13 maggio 2016

"Cgil nazionale, Emilia Romagna e Calabria uniti contro illegalità e mafie"

Oggi 13 maggio, Cgil nazionale, Cgil Calabria e Cgil Emilia Romagna, terranno a Cutro (Crotone) un'importante iniziativa dal titolo "Emilia Romagna e Calabria uniti nella legalità per un nuovo modello sociale e di sviluppo", organizzata con la Camera del Lavoro di Crotone e l'Osservatorio Cgil sulla legalità “Salvatore Aversa”. L'appuntamento è per le ore 17.00 presso la sala conferenze “Falcone e Borsellino" del Comune di Cutro. Parteciperanno il Segretario nazionale della Cgil Gianna Fracassi, i Segretari generali della Cgil Calabria, Michele Gravano, e dell’Emilia Romagna, Vincenzo Colla. Interverranno, tra gli altri, il Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, On. Gennaro Migliore e il Vice Presidente della Commissione Antimafia, On. Claudio Fava. Il convegno, che si svolgerà nel luogo di insediamento storico della cosca 'ndranghetista Grande Aracri, vede a fianco due strutture regionali della Cgil, per sottolineare il radicamento dell'associazione mafiosa su tutto il territorio nazionale, come emerso dalle indagini della DDA e dai maxi-processi “Aemilia” (in cui le organizzazioni sindacali della regione si sono costituite parte civile), “Kyterion” e “Pesci”, e il costante impegno del sindacato di corso d'Italia nella lotta alla criminalità organizzata. “Illegalità e penetrazione delle mafie nell'economia configurano il punto di arretratezza più grave del nostro sistema sociale e civile, che lede profondamente il tessuto economico dei territori coinvolti e i diritti dei lavoratori", si legge in una nota della Cgil nazionale. "Laddove il lavoro è attaccato dall'illegalità o dalle mafie - prosegue la nota - la nostra organizzazione partecipa ai processi: è accaduto in Calabria, a Pesaro in un processo per caporalato, e recentemente a L’Aquila per i fatti gravissimi legati alla ricostruzione, dove la costituzione di parte civile è stata presentata dal segretario generale Susanna Camusso". Vi è poi un altro tema al centro dell'iniziativa del 13 maggio: "il Sud e il Nord del Paese possono affrancarsi da ogni mafia mettendo in campo un modello sociale e di sviluppo incentrato sulla piena affermazione della legalità e il pieno riconoscimento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori?". "La nostra risposta - continua la nota - non può che essere positiva, ed è ciò che la Cgil ha provato a fare con il Piano del Lavoro, con la vertenza “Laboratorio-Sud Idee per il Paese”, con il documento congiunto “Impresa e Lavoro: le proposte di Cgil, Cisl e Uil sul Masterplan per il Sud”, con il ” Patto per il Lavoro” sottoscritto in Emilia Romagna nel luglio scorso e il Patto per lo sviluppo in fase di discussione in Calabria”. Per la Cgil "sono necessari importanti interventi normativi, a partire dall’approvazione della legge sulla gestione dei beni e delle aziende sequestrate e confiscate alle mafie, di cui siamo stati promotori, e che dopo il passaggio alla Camera attende il via libera del Senato"."Legalità, diritti, lotta alla criminalità organizzata e a tutte le mafie - conclude la Cgil - sono gli obiettivi con cui, storicamente, il sindacato si è misurato, pagando anche prezzi durissimi. Bisogna ripartire dal lavoro, dai valori democratici di cui il movimento delle lavoratrici e dei lavoratori è portatore, per ricostruire una strategia d'azione per la definitiva espulsione della criminalità organizzata dal consesso civile". 
Angelo Gentilini, da info Cgil E.R.

12 maggio 2016

Lo Spi Cgil con i sindacati dei medici per più assistenza notturna.

