26 dicembre 2016

Fino a 18 anni la bici era sole, divertimento, libertà.

Chris Froome, sabato 24 dicembre, ha rilasciato una lunga intervista al popolare quotidiano sportivo "La Gazzetta dello Sport", in cui ha parlato del figlio, giri a tappe, classiche, avversari, allenamenti, salite, ecc..ecc. 
Sotto riporto un breve e significativo passaggio dell'intervista. 
Chris dove vuole arrivare? 
"Voglio correre altri 5-6 anni ad alti livelli. Sono arrivato tardi al ciclismo, posso restare ai vertici più a lungo. Ho solo 9 stagioni da prò nelle gambe, mi sento ancora giovane. Finché non sarò fisicamente distrutto, e avrò motivazioni, andrò avanti. Per me fino a 18 anni la bici era sole, divertimento, libertà... E' stata la mia fortuna."
Quindi pensa che l'attività giovanile come è concepita oggi sia sbagliata?
"Al cento per cento. I giovani sono troppo stressati, invece che divertirsi sono già dei prò. Poi quando passano non riescono a fare il necessario salto di qualità."     
Clicca il link per leggere tutta l'intervista: www.pressreader.com/la-gazzetta-dello-sport
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Considerato il mio vissuto come Direttore Sportivo Allenatore di ciclismo ho letto con grande interesse tutta l'intervista e sono rimasto favorevolmente colpito dalle opinioni riportate sopra da Chris Froome. In pratica certifica quanto io ho da sempre sostenuto. Il corridore "sul serio" si deve iniziare a fare dalla categoria Juniores e cioè dai 17/18 anni. Prima il ragazzo/atleta deve curare la destrezza tecnica motoria, anche praticando altre attività sportive, e correre in bici senza eccessive pressioni individuali, cosa che invece si materializza e si evidenzia in tanti casi già dalle categorie giovanili (9/10 anni) e via, via, negli esordienti e allievi. Vincere molto nelle categorie giovanili non è sempre un sinonimo e una sicurezza di avere più talento degli altri. Il ciclismo su strada è uno sport in cui serve, nello specifico, molta forza e resistenza e questa accresce piano, piano, anno dopo anno, con tanto lavoro progressivo negli allenamenti su strada e in palestra nei periodi invernali, oltre ad una grande disciplina di vita, a partire dalla qualità e cultura dell'alimentazione.   
Angelo Gentilini