15 maggio 2013

Anpi Imola con la Fiom

L'Anpi di Imola, in linea con la propria associazione nazionale,condivide contenuti ed obiettivi della manifestazione promossa dalla Fiom nazionale a Roma per il prossimo 18 maggio,e quindi apprezza l'iniziativa augurandovi pieno successo,nell'interesse dei lavoratori e per il superamento delle gravissime emergenze economiche sociali , alle quali purtroppo Imola non è estranea.
Bruno Solaroli Presidente Anpi Imola

14 maggio 2013

Accordo unitario sul "CCNL Cooperative metalmeccaniche"

Ieri a Roma è stata siglata unitariamente l'ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto nazionale delle Cooperative metalmeccaniche, che riguarda circa 8.000 addetti (2.000 a Imola). Il precedente Contratto era stato firmato senza la Fiom nel 2010. Oltre a confermare gran parte delle discipline previste dal Contratto del 2008, con questa intesa viene migliorato l'istituto della malattia,senza la decurtazione dei primi tre giorni. Inoltre, si salvaguarda il ruolo negoziale delle Rsu sull'orario, mentre non sono previsti aumenti né dello straordinario obbligatorio, né della flessibilità rispetto al Contratto del 2008. Sul piano economico, sono stati concordati aumenti medi a regime di 130 euro, che non potranno essere differiti. Sono previsti, inoltre, 140 euro di una tantum e 485 euro come elemento perequativo a copertura dei lavoratori che non hanno contrattazione integrativa. La Fiom, al tavolo della trattativa, ha ribadito che gli aumenti non sono esaustivi sul piano del recupero del potere d'acquisto delle retribuzioni e che, quindi, questo tema rimane aperto nei prossimi rinnovi contrattuali. Il Contratto avrà validità triennale e rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2015. Viene inoltre siglato un protocollo d'intesa sulla salvaguardia delle professionalità del settore metalmeccanico per evitare licenziamenti. L'intesa ora sarà sottoposta al voto delle lavoratrici e lavoratori.
Stefano Pedini Segretario Fiom Cgil Imola
Segnalo che oggi i lavoratori della Berco di Sasso Morelli di Imola hanno continuato con la lotta a difesa del sito produttivo imolese confermando altre 8 ore di sciopero con presidio difronte lo stabilimento. Inoltre sabato 18 maggio parteciperanno alla manifestazione a Roma indetta dalla Fiom-Cgil e si stanno attivando per sensibilizzare tutti i livelli politici-istituzionali sulla loro particolare situazione lavorativa. In effetti la fabbrica imolese è molto specializzata nella produzione di parti meccaniche fondamentali per le macchine movimento terra e fino a poche settimane fa i vertici della Berco non avevano evidenziato la necessità di un ridimensionamento occupazionale.
Angelo Gentilini

13 maggio 2013

Imola: lavoratori BERCO in lotta

E’ iniziata oggi, 13 maggio, la mobilitazione dei dipendenti della Berco (gruppo ThyssenKrupp) contro l’avvio unilaterale delle procedure di licenziamento negli stabilimenti italiani per 611 lavoratori, di cui 11 in quello di Sasso Morelli che occupa 33 persone. Davanti al sito produttivo della frazione imolese, sempre questa mattina, i lavoratori hanno organizzato un presidio spontaneo, in concomitanza con lo sciopero di oggi di 8 ore, le prime del pacchetto di 20 ore, proclamate nell’assemblea sindacale di venerdì 10 maggio. «Questi licenziamenti rappresentano l’anticamera della chiusura dello stabilimento di Sasso Morelli – afferma Stefano Pedini, segretario generale della Fiom-Cgil -, che verrebbe privato delle lavorazioni specializzate che lo caratterizzano, lavorazioni che l’azienda è intenzionata a trasferire nel sito di Copparo. Ci opponiamo fermamente a questa eventualità, anche perché i lavoratori di Sasso Morelli possono ancora usufruire di tutti gli ammortizzatori previsti, a partire dalla cassa integrazione ordinaria che stanno attualmente utilizzando».
Fiom-Cgil Imola