Lo Spi Cgil sostiene con forza la protesta dei sindacati dei medici contro l’atto di indirizzo per la medicina convenzionata che ridurrebbe da 24 a 16 le ore di assistenza, abolendo di fatto il servizio di Guardia Medica. Secondo le linee di indirizzo approvate ad aprile, infatti, di notte i cittadini potranno rivolgersi soltanto al pronto soccorso dell’ospedale o ai servizi del 118 che sono concepiti per le urgenze e non per il codice bianco. «È del tutto evidente – si legge nel comunicato – che in questo modo si mettono fortemente in difficoltà le persone anziane, magari sole, e in particolare quelle che vivono nelle zone rurali, nei paesi di montagna, nelle isole e in tutti i posti dove non ci sono ospedali nelle immediate vicinanze. Per questi motivi sosteniamo la manifestazione indetta dallo SMI (Sindacato Medici Italiani) che si terrà oggi (ieri 11 maggio) in piazza Montecitorio alla quale aderiscono Fp Cgil Medici, Cisl Medici, Uil Fpl Medici e Simet».
Leggi articolo di  R.it : ROMA - Medici contro. È sfida tra sigle sindacali riguardo alle nuove norme sull'assistenza della guardia notturna. repubblica.it/sciopero_medici_guardia_medica
Angelo Gentilini, da http://www.libereta.it/ 

AUSL Imola irrispettosa sul ricollocamento dei propri dipendenti.

Comportamento azienda USL denota mancanza di rispetto verso i propri dipendenti. Leggiamo con stupore e rabbia la pubblicazione sul B.U.R. Regionale, di cui veniamo informati con nota formale alle 14:00 di oggi (11 maggio) dalla Direzione Generale, della volontà formale da parte dell'azienda di procedere all'assunzione di un tecnico di Laboratorio con contratto libero professionale. Lo stupore e la rabbia derivano dal fatto che stiamo trattando la questione relativa alla cessione di ramo d'azienda del laboratorio analisi da Imola a Bologna, sulla quale siamo contrari, chiedendo all'azienda di dare la possibilità di ricollocare il personale nei posti vacanti in dotazione organica. Questo per dare la possibilità a chi lavora in laboratorio, da trenta o più anni a Imola, di poter restare qui a lavorare senza doversi spostare a Bologna, rimettendoci soldi, dato che ci sono buchi in altri reparti di Imola dove non sono stati sostituiti i pensionamenti, una richiesta che riteniamo legittima a tutela anche di chi deve lavorare solo alcuni anni per poi andare in pensione. Ma evidentemente la Direzione Generale dell'Azienda non la pensa come noi e preferisce obbligare ad andare a Bologna Tecnici di Laboratorio con anni di anzianità alle spalle e assumere personale ex novo da mettere a Imola.  E' grave, molto grave, questo tipo di approccio alla questione perchè viene a mancare, dal nostro punto di vista, il concetto di rispetto delle persona e dei dipendenti, gente che per anni ha dato tanto a questo territorio e gente che oggi viene buttata fuori senza remora dal proprio posto di lavoro. Sicuramente i tempi sono cambiati anche se altrettanto sicuramente è ferma e decisa la nostra volontà di rispettarle quelle persone denunciando questo modo di lavorare della Direzione Generale e contrastando questa modalità "moderna" di gestione della sanità alzando i toni della vertenza e prendendo in considerazione tutte la azioni possibili.
(FP CGIL, FP CISL Imola-Marco Blanzieri, Alessandro Lugli)
Angelo Gentilini, da info FP Cgil Imola.

11 maggio 2016

Imprese e patrimoni confiscati alle MAFIE in Emilia Romagna.

