02 agosto 2010

IN DIFESA DEL PARCO DELLE ACQUE MINERALI

E’ sorto ad Imola, per volere di un gruppo di cittadini il “Comitato Parco Acque Minerali”. L’obiettivo è di porre al centro della nostra attenzione il primo parco urbano pubblico di Imola, cercando di inquadrarlo nelle politiche urbanistiche e paesaggistiche che la città sta perseguendo.
Dopo le ferite inferte allo storico polmone verde con le modifiche al tracciato dell’autodromo conseguenti agli incidenti del Gran Premio di Formula1 del 1994, e il mancato completamento del successivo progetto di restauro e riqualificazione, pensavamo fosse finalmente giunto il momento di un effettivo rilancio delle Acque.
Giova infatti ricordare che dopo le tante polemiche degli anni ’90, sfociate anche in ricorsi al Tar e alla Corte dei Conti, si giunse ad un accordo tra le associazioni ambientaliste e il Comune di Imola (firmò l’allora sindaco Raffaello De Brasi), in seguito recepito nel progetto di restauro del Parco, che prevedeva, oltre a diversi interventi di miglioria, anche ampliamenti dello stesso verso due direttrici: nella zona dietro le tribune di arrivo e in quella verso la curva della Tosa. La rilettura di quell’accordo e del progetto di ristrutturazione del Parco potrebbe essere di aiuto agli Amministratori odierni per mantenere una continuità di vedute tra ieri e oggi non solo nelle logiche edificatorie, ma anche in quelle ambientali.
In questi anni il Parco ha subito un processo di dequalificazione che è sotto gli occhi di tutti. Manutenzione ridotta all’indispensabile, vandalismi e poco rispetto per il verde, ma soprattutto (con l’unica esclusione dei due giorni della manifestazione primaverile NATURALMENTE IMOLA) nessuna “azione” di valorizzazione e promozione degli aspetti più interessanti del parco. In quasi tutti i principali parchi storici del resto d’Europa, tali azioni si attuano attraverso la creazione di centri visita, vivai didattici, percorsi geologici e botanici, visite guidate, eventi culturali e manifestazioni popolari, oltre a pubblicazioni sulla storia e sulle peculiarità delle strutture in oggetto. Un parco come quello delle Acque Minerali sarebbe ovunque considerato una grande risorsa, da curare e coccolare per mantenerlo in efficienza per la cittadinanza, ma anche per sfruttarne le possibilità come veicolo di promozione d’immagine.
L’Amministrazione comunale ha invece proceduto solo ad una nuova convenzione per la gestione dello spazio discoteca che, per quanto visto finora, sembra prefigurarsi come un intervento banale, buono forse per qualsiasi area verde priva di peculiarità, ma non certo per un parco ricco di storia, alberi centenari ed ecosistemi, siti geologici e memorie archeologiche come quello delle Acque Minerali.
Siamo perciò convinti che oggi ci si trovi di fronte ad un nuovo pericolo per il Parco delle Acque Minerali. Non crediamo che la soluzione dei suoi “malanni” sia semplicemente un nuovo gestore per gli spazi ludici. Certo può essere un’opportunità, ma nell’ambito di un progetto più complessivo che veda una riorganizzazione degli spazi, una manutenzione dell’esistente, e un utilizzo differenziato. Il Parco deve essere della città e al suo interno deve trovare posto una pluralità di esigenze, devono convivere generazioni diverse che frequentano il Parco con motivazioni diverse. Il Parco non può essere di uno o di pochi, ma della città intera.
Il neo Comitato chiede che si avvii una riflessione profonda su quell’area e sulle attività che al suo interno possono svolgersi. Dopo aver proceduto a verifiche e confronti sui documenti ufficiali chiederà incontri con gli amministratori preposti, anche per avere chiarimenti sull’interpretazione del PSC (Piano Strutturale Circondariale) nelle zone interne all’Autodromo vicine al parco e sul loro utilizzo.
Pare infatti, secondo voci che circolano insistentemente, che nel PSC recentemente approvato l’area verso la curva della Tosa, che nell’accordo del 1995 e nel progetto di ristrutturazione del Parco era indicata come area di sviluppo del Parco stesso, sia stata inserita come area edificabile.
Tale inserimento nel PSC non può essere casuale o frutto di una svista e costituisce una decisione in grave contrasto con le scelte di 15 anni fa, non certamente giustificabile con l’esigenza di fare nuove case e davvero difficile da spiegare. E’ chiaro che il futuro Piano Regolatore della città, quando sarà rilasciato, potrà rigettare quell’ipotesi, ma nel frattempo ed in ogni momento la minima oscillazione negli orientamenti della Giunta, se non addirittura una deprecabile caduta della stessa, potrebbe far sì che qualcuno approfitti della situazione per depredare il territorio di un’area qualificata a favore di qualche edificatore “furbetto”.
Imola è sempre stata indicata come una città verde, con un’alta qualità della vita. Ci sembra che negli ultimi decenni si sia sperperata buona parte di questa dote. Imola ha nel suo territorio due parchi e una riserva naturale, frutto di scelte che vengono dal passato. Se si tolgono gli interventi di messa in sicurezza del Lungofiume Santerno, che lo hanno reso meglio frequentabile, negli ultimi decenni non si è vista la nascita di nuove aree verdi importanti né di ampliamenti di quelle esistenti.
Molta più attenzione è stata certamente dedicata alla crescita del cemento e delle abitazioni, spesso al di sopra delle esigenze reali.
Continuare su questa strada non porta da nessuna parte, anzi creerà più danni che vantaggi. Per questa ragione riteniamo che la battaglia per la difesa, lo sviluppo e un utilizzo plurale del Parco sia qualcosa di più di una semplice querelle di quartiere.
Noi del Comitato Parco Acque Minerali ci siamo, ci siamo con le nostre proposte, ci siamo con la nostra volontà di non fare passare scelte penalizzanti per la città.
Ci siamo per dialogare con chiunque abbia a cuore Imola e voglia contattarci e con coloro che Imola la devono governare.

Rosanna Argelli - Roberto Bacchilega - Franca Bassi - Diva Bignami - Mario Cacciari - Aldo Gardi - Teresita Ighina - Giorgio Marabini - Nevia Ricci - Franco Ricci Lucchi - Antonio Zambrini - Valerio Zanotti

comunicato stampa di mercoledì 28 luglio 2010