Fiom: "Non possiamo più aspettare"

Sabato 18 maggio la Fiom sarà in piazza a Roma per chiedere un vero cambiamento. «Non possiamo più aspettare» è lo slogan della manifestazione, che partirà alle 9.30 da piazza della Repubblica e si concluderà in piazza San Giovanni. Molte le motivazioni che spingono il sindacato dei metalmeccanici della Cgil a scendere in piazza: la riconquista del diritto del e nel lavoro; la riconversione ecologica del sistema industriale; un piano straordinario di investimenti pubblici e privati e il blocco dei licenziamenti anche attraverso l’incentivazione della riduzione dell’orario con i contratti di solidarietà e l’estensione della cassa integrazione; un contratto nazionale che tuteli i diritti di tutte le forme di lavoro con una legge sulla democrazia che faccia sempre votare e decidere i lavoratori; un reddito per una piena cittadinanza di inoccupati, disoccupati e studenti;fare in modo che la scuola, l’università e la sanità siano pubbliche e per tutti; combattere le mafie e la criminalità organizzata che si sono infiltrate sia nella finanza che nell’economia; la rivalutazione delle pensioni e per un sistema pensionistico che riconosca la diversità tra i lavori; un’Europa fondata sui diritti sociali e contrattuali, su un sistema fiscale condiviso e sul diritto di cittadinanza e sulla democrazia delle istituzioni. La Fiom organizza dei pullman che partiranno alle ore 23.45 da Castel San Pietro (autostazione piazza Martiri Partigiani) e alle 24.00 da Imola (parcheggio Bocciofila, viale Saffi). Per informazioni e prenotazioni: tel. 0542/605611.
A.G. da Fiom-Cgil Imola

11 maggio 2013

Emilia Romagna: "la drammatica crisi"

Il dati Gennaio/Aprile 2013, resi noti dall’Inps, rendono evidente l'ulteriore aggravamento della crisi anche nella Regione Emilia Romagna. Esaminando il dettaglio per tipologia di ammortizzatori, emerge chiaramente il blocco degli ammortizzatori in deroga legato al mancato finanziamenti da parte del Governo Monti e non ancora sbloccato dal governo Letta. In regione sono bloccati circa 8.000 accordi che interessano circa 40.000 lavoratori e lavoratrici, tra cassa e mobilità in deroga, per i quali la Regione non può deliberare a causa della mancata copertura. Il dato del primo quadrimestre è allarmante: -la CIGO di Gen/Aprile 2013 (6,3 mln) supera di 1 milione ore quella di Gen/Apr 2012 (+ 16%) -la CIGS di Gen/Aprile 2013 (15,5 mln) raddoppia e supera di 8 milioni di ore quella di Gen/Apr 2012 (+ 108%) -la CIGD di Gen/Apr 2013 risente del blocco ed è ferma a 5 milioni di ore: a questi dati vanno aggiunti gli 8.000 accordi di cassa integrazione in deroga ed il conseguente utilizzo non ancora registrati dall'Inps a causa del blocco. In particolare: il ricorso alla CIGO raddoppia a Ferrara, Modena, Parma, Reggio Emilia, ed incrementa di 1/3 a Bologna. Il ricorso alla CIGS in alcuni territori triplica come a Bologna, Forlì-Cesena, Rimini, Ferrara, raddoppia a Modena e Parma, incrementa di 1/3 a Reggio Emilia, Piacenza. Tendenzialmente si può affermare che cresce del 25% rispetto al 2012 il ricorso alla Cassa Integrazione in Deroga, usata nello specifico dalle aziende sotto i 15 dipendenti che hanno già esaurito le 52 settimane di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria.
Angelo Gentilini da info Cgil E.R.