Freschi freschi - aggiornati ad aprile 2016 - sono valutabili i dati di un dossier curato dalla Presidenza del Consiglio in collaborazione con la società pubblica "studiaresviluppo", che completano il quadro dei "beni confiscati alla criminalità in Emilia Romagna". Dati che, va ben precisato, non inglobano e quindi sono al netto della notevole quantità dei beni patrimoniali già confiscati con la sentenza del 22 aprile scorso, riguardante la parte del maxi-processo Aemilia con lo stralcio dei riti abbreviati. Maxi confische - come già avevamo evidenziato - che colpiscono patrimoni ‘ndranghetisti residenti nelle province di PR-RE-MO, nella misura di ben 30 imprese/società, 18 terreni, 85 unità immobiliari abitabili. Questi patrimoni confiscati con l'avvio di Aemilia, si aggiungono perciò al resto del quadro emiliano romagnolo, aggiornato al mese appena scorso e che in sintesi riassumeremo. Non scordando mai però che tratteremo solamente della pur notevole entità dei patrimoni già sottoposti a confisca, ben sapendo che questi dati non conteggiano la ben maggiore entità dei beni sequestrati alle mafie ed in attesa della confisca definitiva dopo lunghi anni: all'agosto 2015 solo in questa regione erano 696 i beni oggetto di sequestro!
a)- Patrimoni immobiliari confiscati in Emilia Romagna.
La foto odierna - come già detto, senza la grossa quota portata da Aemilia - ne conta 248, situati in 48 Comuni della regione a partire dai 42 di Alseno di PC, poi i 20 di Forlì ed al terzo posto coi 17 di Nonantola nel modenese. Patrimoni le cui principali tipologie sono così descritte: 35% appartamenti, 15% box/garage, 12% terreni agricoli, ecc… Logica sociale, istituzionale e giuridica vorrebbe che un patrimonio confiscato fosse, all'indomani, prontamente destinato ad un logico e necessario riutilizzo pubblico o sociale. Purtroppo non è così e la "credibilità" dell'azione antimafia nel colpire le cosche al cuore patrimoniale, subisce contraccolpi. E' così anche in Emilia Romagna. Dei 248 beni immobili, solo 81 - il 32% - ad oggi sono "destinati" ad un recupero di utilità pubblica, in maggioranza a beneficio dei Municipi e poi Enti pubblici o sedi per il volontariato sociale. Come sempre, le medie numeriche nascondono le specificità delle realtà locali. Infatti, se Forlì/Cesena vedono il picco positivo dell'85% degli immobili confiscati già consegnati al riutilizzo sociale - con 27 provvedimenti di assegnazione - non sfugge il peggior picco negativo su Modena, con 0  (zero) assegnazioni dei 26 immobili confiscati e disponibili, e su Reggio ancora con 0 su 19. Per capire meglio si tratta, ad esempio nel caso modenese, di 15 unità immobiliari, 9 terreni e 2 non definiti situati a Nonantola (17) Formigine ( 4 ) Maranello ( 2 ) Castelfranco ( 2 ) Modena (1). Patrimoni immobiliari perciò tuttora non destinati al necessario riutilizzo nel territorio e nel limbo di attesa, in gestione dell'Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati.
b)- Ancor più preoccupante ed incerto il quadro delle aziende confiscate. Perché anche in Emilia Romagna la mappatura si complica per il fatto che delle 52 imprese sotto confisca, sono solo 13 quelle già destinate a future gestioni, mentre sono 27 - il 53% - tuttora in "gestione" provvisoria della Agenzia Nazionale, ed infine ben altre 12 - il 23% - "uscite dalla gestione" ovvero in liquidazione o fallite! Di queste 52 imprese emiliane che lavoravano con le mafie, la forma giuridica largamente preferita per 42 era la S.r.l.; con la S.p.a. in 5; con altre forme in 4 ed 1 coop fasulla nel modenese. I settori prevalenti di attività reale e/o di copertura erano i servizi alle imprese, costruzioni, alberghiero e commercio. Un "nota bene" che spicca nel report e andrà meglio capito, dice che “...oltre il 63% delle aziende confiscate in Campania, ricade nelle province di Bologna e Modena"! Le 52 imprese emiliane sono invece distribuite prevalentemente a Bologna con 24, Modena con 9, Rimini con 6. Un panorama regionale aggiornato che, incrociando l’entità dei beni, patrimoni ed imprese sequestrate e poi confiscate, si avvicina all’incredibile quota 1.500. Un quadro pesante e preoccupante, sopratutto per la grande incertezza sulla tenuta e sopravvivenza delle aziende sequestrate/confiscate, inspiegabilmente per troppo tempo in attesa prima di una assegnazione con gestione certa e con prospettive per l'attività svolta ed i lavoratori occupati. Proprio da qui è partita l'iniziativa Cgil per la presentazione della legge di iniziativa popolare "io riattivo il lavoro". E' evidente l'urgenza di correggere norme e responsabilità gestionali, avvicinandole ai territori interessati, coinvolgendo istituzioni locali, associazioni imprenditoriali e sindacato. Va perciò accelerato il percorso parlamentare della riforma del Codice antimafia fermo al Senato. In tal senso assume particolare rilievo il confronto con la regione Emilia Romagna, per definire il testo Unico su appalti e legalità che prevede uno specifico passaggio sulle imprese sequestrate/confiscate e la previsione di un protocollo specifico con i Tribunali, sul modello già avviato in Lazio e Lombardia. Vanno inoltre attivati i tavoli previsti in ogni Prefettura, per monitorare in tempi rapidi le consistenze e l'utilizzabilità dei patrimoni confiscati e disponibili in ogni provincia. 
(Franco Zavatti, coordinatore sicurezza e legalità Cgil Emilia Romagna)
Angelo Gentilini, da info Cgil E.R.

