
Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 12 marzo 2014, su proposta del Presidente Renzi e del Ministro del Lavoro Poletti, ha approvato un decreto legge contenente disposizioni urgenti sul contratto a termine e sul contratto di apprendistato, liberalizzandone ulteriormente l’accesso e rendendone più precarie le condizioni di lavoro, intervenendo anche a diminuire le retribuzioni degli apprendisti e le forme di controllo sulla regolarità retributiva delle imprese (DURC).
Negli ultimi decenni c’è stato un aumento vertiginoso delle disuguaglianze economiche, create "in primis" dagli abusi del capitalismo finanziario e dalle crescenti disparità salariali che contribuiscono a sollevare problemi sociali e poca mobilità nella spesa corrente da parte dei ceti medio-bassi. Giustamente si chiede ai politici di dare l’esempio abbassando gli stipendi e i vitalizi, ma solo questo non è sufficiente per riequilibrare la bilancia economica perché ci sono altre migliaia di cittadini che ricoprono ruoli pubblici e privati che hanno delle retribuzioni e dei premi da paperon de paperoni. Io credo che serva una rivisitazione generale, obiettiva e oggettiva, compreso anche una riorganizzazione e una non sovrapposizione dei ruoli tra pubblico e privato. In linea con le proposte del Movimento Occupy Wall Street la forbice giusta sulle retribuzioni sarebbe da
Oggi ricorre il ventesimo anniversario della morte di Ilaria Alpi, uccisa il 20 marzo 1994, assieme a Miran Hrovatin, da un commando a Mogadiscio, città contesa da due fazioni in lotta nella guerra civile somala scoppiata nel 1991. La giornalista, a cui è intitolata la sala al primo piano della Camera del lavoro di Imola, e l'operatore del Tg3 erano in Somalia per seguire la missione “Restore Hope”, dove erano impegnati militari italiani. La loro inchiesta li aveva portati a scoprire traffici illeciti di armi e rifiuti di vaste proporzioni, diventando quindi testimoni scomodi. Purtroppo vent’anni di indagini e una commissione parlamentare di inchiesta non sono riusciti a stabilire una verità giudiziaria. Nessun mandante, una sola condanna, quella di Hashi Omar Hassan accusato di aver fatto parte del commando di somali che uccise i due inviati. Lo scorso novembre Greenpeace Italia ha chiesto alla presidente della Camera, Laura Boldrini, di desecretare le carte presenti nell’archivio della Camera ricevendo una risposta affermativa. In questi giorni, l’associazione Articolo 21 e Change.org hanno avviato una raccolta di firme, con l’adesione di decine di migliaia di cittadini, per sostenere questa richiesta. Rendere pubblica questa mole di documenti sarà un passo importante, per scoprire i numerosi depistaggi che hanno impedito di arrivare alla verità coprendo i responsabili dei traffici illeciti e del duplice omicidio.
Le Leghe Marconi-Zolino e Pedagna dello Spi-Cgil di Imola e
l’ UISP Imola-Faenza, organizzano, in collaborazione con i Centri Sociali
Zolino e Tozzona, due corsi “teorico-pratico” in 5 lezioni-sedute dedicate alla
postura per la prevenzione dei dolori muscolo-articolari, conoscenza e
percezione del proprio corpo, l’importanza del respiro. Il tutto finalizzato al
miglioramento dello stile di vita e della funzionalità dei gesti motori. La
conduttrice-insegnante è
Tra le misure annunciate dal governo Renzi, mercoledi 13 marzo, "per loro non c'è niente", ed è ormai del tutto evidente che sono
considerati a tutti gli effetti dei cittadini di "serie B" e non meritevoli di
alcuna attenzione.
A larghissima maggioranza Paolo Stefani è stato rieletto, a voto segreto, Segretario generale della Camera del lavoro di Imola, dal Comitato direttivo: 43 voti a favore, 3 contrari, 9 astenuti, 2 schede bianche (57 votanti su 62 aventi diritto).
“Anna Kuliscioff” L’origine dei movimenti femminili risale al periodo della Rivoluzione Francese, tra il 1748 e il 1799, ma solo dopo il 1800 la questione femminile e dei loro diritti acquista più rilievo. Nel 1848 le donne statunitensi, per prime, avanzarono la richiesta del diritto di voto, che venne poi praticato negli Stati Uniti nel 1920. Anche in Italia ad inizio 1900 le donne iniziano ad organizzarsi e nel 1912 Giolitti rilanciò il dibattito sul suffragio universale. Nonostante che la Socialista Anna Kuliscioff sostenne con forza e coerenza intellettuale la questione delle donne, il Governo disse NO, preferendo allargare il diritto di voto agli uomini analfabeti. Nel 1919 toccò a Nitti presentare un progetto per l’apertura alle donne, ma la proposta non si sviluppò. Nel 1923 Mussolini introdusse il suffragio amministrativo femminile, ma causa la riforma fascista degli Enti Locali, non venne mai applicato. Le donne italiane dovettero aspettare la fine della guerra, la Liberazione e la democrazia per vedersi riconosciuto il diritto di voto. Il 2 giugno 1946, donne e uomini si recarono alle urne per il referendum sulla scelta della Monarchia o della Repubblica…Continua a leggere....
Con il congresso dei pensionati dello Spi-Cgil, tenutosi
ieri al C.S.