09 maggio 2013

18 maggio: "Il Terzo Stato con la Fiom"

Il 18 maggio la FIOM scende in piazza con una grande manifestazione nazionale (“BASTA! NON POSSIAMO PIU' ASPETTARE. Diritto al lavoro, all'istruzione, alla salute, al reddito, alla cittadinanza, per la giustizia sociale e la Democrazia”). Già nelle parole d’ordine, chiama alla mobilitazione non solo i lavoratori metalmeccanici ma l’intero “Terzo Stato”.
Sarà la prima manifestazione di opposizione e lotta costruttiva al governo Letta-Alfano da parte di tutti i cittadini che ancora si riconoscono nella Costituzione repubblicana e hanno come programma politico la realizzazione dei valori di giustizia e libertà che la informano. Crediamo sia dovere del mondo della cultura, inteso nel senso più ampio, partecipare in modo attivo alla realizzazione e al successo di questa giornata di lotta, caratterizzata dalla più autentica e positiva “larga intesa”, quella fra cittadini che non si piegano alla crescente diseguaglianza, alla crescente illegalità, alla crescente dismisura del privilegio, alla crescente distanza fra i cittadini-elettori e i centri di decisione politica ed economica, nazionali e sovranazionali. In questa “larga intesa” tra cittadini non può esserci spazio per revisioni della Costituzione affidate a “Convenzioni” che si adopereranno per stravolgerla.

Andrea Camilleri, Roberta De Monticelli, Paolo Flores d’Arcais, Fiorella Mannoia, Adriano Prosperi, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Barbara Spinelli, Gino Strada, Gustavo Zagrebelsky

Passaparola e firma l'appello su MicroMega
A.G. tratto da MicroMega

07 maggio 2013

Il pensiero di Pino...era il 1992 !!!

Noi abitiamo le stanze di una “maison institutionelle” (sistema politico e giuridico, partiti, sindacati, eccetera) che abbiamo ereditato e nelle quali siamo abituati ad aggirarci con superficiale familiarità e confidenza, dando troppe cose come scontate. Di generazione in generazione ci trasmettiamo i compiti dell’ordinaria manutenzione, ci esercitiamo nelle opere di adattamento ai nuovi gusti e alle nuove esigenze, ci tramandiamo per così dire, la conoscenza degli arredi, dimenticando progressivamente il sapere sulle fondamenta, sui muri maestri e sulle travi portanti. Quando la “maison istitutionelle” minaccia di crollare e i saperi dell’ordinaria manutenzione non bastano più, nasce l’esigenza di riportare alla luce i disegni e i progetti, i calcoli e i modelli dei costruttori, di capire le logiche architettoniche discusse e realizzate, di conoscere i materiali utilizzati dai fondatori. Ogni crisi di rifondazione chiama ed esige il recupero del punto di vista genetico. Oggi è la radicalità della crisi del sindacato e del sistema politico dell’ Europa contemporanea che ci costringe a scavare dentro le “origini”.
Pino Ferraris, 1992
Chi era Pino... Pino Ferraris (1933-2012) è stato un intellettuale e attivista del movimento operaio e democratico. Originario di Biella, Pino è stato segretario della federazione torinese del Partito Socialista di Unità Proletaria per poi unirsi, all’inizio degli anni settanta, all’Ufficio Studi della Cgil allora diretto da Vittorio Foa. Successivamente ha insegnato sociologia presso l’Univesità di Camerino. Pino ci ha lasciato un anno fa. Ha lasciato contributi di eccezionale valore sulla storia del movimento operaio in Italia e in Europa. Grazie alle testimonianze di Pino anche i più giovani hanno potuto riscoprire le origini del mutualismo delle Camere del Lavoro. Passione, curiosità, sperimentazione, libertà, eguaglianza e partecipazione sono stati i valori e gli ideali che hanno ispirato la sua vita.
A.G. tratto da Rassegna Sindacale