10 maggio 2016

"A testa alta tutti insieme a Roma il 19 maggio"

“A testa alta" tutti insieme per rivendicare diritti e dignità dei pensionati. E’ questo l’obiettivo di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil con la manifestazione indetta per il 19 maggio a Piazza del Popolo. 

Le tre organizzazioni sindacali chiedono a Governo e Parlamento il rispetto di quei diritti che fino ad ora sono stati negati: difesa delle pensioni di reversibilità; tutela del potere d’acquisto delle pensioni; recupero del danno prodotto dal blocco della rivalutazione; separazione tra previdenza e assistenza; uguali detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati; estensione degli 80 euro alle pensioni più basse; modifica delle legge Fornero per facilitare la flessibilità in uscita e permettere l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro; maggiori risorse per l’invecchiamento della popolazione e una legge quadro per la non autosufficienza... Dal territorio di Imola partenze pullman da: ore 2,00 Borgo Tossignano (davanti al municipio); 2,10 Casalfiumanese (fermata autobus); 2,20 Zona Pedagna (davanti bar ex Lazzarini)- ore 2,00 Osteria Grande (fermata autobus); 2,10 Castel San Pietro (piazza dei Martiri Partigiani); 2,20 Toscanella (fermata autobus); 2,30 Imola (Riverside, via Pirandello – Lungofiume). Info e prenotazioni: Spi-Cgil tel. 0542/605631- 605632

Angelo Gentilini, da info Cgil Imola.

09 maggio 2016

Oggi presidio al casolare dove fu trucidato Peppino Impastato.

Peppino Impastato, per aver denunziato dai microfoni della sua radio attività della mafia, fu assassinato il 9 maggio del 1978. Gli assassini tentarono di farlo credere un attentatore facendolo saltare sui binari della ferrovia, ed è ipotizzabile pensare che i mandanti sapessero anche, quale copertura mediatica, che nello stesso giorno sarebbe stato ritrovato a Roma in via Caetani il corpo di Aldo Moro. La caparbietà dei suoi compagni, che trovarono in un vicino casolare una pietra con il suo sangue, fece però affiorare la verità. Il casolare di contrada Feudo, a Cinisi (PA), dove lo hanno massacrato ed ucciso 37 anni fa era stato trasformato in una discarica, il terreno circostante era coperto da letame e lo stato di conservazione dell'edificio resta talmente grave che rischia il crollo. Un piccolo passo era stato fatto il 9 maggio 2014, quando il presidente della regione Crocetta ci aveva consegnato il provvedimento che metteva il vincolo al casolare. Questo doveva essere il primo atto verso l'esproprio, che avrebbe consegnato il luogo alla collettività, invece dopo il vincolo il silenzio. L'unico risultato raggiunto è stato la chiusura del
casolare da parte del proprietario alle tantissime persone che si recano a Cinisi per conoscere la storia di Peppino. Oggi 9 maggio 2016, dalle ore 10.30, ci sarà un presidio e performance dei compagni e attivisti della "Rete 100 passi" davanti al casolare dove fu trucidato Peppino Impastato, perché è giunto il momento di dire basta e di rompere il silenzio.
Altre info: http://www.rete100passi.it/
www.change.org/al casolare per ricordare Peppino
Angelo Gentilini, da www.change.org / Rete 100 passi 

08 maggio 2016

"Tagliolini primavera" è la ricetta del mese di LiberEtà.

Il piatto, per la presenza della panna, non può considerarsi “dietetico”, perciò, in alternativa, si può fare una besciamella leggera (fatta con olio, non col burro). 

