a migliorare la sicurezza degli utenti stradali, sono un grande elemento a sostegno dello sviluppo turistico e del vivere civile, sociale e paesaggistico.
Ma, ma, ma in Italia, super potenza del G8, mancano i soldi. Soldi che in altri Paesi, anche più poveri, sono disponibili e soprattutto spesi meglio. Il musicista, scrittore e ciclista, Andrea Satta, su l'Unità ha richiamato l'insieme dei ciclisti per sostenere delle battaglie comuni e ha raccontato un'esperienza vissuta dal mitico C.T. della Nazionale di ciclismo, Alfredo Martini: "Ci stavamo allenando per il mondiale nei dintorni di Copenhagen, io, Coppi, Bartali e altri. La Polizia danese ci fermò e ci invitò a continuare l'allenamento sulla strada ciclabile e non su quella destinata alle auto. ERA IL 1949!!!".
Sarebbe ora che, in questo BEL-PAESE, chi di dovere sviluppasse dei progetti o almeno ci desse delle SPIEGAZIONI CREDIBILI e SOSTENIBILI.