Oggi sono trascorsi 50 anni
dall'approvazione definitiva del Parlamento italiano della
legge 1°
dicembre 1970, n. 898 - “Disciplina dei casi di scioglimento del
matrimonio”.
Nella legge italiana il divorzio è chiamato
scioglimento del matrimonio e, nel caso di matrimonio religioso,
cessazione degli effetti civili del matrimonio.
Il percorso fu lungo,
difficile e molto ostacolato dalla Democrazia Cristiana, dal potere
ecclesiastico, e anche dai neofascisti del MSI. Già nel 1954 il deputato socialista
Luigi Renato Sansone presentò un disegno di legge per l'istituzione
del cosiddetto “piccolo divorzio”, ma in Parlamento la proposta
non venne nemmeno discussa. Stessa sorte anche nel 1958 per Giuliana
Nenni, la figlia del leader socialista, quando ripresentò la
proposta al Senato.
Nel 1961 la Corte Costituzionale confermò la
validità della norma che puniva la moglie adultera, consentendo però
al marito di avere una relazione extraconiugale purché fuori dalle
mura domestiche. Anzi e non solo, il marito separato poteva
denunciare la consorte se questa cercava di rifarsi una vita con un'
altro uomo. Infatti alcuni anni prima aveva sollevato un gran
scalpore la vicenda sentimentale di Giulia Occhini, la “dama
bianca”, con il campionissimo Fausto Coppi. In una notte del 1954
furono arrestati in casa loro da agenti e un magistrato mandati dal
marito di lei per coglierli in fragranza di reato, con la signora
Giulia che poi trascorse tre notti in carcere, mentre al Fausto fu
ritirato il passaporto, e nel 1955 furono processati e condannati a
due mesi lui e a tre mesi lei.
E così si arrivò al 1° ottobre 1965
giorno in cui il deputato socialista Loris Fortuna depositò il testo
del progetto sui “Casi di scioglimento del matrimonio”, ma il
testo fu preso in esame dalla commissione giustizia della Camera
soltanto nel giugno 1967 e perciò fu evidente che non erano ancora
mature le condizioni politiche e parlamentari per approvare la
proposta. Ma Loris Fortuna, nonostante i contrari anche in casa
socialista, non desistette spostando la battaglia per il divorzio
fuori dal Parlamento. Puntò sulla creazione di un movimento di
opinione pubblica che strada facendo trovò tante adesioni tra i vari
strati della società italiana che era in gran fermento, ed ebbe il
sostegno del Partito radicale di Marco Pannella, del settimanale
popolare “Abc” e di diverse personalità del mondo laico.
Il movimento divorzista si rafforzò, come la popolarità del
deputato Loris Fortuna, che il 5 giugno 1968 riprestò la sua
proposta di legge, questa volta firmata anche da altri 57 deputati
socialisti, socialproletari, comunisti e repubblicani. A seguire il 7
ottobre, sempre del 68, il deputato liberale Antonio Baslini presentò
un'analoga proposta di legge sulla “Disciplina dei casi di
divorzio”. I due progetti furono abbinati e discussi alla Camera
tra maggio e novembre del 1969, con il testo approvato a
Montecitorio, ma poi modificato al Senato, per cui si rese necessario
un' altro passaggio parlamentare prima di giungere alla definitiva
approvazione del 1° dicembre 1970. Votarono a favore tutti i partiti, ad
eccezione della DC e MSI, che poi si impegnarono in una campagna
referendaria per l'abrogazione del divorzio. La consultazione si
svolse il 12 e 13 maggio 1974 e vide la schiacciante vittoria del
fronte divorzista con il 59,26 %, contro il 40,74 %, rimarcando che
l'Italia era diventato un paese più moderno e più laico. Si affermò
un significativo cambio di rotta nella società italiana con i
cittadini che avevano separato chiaramente, per la prima volta, la
sfera religiosa dalle leggi dello Stato e da li si aprì una grande
stagione di conquista di diritti sociali e civili.
Bei tempi, in cui
il bene comune e collettivo erano un grande valore aggiunto che si
praticava e rafforzava in ogni settore attraverso una diffusa democrazia partecipativa, ma
poi nei decenni a seguire siamo caduti in tante trappole ben studiate
che ci hanno disgregati, allontanati e sparpagliati. Abbiamo perso di
vista tante sudate conquiste indebolendo, ad esempio molto attuale,
il Servizio Sanitario pubblico nazionale, basato sul circuito di
prevenzione territoriale, cura, riabilitazione, che era stato con
forza istituito nel 1978. Ritroviamoci.
Angelo Gentilini.