Ingredienti (per 2 persone): 160 g di tagliolini all’uovo • 100 g di salmone • 100 g di piselli (peso da sgranati) • brodo vegetale • un cipollotto • due cucchiai di olio extra vergine d’oliva • sale e pepe nero macinato al momento • 100 ml di panna.

Preparazione: Tritate grossolanamente il salmone e sgranate i piselli • Pulite il cipollotto e tritatelo finemente • Scaldate il brodo (un bicchiere abbondante) mentre in una padella soffriggete il cipollotto a fuoco basso. Aggiungete due cucchiai di brodo e fate cuocere a fiamma media per 3-4 minuti • Aggiungete i piselli facendo cuocere per qualche minuto a fiamma vivace aggiungendo un pizzico di sale, una macinatina di pepe. Mescolate e unite il resto del brodo cuocendo a fuoco basso, con coperchio, per una quindicina di minuti (fino a quando i piselli non diventino teneri) • Scoperchiate e unite il salmone il tempo necessario (poco) perché prenda colore e spegnete il fuoco • Lessate la pasta e mescolatela nella padella aggiungendo la panna; quindi riaccendete il fuoco e saltate la pasta a fiamma vivace per qualche istante e servite subito.

Angelo Gentilini, da info http://www.libereta.it/ 

07 maggio 2016

Incontro tra Cgil, Uil e Circondario imolese sulle case di riposo.

I presenti rappresentanti delle Organizzazioni sindacali CGIL e UIL chiedono al rappresentante delle istituzioni circondariali di accertare le seguenti criticità rilevate attraverso segnalazioni espresse da familiari di ospiti e e/o dipendenti. Nonostante i controlli e le verifiche effettuate nell’ambito di quanto previsto dal sistema di accreditamento, le parti condividono l’importanza di assicurare livelli di qualità attraverso la costruzione di modalità di controllo ulteriori, da strutturare come segue:
– Verifica di dettaglio delle segnalazioni nell’immediato
– Immediato avvio dei comitati consultivi misti per affrontare più complessivamente tutte le tematiche per ogni struttura.
Per il prossimo tavolo di coordinamento committenza/gestori, già programmato entro il mese di maggio, la parte pubblica si impegna a richiamare tutti i soggetti gestori ad una maggiore attenzione a soddisfare le quotidiane richieste dei propri ospiti, alla luce delle segnalazioni raccolte dalle OO.SS.:
1) Flessibilità e variabilità nell’accogliere richieste integrative sulle proposte alimentari
2) Verifica della qualità dei pannolini e dei guanti
3) Disponibilità ridotta dei sollevatori in quanto non riparati
4) Verifica del mantenimento dei servizi aggiuntivi a garanzia di una qualità superiore rispetto all’accreditamento (standard assistenziale più alto)
5) Verifica turni di notte
Con particolare riferimento alle strutture di Tossignano, Via Venturini e Dozza.
Per il Nuovo Circondario Imolese: f.to Roberto Visani.
Per le OO.SS.: f.to Mirella Collina – CGIL Imola; f.to Giuseppe Rago – UIL Imola.
Angelo Gentilini, da info Cgil Imola.

06 maggio 2016

Continuano i problemi per i lavoratori della discarica di Imola.