05 maggio 2013

"NO" alla chiusura dell' Unità Bologna

Nella giornata mondiale della libertà di stampa (3 maggio 2013), apprendiamo la notizia della possibile chiusura della Redazione bolognese dell'Unità, nell'ambito del piano di ristrutturazione del giornale. Siamo contrari alla chiusura di una voce storica dell'informazione per Bologna e per la regione Emilia Romagna, che ridurrebbe ulteriormente i flussi dell'informazione, già fortemente penalizzati nel nostro Paese. L'anomalia italiana, nella quale coesistono più monopoli sia sul versante televisivo che della carta stampata, uscirebbe ulteriormente aggravata dalla chiusura delle edizioni locali della testata che fu fondata da Antonio Gramsci, anche per l'effetto domino che tale operazione avrebbe sulla vendita complessiva dell'Unità dato il rilievo che le vendite del quotidiano hanno nella nostra regione. Il recente rapporto sulla libertà di informazione prodotto da Freedom House pone l'Italia tra i Paesi solo parzialmente liberi sul piano dell'informazione registrando un arretramento graduale, ma incessante sul piano di quella che è la libertà più rilevante ai fini del pieno esercizio della sovranità popolare. Coloro che hanno la responsabilità di fare informazione rappresentano l'anello di congiunzione tra i fatti e la collettività, permettendo così il formarsi di quella cognizione necessaria all'espressione del pensiero e delle volontà. Pertanto, la Segreteria regionale della Cgil dell'Emilia Romagna esprime la sua più netta contrarietà alla chiusura della redazione locale dell'Unità ed il suo sostegno alla lotta dei lavoratori e delle lavoratrici della Redazione.
Segreteria Reg. Cgil Emilia Romagna

03 maggio 2013

Appello "anticorruzione" di Don Luigi Ciotti

Con la campagna "Riparte il futuro", che chiede ai politici di sottoscrivere 5 impegni stringenti anticorruzione, abbiamo raggiunto oltre 180 mila firme. Ne servono di più, tante di più! Se la mafia è la peste, la corruzione è il suo agente, il parassita che divora le risorse economiche e morali di una democrazia. Per questo abbiamo bisogno subito di una legge più incisiva. Che ripristini il falso in bilancio, introduca il reato dell'autoriciclaggio, impedisca il conflitto d?interessi e bonifichi le "zone grigie" tra mafie e parti della politica con una revisione della normativa sul voto di scambio. L'uscita dalla crisi non può realizzarsi solo con norme economiche. Occorre, prima, una generale assunzione di responsabilità. Perché le leggi sono scritte, prima che nei codici, nelle coscienze. E un Paese che dica no alla corruzione è un Paese consapevole, che crede nella libertà e dignità dei suoi cittadini e che vuole dalla politica non giochi di potere ma servizio al bene comune. Per questo è importante raggiungere il numero più alto possibile di firme. Per questo in questo lungo elenco ne manca ancora una molto importante: la tua. Grazie, Luigi Ciotti.
da...change.org

02 maggio 2013

Il punto sull' ex Cognetex di Imola

Nel mese di aprile 2013 la Direzione Aziendale della Sant'Andrea Novara S.p.A. rappresentata dal Presidente Dott. Paolo Maglie e dai responsabili del sito produttivo imolese (ex Cognetex) hanno comunicato alle organizzazioni sindacali e alle RSU aziendali di aver presentato presso il Tribunale di Novara ricorso per l'ammissione alla procedura di concordato preventivo con continuità aziendale. Tale decisione si sarebbe resa necessaria in considerazione dello stato di crisi e al fine di tutelare gli interessi dei creditori e di tutte le altre parti coinvolte con una continuità e un futuro dei siti produttivi. FIM FIOM UILM e RSU aziendale hanno espresso forte preoccupazione per tale situazione, ribadendo il buon equilibrio raggiunto nel sito imolese, e si è concordato con i vertici societari di incontrarsi entro il mese di maggio al fine di esaminare il piano concordatario che dovrà essere presentato in Tribunale.
Fim Fiom Uilm e Rsu Aziendale