I problemi relativi alla discarica non riguardano solo l'ampliamento della stessa, ma colpiscono anche i lavoratori che vi sono occupati, una ventina, i quali lamentano una serie di inadempienze a cui si deve dare risposta. Bagni e spogliatoi non ci sono; i macchinari sono obsoleti, spesso mal funzionanti e probabilmente non rispettano le norme di sicurezza. Alcuni dispositivi e il vestiario non sono adatti alle stagioni e sono a carico dei lavoratori. Non ci sono sistemi di aria condizionata e d'estate, dentro ai capannoni, è decisamente molto caldo, ben oltre quello che sarebbe previsto. Non c'è uno spazio in cui mangiare e non si è ancora chiusa la trattativa sui buoni pasto con la Coop. Cet, gestore della discarica, che si era presa l'impegno di farsene carico. C'è poi tutta una serie di questioni relative all'organizzazione del lavoro, quali turni cambiati quotidianamente; ore di straordinario richieste anche oltre quelle previste dal contratto; lavoratori continuamente trattati con sufficienza dai superiori. Tutto questo dimostra che c'è un'evidente necessità di ragionare sui carichi di lavoro, sull'organizzazione dello stesso e sui rapporti interpersonali che comunque devono sempre essere improntati sul massimo rispetto. Per concludere, questi lavoratori vivono continuamente nell'incertezza sia per quel che riguarda i loro diritti contrattuali, infatti puntualmente ad ogni cambio d'appalto le ditte uscenti non pagano le mensilità arretrate e il Tfr, sia per quanto concerne la certezza del loro posto di lavoro, visto che tutte le aziende che sono in appalto registrano presto o tardi difficoltà economiche nel sostenere i costi di tale servizio. Questa storia si ripete oramai da sei anni. Si sono alternate già tre aziende (tra queste una ha avuto i vertici arrestati per collusione camorristica, il che getta una luce inquietante sulla trasparenza degli appalti nell'igiene ambientale), senza che si sia mai data una risposta definitiva sia alle problematiche dei lavoratori, sia sulla sorte di tale servizio. Sarebbe auspicabile che Hera e il Comune di Imola incontrassero il sindacato FP Cgil, al fine di risolvere le questioni sopra evidenziate.
Angelo Gentilini, da comunicato stampa: Davide Baroncini FP Cgil Imola.

05 maggio 2016

La Cgil a Bruxelles per la Carta dei diritti universali.

BRUXELLES, 4 MAG - "Qualcuno qui ci ha ricordato che in Europa ci sono governi di destra che stanno contribuendo alla distruzione dei diritti dei lavoratori: posso aggiungere che a noi capita anche con i governi di sinistra". Lo ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso, durante la presentazione della proposta d'iniziativa popolare a favore di una Carta dei diritti universali dei lavoratori e delle lavoratrici, di fatto un nuovo Statuto dei lavoratori, nel corso di un incontro al Parlamento europeo, organizzato dall'europarlamentare Pd, Antonio Panzeri, alla presenza di Gianni Pittella, presidente gruppo S&D, Luca Visentini, segretario generale Etuc/Ces e Gabriele Bischoff, presidente del Gruppo Lavoratori della Ces.  La leader del primo sindacato italiano ha ricordato che in Italia, come in Europa, "la precarietà del lavoro e la sua svalorizzazione sono le cause, e non gli effetti, della crisi". "Dobbiamo ridare voce a una parola che è scomparsa dal vocabolario del nostro Paese che è 'uguaglianza'. Non si esce dalla crisi senza ricostruire i diritti, da noi come nel resto d'Europa". Quindi, volgendo lo sguardo alle contraddizioni presenti nella Ue, Camusso ha ribadito la sua ferma adesione all'idea "europeista". "Tuttavia - ha aggiunto - so bene che su questo punto c'è una progressiva non sintonia con quelli che rappresentiamo. Per questa ragione, o si rilancia il valore sociale dell'Europa, o rischiamo di perdere questa sfida. La stessa Commissione, nel momento in cui approva la politica di calo dei salari e contro la contrattazione, non va solo contro i diritti dei lavoratori ma indica una precisa politica economica, quel liberismo che in questi anni ha cercato di frantumare il mondo del lavoro, trasformando il lavoro a merce. Un modello che non riguarda solo i diritti sociali, ma anche il modello democratico in cui pochi si arricchiscono e molti altri cercano di sopravvivere. Secondo questa logica i diritti del lavoro non sono universali ma dipendono dalla collocazione del singolo lavoratore, dalle diverse tipologie del lavoro. Con questa raccolta di firme e questa Carta dei diritti ribadiamo il principio dell'universalità dei diritti tra lavoratori". Chiudendo i lavori, Panzeri ha sottolineato di condividere la proposta della Cgil, segnalando comunque il "momento internazionale sfavorevole" rispetto a questi temi. "La tendenza generale è la riduzione dei diritti: a volte c'è il momento della speranza, poi del rancore, oggi invece in Europa siamo alla paura. Domina il timore di fronte alla precarizzazione, alla globalizzazione, alla delocalizzazione. Un sentimento che crea l'alibi ai governi che, pur di garantire la stabilità, possono mettere da parte il tema dell'uguaglianza. Così prevale lo scetticismo sulla possibilità di cambiare le cose". (Ansa) 
Angelo Gentilini, da info Cgil E.R.